giovedì 14 novembre 2013

Venturino, il volto orribile della menzogna



Antonio Venturino è stato eletto alle scorse elezioni regionali in Sicilia nella lista del MoVimento 5 Stelle. Le elezioni siciliane, che portarono la presidenza dell'ARS a Crocetta (Pd), portarono anche il M5S ad essere il primo partito siciliano. Il boom, che tuttavia non fu sentito dal Presidente Napolitano, fu un vero e proprio ciclone nazionale: per la prima volta, anche sui quotidiani nazionali e nei Tg principali, si parlava seriamente di questo nuovo movimento apartitico con i suoi slogan "Tutti a casa" e "Zero privilegi". Una ventata di novità, che molti hanno erroneamente confuso con una disorganizzata e sconclusionata protesta, ha letteralmente sconvolto il panorama politico nazionale, incancrenito e svilito dopo anni di stagnante malgoverno. 

Eppure, è proprio da lì che proviene il peggior esempio dato da un esponente del MoVimento. Antonio Venturino, inizialmente uno degli esponenti "di punta" del M5S, si rivela ben presto uno che non ha avuto il coraggio di proseguire nella giusta direzione: auto blu, stipendi da favola, privilegi di ogni tipo, tutte cose che, una volta che ce le hai sotto gli occhi, ti tentano enormemente. Un sensazionale Alessandro Di Battista davanti ai microfoni di Ballarò scherzò: "Io con 7000 euro ci sono stato molti anni in America Latina. Una volta che ti vedi entrare un bonifico di 17000 euro, la tentazione di passare al gruppo misto e tenerseli è grande". Di Battista scherzava, utilizzando un paradosso per spiegare meglio il concetto alla giornalista di Ballarò. Tuttavia, Venturino, nella "sua" Sicilia, ha fatto veramente qualcosa del genere. 

All'inizio parlava di 2500 euro al mese. "Sarebbe ingiusto prendere di più. Su questo non si discute", così parlò Venturino. Poi rinunciò addirittura ai 3200 euro mensili di indennità aggiuntiva dovuti alla carica di vicepresidente ARS. Poi, improvvisamente, nella testa di Venturino scatta quel meccanismo che scatta talvolta in chi è facilmente corruttibile: si rifiuta di rendicontare le proprie spese. "Rendicontare le spese è una cazzata", dice prima di farsi fotografare a bordo di un'auto blu. Beppe Grillo lo chiama addirittura un "pezzo di merda" e Venturino viene espulso dal gruppo parlamentare dell'ARS dal MoVimento 5 Stelle. Venturino si giustifica dicendo che quei soldi "non gli bastano" (!) e dopo poco tempo si presenta da don Santoro a Servizio Pubblico per spiegare le sue ragioni e chiarire il perché il M5S avrebbe dovuto dare la fiducia al Pd a livello nazionale. Smerdato da un memorabile Marco Travaglio, Venturino fa la figura che merita. O meglio, che non merita: la figura dell'idiota. Non la merita perché non lo è, anzi: dichiarando pochi giorni fa alle Iene "Ho mentito. Ho detto una minchiata. Se ne dicono tante, una di più una di meno..." dimostra di essere tutt'altro che un idiota. Bensì un disonesto, un profittatore. Un bugiardo.

Attualmente, Venturino guadagna un totale di circa 12000 euro mensili, tra stipendio, indennità e diaria. Più svariati privilegi e agevolazioni. Niente male vero?

Per il M5S è una dura lezione, molto più dura di casi più "eclatanti" a livello nazionale, come il caso Gambaro o il caso Mastrangeli. Venturino era un elemento considerato "valido", uno da mandare avanti come si manda davanti nel calcio un bomber di razza, uno di cui "ci si poteva fidare". Come pensa il MoVimento di evitare altri casi simili in futuro? Esiste una garanzia per proteggersi da persone facilmente corruttibili dai benefici della Casta? Credo che su questo punto - l'accuratezza della selezione dei candidati - si giocherà il futuro della reputazione del M5S. La propria "classe rappresentante" se vogliamo usare un termine più consono ai "partiti". La propria credibilità: e la credibilità è tutto.
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