domenica 8 dicembre 2013

Che vinca il peggiore!


Prima di parlare delle primarie del Partito Democratico, in cui si aspettano (da fonti piddine) circa un milione e mezzo di votanti, devo fare una confessione a tutti i lettori affezionatissimi di questo blog… Tranquilli, non vi sto per dire che ho la tessera del Pd!!! Devo confessare che qualche giorno fa ho avuto un’idea, la stessa promossa da Andrea Scanzi il 5 Dicembre dal suo profilo Facebook:

“E se gli elettori 5 Stelle andassero a votare Civati alle Primarie? Così lo farebbero vincere, costringendo il Pd al cortocircuito totale e all'obbligo di un rinnovamento vero. E' una provocazione, ma strategicamente per i "grillini" (e più in generale per gli italiani) sarebbe una mossa notevole. Nonché assai benefica: Civati non potrebbe fare miracoli, ma neanche potrebbe agire peggio dei predecessori o dei competitors.”

Ci avevo pensato anch’io: buttare nel cesso due euro per andare a votare Civati. Certo, non mi piace Civati, non lo appoggerei mai e soprattutto non mi fido. Fino a questo momento, Civati ha fatto tanto il “grillino” della situazione, il ribelle del Pd, ma i suoi voti in Parlamento assomigliano un po’ troppo a quelli di una Mariastella Gelmini più che a quello di un Alessandro Di Battista. Non credo che Civati possa rappresentare dunque una vera svolta del Pd. Ma sicuramente accoglierei una sua vittoria molto più volentieri di Renzi o Cuperlo: deriva democristiana da una parte, abietto dalemismo dall’altra. Mentre una vittoria di Civati potrebbe comportare qualche (lieve) apporto benefico, certo una vittoria di Renzi o Cuperlo porterebbe un ulteriore peggioramento della qualità della classe politica. Cosa c’è di peggio?!? Dunque, solo per un attimo, ho pensato di andare a votare oggi, pensando alla faccia di Renzi mentre viene sconfitto dal Pippo Civati.

Poi però è entrato in gioco un fattore determinante, di cui chiunque dovrebbe andare onestamente fiero: la coerenza. Io non ho niente da spartire né con questi tre personaggi, né tantomeno con il Pd. Esistono molte buone ragioni per non andare a votare oggi e non seguire il consiglio di Scanzi: sempre parlando di coerenza, occorre sapere che a tutti i non iscritti che si recheranno a votare verrà fatto firmare un foglio in cui “ci si impegna” a sostenere il Pd durante le elezioni politiche. Che non è certo un fatto da prendere alla leggera. Inoltre, last but not least, c’è il fattore economico: regalare soldi ad un partito che ha incassato centinaia di milioni di rimborsi elettorali illeciti e che ha contribuito allo sfacelo economico, lavorativo e sociale del Paese? No, grazie. E chi dice “Eh, ma sono solo 2 euro” non ha capito nulla: oggi il Pd, a forza di 2 euro (senza contare che i non iscritti pagano un “supplemento” al seggio) incassa circa 3 milioni di euro. Forse occorre ricordare quanti soldi si becca il partito: Link

No, no, no: sono finiti i tempi in cui ti costringi a votare il meno peggio, turandoti il naso per non vomitare. Mi dispiace, ma oggi faccio qualcosa di meglio piuttosto che partecipare a questo strano raduno di pecoroni: me ne sto a casa mia.

Tuttavia, oggi capiremo qualcosa di significativo: cosa pensa di fare da grande l’elettorato piddino? Mentre Cuperlo sfoggia gli ultimi colpi bassi agli avversari con mosse davvero sleali (in pieno stile Conte Max), si va definendo il profilo che terrà il “centro-sinistra” di qui a molti anni. Le primarie di oggi sono le più importanti di sempre in casa Pd, per un semplice motivo: da ora in avanti, il Pd dovrà avere consistenza politica propria. Mi spiego meglio: negli ultimi venti anni, l’unico punto della campagna elettorale del centro-sinistra è stato “Votate per noi, sennò vince Berlusconi”; adesso Berlusconi è decaduto e, come se non bastasse, il Pd deve fronteggiare una vera forza di opposizione non moderata che è il M5S. Mentre in passato lo “spauracchio berlusconiano” è bastato da solo per accaparrarsi milioni di voti, adesso questo gioco non lo possono più fare: devono scegliere autonomamente in che direzione andare. Per questo il voto di oggi sarà importante per tutto l’elettorato piddino. Si trasformeranno nel partito conservatore pseudo-democristiano e simil-berluschino di Renzi? Oppure in una disperata riedizione del PDS d'apparato del dalemiano Cuperlo? Oppure sceglieranno di bocciare definitivamente questa “nuova” deriva scegliendo Civati? La cosa certa è che la scelta di oggi si ripercuoterà sulla scena politica italiana per molto tempo.

A questo punto però entra in gioco un fattore decisivo: gli elettori piddini sono famosi per fare sempre la scelta sbagliata. Hanno eletto leader che avevano lo stesso carisma di Topo Gigio (senza offesa a Topo Gigio). Hanno preso sempre la strada sbagliata, seguendo personaggi che li hanno sempre abituati a perdere. Bersani è solo l’ultimo esempio: mentre con Renzi avrebbero stravinto le elezioni, hanno preferito Bersani, capace di perdere elezioni già vinte. Adesso però non si tratta di vincere, si tratta di scegliere quale strada intraprendere per il futuro. E dato che i piddini faranno sempre la cosa sbagliata, certo non vincerà il meno peggio dei tre.

Che vinca il peggiore!
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