martedì 24 dicembre 2013

Sarà un Buon Natale?


Alessandro Di Battista è sicuramente uno dei parlamentari più preparati, più competenti, più intelligenti e più ammirevoli non solo tra le file del MoVimento 5 Stelle, ma di tutto quanto il Parlamento italiano. Il suo discorso di ieri 23 Dicembre 2013 alla Camera, in occasione dell’ennesima fiducia posta dal governo Letta, quello che aveva giurato di non utilizzare mai e poi mai la fiducia per far passare i propri decreti, contiene tutta l’essenza dei motivi che hanno portato milioni di persone a votare perché dei cittadini e non dei politicanti entrassero nelle istituzioni.

Ha parlato della denuncia delle lobby. Ha parlato della vergogna costituita dalla rielezione di Napolitano, fenomeno unico e probabilmente irripetibile nella storia d'Italia. Ha ragione quando dice che purtroppo la disonestà è la prassi: è proprio l’argomento che ho sollevato appena l’altro giorno su questo blog, e di cui abbiamo anche discusso nei commenti del blog e di Google+, assieme agli amici +raffaello bianchi+Khaino Zeitgeist+Pino Santos e +Fabrizio Boccacci... e molti altri. Bello vedere che ancora esistono persone che credono nell'onestà, davvero. Se la disonestà è la regola, un semplice atto onesto assume le sembianze di una rivoluzione.

Di Battista ha ricordato la vittoria di Renzi alle primarie del Pd: nient’altro che un nuovo burattino, portavoce di interessi privati e di lobbies, manovrato da chi ha da difendere le sue aziende o il suo portafogli. Ha parlato delle lotte di ostruzionismo parlamentare, che hanno già portato a incredibili risultati, primo fra tutti quello di aver salvato la Costituzione dall’assalto della casta politica, e che minaccia di far passare il Capodanno in aula all’intero Parlamento, fino a quando l’ennesima porcata prenatalizia non verrà cancellata.

Ha tirato un paio di brillanti frecciatine alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, che con uno stipendio da favola gestisce i lavori della Camera dei Deputati in modo ignobile: ha infatti ricordato le parole che, ipocritamente, la Boldrini pronunciò al suo insediamento (“La casa della buona politica”) così come la protesta sul tetto di Montecitorio, costata una multa al gruppo del M5S grazie alla boldrinesca indignazione di presunto decoro istituzionale. Cara Presidente Boldrini, questo 2013 si chiude con una serie innumerevole di inadeguatezze e di ipocrisie di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Ha ricordato quella che ormai mi piace chiamare “la bufala dell’articolo 67”: onorevoli (!) personaggi che si limitano a votare leggi e decreti di cui non sanno niente, che neanche vengono letti, solo per indicazione del partito; onorevoli (!!!) manovrati secondo questo o quel voto di scambio; questi sì che sono i veri manovrati, altro che sciocchezze! Questi votano secondo indicazione di partito. I voti ribelli di questi personaggi hanno percentuali vicine alle 0,1% e poi vengono anche a rompere le balle ai grillini sul vincolo di mandato. L’articolo 67 della Costituzione doveva servire ad impedire che un parlamentare rispondesse ai singoli interessi privati di una lobby o di un voto di scambio, ma a quanto pare è solo un incantesimo. “Ehi onorevole, ho dato 100 mila euro al partito, non te ne scordare”: è davvero la casa della buona politica quella in cui si assistono a simili scene?

Di Battista ha ribadito il senso della politica secondo il pensiero dei 5 Stelle: “Siamo liberi. Non abbiamo investito migliaia di euro in campagna elettorale. La politica è un servizio civile da fare durante un tempo limitato della nostra vita per poi tornare al proprio lavoro come tutti gli altri cittadini.” Che curiosamente assomiglia molto a queste parole: “Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. […] Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.” Signore e Signori, la Costituzione.

Ricorda poi in che condizioni si trovano a lavorare i parlamentari del M5S, elencando chi gli è palesemente contro: “Il Presidente della Repubblica che ci manca di rispetto, Letta che nei suoi discorsi in Parlamento al posto di parlarci delle sue idee attacca il M5S, abbiamo contro la mafia, la massoneria, gran parte del sistema mediatico, un'industria della menzogna tenuta in piedi dai soldi dello Stato, […] abbiamo contro tutti i partiti, dalla cosiddetta sinistra con il portafogli a destra a Forza Italia che qualcuno vuole far credere che abbia qualcosa a che fare con noi. […] Abbiamo contro i vertici dei sindacati, quei sindacati che si sono genuflessi davanti al potere i cui segretari, dalla Polverini a Cofferati passando per Epifani fanno tutti, casualmente, carriere politiche. Abbiamo contro l'Europa che ci definisce populisti perché prima di dare si soldi alla Banca Centrale Europea e rispettare accordi presi all'insaputa dei cittadini vogliamo dare un lavoro, una casa e un futuro al popolo in difficoltà.

Nonostante tutto questo, e quello che ha detto ora Di Battista lo dedico con tutto il cuore a quelli che “i grillini non hanno fatto niente in Parlamento” (come se di fronte al governo delle zero leggi si pretendesse che l’opposizione faccia più del governo), ecco che il giovane deputato romano elenca indiscutibili conquiste del M5S: la decadenza di Berlusconi grazie al voto palese, la salvezza della Costituzione e in particolare dell’articolo 138, la restituzione di decine di milioni di euro di rimborsi elettorali e stipendi, la pulizia che Fico sta mettendo in atto in Rai, l’inserimento dei reati ambientali nel Codice Penale, ma soprattutto la dimostrazione che coerenza e onestà sono ancora principi validi, nonostante tutto.

Alessandro Di Battista ha infine ricordato quello che ormai dovrebbero sapere anche i muri, e cioè che non esistono salvatori della patria, non esiste la delega in bianco al nuovo politicante di turno perché ti risolva i problemi dell’Italia: tutto deve partire dai singoli cittadini. Tutti devono fare la propria parte, per trasformare questo paese in un luogo in cui l’onestà deve essere la regola, e non un atto eccezionale. Da dove cominciare? Prendiamolo come il primo buon proposito per il nuovo anno: impedire, dalle prossime elezioni, a questa vergognosa casta politica di governare ancora questo Paese. Facciamo dell’Italia un posto di cui andare orgogliosi.

Ecco il video integrale dell’intervento di Alessandro Di Battista. Buon Natale. 

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