lunedì 30 dicembre 2013

Caterina Simonsen: quanta strumentalizzazione!


Si sta parlando molto della vicenda di Caterina Simonsen, una ragazza di 25 anni colpita da quattro malattie genetiche rare. Il suo video, in cui si diceva favorevole alla sperimentazione animale, grazie alla quale lei si è potuta curare e arrivare a 25 anni, è stato oggetto di numerose strumentalizzazioni a mio parere vergognose.

Partiamo dal video: chi scrive è profondamente contrario alla sperimentazione animale, come ho già spiegato a dovere su questo blog, ma non trovo niente di sbagliato (o al massimo pochissimo) nel video di Caterina. Sì, certo, non sono d’accordo in alcuni punti del suo discorso, ma difendo la possibilità di Caterina di pubblicare un video come questo, costi quel che costi: la sua voce va ascoltata, e anche se per molti aspetti non ci troviamo d’accordo (e qui mi rivolgo agli animalisti) il suo pensiero e la sua persona vanno rispettati. “Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee.” Senza questo presupposto non si va da nessuna parte. Il video di Caterina è lecito, la sua facoltà di esprimere queste opinioni è sacrosanta.

Passiamo ora alle accuse che le sono state rivolte e alle minacce di morte: prendendo per vere queste terribili minacce, ogni persona sana di mente deve subito dissociarsi da questa gente. Non si augura la morte a nessuno, e la violenza, fisica o verbale, non è tollerabile. Prendo però le distanze anche dalla presunta veridicità di queste minacce di morte. Non voglio sembrare né paranoico né un complottista da due soldi, ma l’immediata reazione e l’imponente impatto mediatico che ha avuto subito questa storia mi puzza. Voglio dire, ricordiamoci delle minacce di morte comparse nei commenti del blog di Beppe Grillo che fecero infuriare Giachetti (Pd): poi si scopre che a scrivere quelle minacce fu proprio un iscritto al comitato per l’elezione di Renzi segretario. Oppure ricordiamoci che esistono fenomeni di “trollismo” davvero spiacevoli: come quello che era talmente disonesto da vantarsi di aver diffuso notizie false su siti di controinformazione per vedere quanta gente ci cascava. Insomma, in un mondo con gente del genere, cominci a dubitare di tutto. Anche delle minacce di morte a Caterina, che in fondo spero con tutto il cuore che siano state manipolate da terzi a sua insaputa. Altrimenti, profondo disprezzo per chi le ha scritte.

Le numerose strumentalizzazioni che sono seguite non fanno che alimentare questo forte sospetto di “caso mediatico montato a tavolino”. Non voglio dire che il video di Caterina sia un fake, o che lei sia pagata, non mi permetterei mai. Ma purtroppo, come al solito, arrivano come avvoltoi frotte di speculatori della notizia, che balzano come iene sulla drammatica vicenda di Caterina per montarne un caso mediatico. E il caso mediatico, si sa, è come un treno: tutti vogliono salirci per primi. Come appunto quel disgustoso atto di Renzi, con il suo “Io sto con Caterina” dettato palesemente dalla necessità di visibilità mediatica del sindaco di Firenze. Oppure l’operazione studiata da parte di vergognose e false pagine di “corretta” informazione scientifica, come Resistenza Razionale o A favore della sperimentazione animale. Oppure la strumentalizzazione politica in atto contro quei politici che sostengono organizzazioni come la Lav, o StopVivisection. Insomma, da questo caso mediatico sono in tanti a trarne vantaggio. E queste sono le vere bestie, senza offesa per gli animali, pronti a strumentalizzare il dramma di una ragazza malata per fini personali.

Il punto è che questa storia ha assunto una dimensione strana: le persone che hanno scritto quelle orribili parole sembrano essere, in questo momento, accusate non tanto di aver minacciato di morte una ragazza, ma piuttosto di essere contrari alla sperimentazione animale. Una sorta di processo alle intenzioni degli animalisti, piuttosto che una ferma condanna contro qualche decina di stupidi fanatici: è questo il nocciolo del problema.



Veniamo ora ad alcuni punti toccati da Caterina nel suo video: il messaggio in sé non contiene niente che di fatto risulti diametralmente opposto ai punti di vista di molti animalisti seri. Mi riferisco a quando afferma che non esistono al momento metodi alternativi per qualsiasi tipo di sperimentazione. Il problema però qual è? Il problema consiste nel fatto che Caterina inviti associazioni come la LAV o il Partito Animalista Europeo a trovare metodi alternativi alla sperimentazione animale: questo è follia. Non sono gli animalisti a dover trovare una valida alternativa alla sperimentazione animale, ma devono essere gli “addetti ai lavori”. Primo, per una ragione di competenze. Secondo, perché l’abbandono progressivo della sperimentazione animale non costituisce un vantaggio solo per qualche animalista o per tutti gli animali che vengono sacrificati in questo processo, ma per tutto il genere umano e tutte le razze animali. È una questione che riguarda tutti. Infatti, il progressivo abbandono della sperimentazione animale costituisce la vera rimozione del principale ostacolo attuale della ricerca scientifica. Esseri umani e animali sono talmente diversi che la definizione “Scienza” applicata alla sperimentazione animale comincia ad andare un po’ stretta. Non a caso, di tutti i farmaci che “passano” la prova della sperimentazione animale, solo l’8% ha effetti benefici sull’uomo. Il 92% di questi farmaci che non vengono considerati tossici per gli animali, hanno in realtà impatti tutt’altro che positivi sull’uomo.

In altre parole, sono le istituzioni a dover facilitare e finanziare tipi di ricerca alternativi che ci consentano di abbandonare, col tempo, completamente l’utilizzo di animali da laboratorio. L’Europa per prima, abolendo quella schifezza della legge sulla sperimentazione animale, che addirittura obbliga paesi membri più avanzati dal punto di vista dei metodi di ricerca alternativi ad abbassarsi a livello di altri paesi membri dell’UE con progressi inferiori. Una vera follia che va abolita.

Io vorrei solo fare un ultimo appello a Caterina, a questo punto: se nel 92% dei casi, le sostanze testate sugli animali danno risultati diversi quando arrivano alla sperimentazione sull’uomo, quanti farmaci utili per curarti potrebbero essere stati scartati, a causa della sperimentazione animale? Quanti farmaci benefici potevamo aver scoperto se ci fossimo basati su metodi di ricerca avanzati e moderni, invece di metodi pseudo-medievali e retrogradi come i test sugli animali?

Come vedete, la questione “morale” (non me ne vogliano gli animalisti più convinti) non arriva che seconda, in paragone alla questione “scientifica”: la sperimentazione animale sta rallentando il progresso della ricerca scientifica e dunque facendo vittime in ogni parte del mondo. Solo dopo questo grave aspetto arriva il problema “etico” riguardante il male che viene inflitto agli animali da laboratorio. Ma la questione primaria è quella scientifica: quante vite dobbiamo ancora sacrificare prima di indirizzare la ricerca scientifica verso nuove possibilità e nuovi orizzonti?
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