domenica 22 dicembre 2013

Se la disonestà è la regola…


È incredibile: la notizia del giorno (o meglio, di tutti i giorni a seguire) dovrebbe essere quella del lobbista “smascherato” dal M5S. In un paese decente, civile e semplicemente normale dovrebbe essere già partita l’operazione mediatica dell’anno, una vera e propria caccia allo scoop: tutti i giornali sarebbero ora dediti ad una “caccia al lobbista” senza precedenti. Veramente, pensateci: dopo che ci hanno fatto credere in tutte le salse che quella strampalata teoria dei fili della politica che vengono mossi da poteri occulti e lobbies sono solo frutto di cazzari complottisti, adesso che sappiamo che è tutto vero, i giornali cosa fanno? Niente. Nessuno che provi neanche a scoprire l’identità del lobbista misterioso.

Il nome del lobbista è stato pronunciato in aula dal deputato Giorgio SorialLuigi Tivelli, consigliere parlamentare della Camera dei Deputati. Non appena finito il suo intervento, Sorial e tutti i deputati del M5S hanno mostrato dei manifesti con il volto di Tivelli e la scritta “Caro Pd, decido io”, scatenando l’ira di Laura Boldrini, che si sta rivelando sempre di più una che prende uno stipendio da favola per gestire la Camera dei Deputati in modo orrendo. Anzi, in modo infame, se vogliamo dirla tutta: interrompe, costringe a concludere gli interventi anzitempo, dimostra faziosità e mancanza di rispetto verso certi deputati, non si scandalizza per le lobbies che controllano il Parlamento ma trova inaccettabili le proteste extra-parlamentaridi chi vuole difendere la Costituzione. E l’elenco delle schifezze combinate da Madama Boldrini potrebbe continuare pressoché all’infinito.

Ma il problema qui non è tanto la Boldrini (anche se comincia seriamente a far rimpiangere Fini come Presidente della Camera) quanto la totale inversione dei valori civici e morali che vediamo ogni giorno più evidente in questo paese. Come ho già detto, i giornali di un paese civile dotato di libera informazione si sarebbero azzuffati pur di approfondire questa notizia: questa è un’altra evidente anomalia tutta italiana, in cui la stampa non è libera (come sosteneva al contrario un ilare commento ad un mio post di qualche giorno fa, scatenando la mia totale incredulità), ma composta da servi dei servi dei servi, una categoria (quella dei giornalisti) davvero infima in questo paese.

Se vogliamo trovare un’altra anomalia italica, non dobbiamo fare altro che andare a vedere cosa succede nel mondo politico, parlamentare e non, riconducibile a quelle correnti politiche che ci hanno governato in passato e che ci governano attualmente (sto parlando di centro-destra e centro-sinistra): la totale mancanza di indignazione da parte degli elettori e un’indignazione alla rovescia da parte della classe politica. Mi spiego meglio: mentre negli elettori di FI, NCD, Pd, Sel e altri manca inspiegabilmente qualsiasi tipo di indignazione derivata dal fatto che la politica è controllata dalle lobbies anziché dai rappresentanti dello Stato (una vera lobotomia della coscienza), tra le file della classe politica regna l’indignazione, sì, ma per chi questi scandali li denuncia! Se la disonestà è la regola, allora chi la denuncia viene visto come un pericolo, una mina vagante, un mostro da emarginare: il famoso (o famigerato) meccanismo di ricattabilità che vige e regna sovrano ormai da troppi anni dentro il nostro Parlamento.

Ma torniamo al mondo dell’informazione: mentre alcuni giornali (pochi) stanno perlomeno parlando di questo fatto (meglio tardi che mai!) ci sono alcuni cosiddetti “opinionisti”, alcune presunte “grandi menti” del giornalismo “indipendente” e “di qualità” che scrivono cose assolutamente ignobili. Prendo ad esempio un vero campione di disonestà intellettuale e di bieco servilismo politico sinistroide: Gad Lerner. Vediamo cosa ha scritto Gad Lerner a proposito della vicenda “lobbista misterioso”:

Bel colpo del M5S – ironizza spregiudicato Lerner – che ha diffuso una telefonata compromettente del lobbista intento a sfoggiare l’elenco degli alti burocrati e dei professori da lui avvantaggiati, riuscendo a evitare loro decurtazioni di reddito significative, nello sprint finale dlla legge di stabilità. Ora che a Montecitorio ne è stato diffuso il nome, […] guardo la sua fotografia e in effetti riconosco di averlo visto più volte lungo i famosi corridoi dei passi perduti. Anche se non ho mai saputo che mestiere facesse e non ci ho mai scambiato una parola.

Ci sono talmente tante vergognose affermazioni nella parte centrale di questo intervento che non so neanche da dove cominciare. Ecco cosa scrive poi Lerner: “Lobbista, ok. Non mi scandalizza.” Ma come? Lo vedete? Il livello di tolleranza della disonestà? Nel momento in cui non ci scandalizziamo di certe cose cominciamo a morire, e qui in Italia, ahimè, siamo in stato di decomposizione da questo punto di vista. Poi Lerner attacca con il numero di quella che mi piace chiamare “Normalizzazione dell’anomalia”: abbiamo un’anomalia di cui non sappiamo come rendere conto? Bene, diciamo che “così fan tutti” e dunque non ci possiamo lamentare: “E’ un mestiere esercitato in tutte le sedi istituzionali del mondo. Il periodo in cui il Parlamento discute la legge di bilancio dello Stato è per i lobbisti, naturalmente, un momento di frenetico attivismo.” E poi questa parola: “attivismo”. Ma lo sa Lerner cosa significa? Secondo il dizionario Treccani, per attivismo si intende “Tendenza a intensificare il lato attivo, creativo, innovativo della vita umana.” Oppure, in caso politico, “L’attività propagandistica svolta dagli attivisti di partiti politici e di organizzazioni sindacali.” Qualcosa di positivo, dunque! Ecco che Gad Lerner cerca subito di associare a qualcosa di nero e completamente negativo (le lobbies) ad un termine candido completamente positivo (l’impegno di attivismo): non lo dice chiaramente, ma l’utilizzo nell'articolo delle parole “un frenetico attivismo” invece di “una frenetica attività” è tutt’altro che casuale. Conclude poi Lerner con il classico “che ci vuoi fare, è impossibile risolvere il problema”: “Abolirli (i lobbisti, ndr) sarebbe un’utopia e, al posto loro, lo spazio sarebbe immediatamente riempito da altri ‘consulenti’.

Queste sono le persone più pericolose, quelle che godono del seguito e della presunta “autorevolezza” come Gad Lerner, impegnate costantemente a promuovere un modello di società in cui non è l’onestà la regola, ma la disonestà. Ti inducono a pensare che non è giusto criticare certi atteggiamenti disonesti. Ti inducono a tollerarli sempre di più. E infine, come se niente fosse, ti ritrovi ad accettarli. E se non lo fai, sei solo un moralista del cazzo. Se non si può neanche più criticare un lobbista, cosa ci resta da fare?
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