giovedì 26 dicembre 2013

Il lato oscuro della notizia


Come i Pink Floyd cantavano in un album che ha fatto la storia della musica, The Dark Side of the Moon, anche la “notizia”, l’informazione, può avere diverse chiavi di lettura, un “lato oscuro” se vogliamo. Abbiamo visto, proprio in questi giorni, come le informazioni, i fatti e le logiche che hanno mosso i fili della politica siano state, in modo perlopiù omogeneo, manipolati dalla stampa e dalle tv. I media trovano sempre un modo di leggere la notizia, di presentarla in una chiave differente. I fatti ci sono, stanno tutti lì, davanti ai tuoi occhi: ma come una parola anziché un’altra può cambiare il senso delle cose, la percezione dei fatti attuali arriva ai cittadini in modo distorto, viziato, capzioso e falsato. E, inutile dirlo, con un’informazione del genere, il regime ci va a nozze.

Si è parlato molto, ad esempio, delle parole di Massimo Gramellini ospite fisso dello Zerbino Fazio, e di come ha “oscurato” l’intervento (decisivo) del M5S per bloccare la porcata sulle slot machines e quella sugli affitti d’oro nascosta nelle righe della legge di stabilità. Caro Gramellini, senza i “grillini” in Parlamento nessuno avrebbe giocato il ruolo di “rompiballe” democratico (cit.) e quelle porcate sarebbero passate nel silenzio della stampa. La verità è che le porcate in questione sono state promosse dall’attuale maggioranza di governo, Pd in testa a tutti, e (solo dopo essere stati beccati) Renzi ha giocato la parte di quello che “para gli autogol”, mentre un curioso omino (Lattuca, Pd) sosteneva che grazie al Pd quella porcata era stata fermata. Lattuca, lascia che ti spieghi una cosa: la porcata l’avevate proposta voi! Cito un formidabile post di Andrea Scanzi: “Sarebbe come se io venissi a casa vostra, vi sfasciassi un muro con l’ascia e – dopo le vostre lamentele – ve lo ricostruissi. Se poi vi dicessi con orgoglio: ‘Visto? Grazie a me avete un muro solido nella vostra casa’, come minimo mi mandereste a quel paese.

Ma invece è tutto alla rovescia, a partire dall’informazione: adesso, a quanto pare, entra in scena addirittura una terza lettura della vicenda, una terza “teoria” non meglio accreditata che sosterrebbe che dietro il blocco di queste due ultime porcate del governo Barzel-Letta ci sia addirittura la Sacra Mano di Sua Maestà Re Giorgio. E si continua, inverosimilmente, a evitare di parlare del nocciolo della questione, dell’unica lettura corretta di questa vicenda: se i 5 Stelle non avessero fatto da “guastafeste”, se non avessero minacciato il governo di fare ostruzionismo e di fargli passare le feste incollate ai banchi del Parlamento, non solo la porcata non sarebbe stata bloccata (né da Napolitano, che di porcate ne ha firmate tante, né tantomeno da “Nembo Kid” Renzie) ma probabilmente non se ne sarebbe parlato neanche. E così, tacita e cheta, un’altra vergogna sarebbe stata approvata nel silenzio-assenso più totale.

Insomma, c’erano tre modi di dare la notizia, uno solo corrisponde a verità:
  1. La porcata è stata bloccata dal governo grazie al pressing del M5S.
  2. La porcata è stata bloccata grazie a Renzi, il non-eletto, che da fuori il Parlamento evidentemente ha più potere di quelli che ci stanno dentro.
  3. La porcata è stata bloccata grazie a Sua Magnificenza Re Giorgio, sempre sia lodato. Amen.
Come ci si poteva aspettare, i media agiscono per il governo e per la conservazione dell’attuale status quo e della casta politica. La notizia è vera, ma il modo in cui viene esposta è falsato. A tutti i telespettatori di Che Tempo Che Fa è arrivata una notizia, e una soltanto, ed è inutile che Gramellini si inventi scuse infantili per difendersi: “Renzi ci ha salvato da questa porcata” – insomma, il Pd che ci salva dal Pd: geniale. Allo stesso modo, tutti i lettori del Corriere della Sera, così come quelli di tanti altri quotidiani nazionali, hanno preso per buona la versione in cui Napolitano blocca eroicamente questa porcata.

Vi propongo un video come esempio, che vi riporto alla fine di questo post. Ricordate quella scena (imperdibile) di quel film di Bellocchio con Gian Maria Volonté? Il film era “Sbatti il mostro in prima pagina”. Volonté interpretava il direttore di un fantomatico “Giornale” che redarguiva il linguaggio usato da un giovane cronista per riportare la notizia di un disoccupato che si dava fuoco per la disperazione di aver perso il lavoro. Tramite l’utilizzo strumentale e funzionale di certi termini, il direttore riusciva a cambiare il senso della notizia, pur senza censurarla stricto sensu.

Allo stesso modo, la notizia di questi giorni è stata “trattata” e “revisionata” fino a trovare la chiave di lettura “giusta” per venderla al pubblico. Ci possiamo girare intorno quanto vogliamo, ma la realtà è ben diversa da quella che ci viene propinata dai media: se non è regime questo…

UA-57431578-1