lunedì 16 dicembre 2013

#sorpresina o #ricattino?





















E dunque, la grande e tanto attesa “sorpresina” di Matteo Renzi a Beppe Grillo sarebbe questa:

“Grillo mi chiede di rinunciare ai 40 milioni del 2014 del finanziamento? Accetto. Se lui però sottoscrive l'abolizione del bicameralismo, trasformando il Senato in Camera delle Regioni; se è disposto ad eliminare i rimborsi per i consiglieri regionali e a fare una legge elettorale seria per il bipolarismo.”

Avete capito? Renzi accetta. Bene, ma allora come la mettiamo con la truffa del decreto del governo Letta sui finanziamenti pubblici ai partiti? Non verranno aboliti, ma truccati. Non verranno tolti ora, ma dal 2017. Senza contare che un “decreto” come tale dovrebbe riguardare una “condizione d’emergenza”. E che emergenza dovrebbe essere se i rimborsi elettorali non vengono aboliti subito, ma tra quattro anni?!?

Renzi sarà più credibile quando spingerà il governo Letta a dire la verità e ad appoggiare assieme ai 5 Stelle una legge che preveda l’abolizione (vera) del finanziamento pubblico ai partiti. Fino ad allora, la credibilità di Matteo Renzi sarà pari a zero.

Ma qual è la grossa vergogna (taciuta da molti mezzi d'informazione) che sta dietro alla “sorpresina” di Renzi? Il condizionale. Renzi mette una condizione: “Io accetto, se.Ma come se? Tu i 40 milioni di rimborsi elettorali li devi rifiutare. A prescindere. Lo devi fare perché è giusto, lo devi fare perché i cittadini lo hanno chiesto nel 1993 con un referendum. Non perché lo dice Grillo, né tantomeno come merce di scambio! Ma dove sta la serietà di quest’uomo? Ipocrita e falso: le banconote del Monopoly sono più vere di lui.

Ma andiamo a vedere le condizioni di resa che Renzi pone sulla restituzione dei rimborsi elettorali, essendo superfluo ricordare che il M5S li ha restituiti senza che glielo chiedesse nesssun sindachino da quattro soldi:
  1. Abolizione del bicameralismo: trasformare il Senato in Camera delle Regioni è obiettivamente un argomento su cui dovremmo parlare. Non mi sembra una cattiva idea, in Germania hanno un funzionamento molto simile (quello tra Bundestag e Bundesrat) che fa risparmiare molti soldi pubblici e tutela le autonomie delle singole regioni. Una sorta di “federalismo serio”, non come quella merda che propone la Lega. Certo, si tratta di una riforma Costituzionale bella grossa: non la dovrebbe chiedere a Grillo dunque, ma al Parlamento e ai cittadini. Referendum per una consultazione popolare? Sarebbe un ottimo strumento di democrazia diretta. Peccato che finora, mentre il M5S ne parlava, il suo partito è stato a guardare. Ve l’ho detto, è più falso dei soldi di Monopoly!
  2. Eliminazione dei rimborsi dei consiglieri regionali: questa non l’ho capita. I consiglieri regionali eletti nelle liste certificate del M5S rinunciano già ai rimborsi. Anzi, è proprio questo il motivo principale dell’espulsione di alcuni consiglieri (vedi caso Venturino in Sicilia). Il suo Pd a Firenze se li è forse tolti i rimborsi? Non mi sembra: anzi, direi che le sue spese pazze con soldi pubblici testimoniano il contrario.
  3. Una legge elettorale per il bipolarismo: ma ci sta prendendo per il culo? Il M5S lo ha detto sin dall’inizio: la proposta di una nuova legge elettorale sarà su base proporzionale, come indicato peraltro anche dall’articolo 48 della Costituzione. Ma poi, basta guardare i risultati delle ultime elezioni per capire che il “bipolarismo” non esiste più. Per far sì che Matteino rinunci ai rimborsi elettorali del Pd, dovrebbero forse i grillini tradire i loro mandati elettorali? Un comportamento molto serio. E maturo, soprattutto.

Insomma, il venditore di fumo più famoso della Toscana, nonché il nuovo B., ha parlato. Lui le cose giuste non le fa perché sono giuste o perché glielo chiede il Paese, le usa come merce di scambio per ottenere voti dalle altre forze politiche e come punto di forza per la sua campagna elettorale perenne. Quale onestà dobbiamo aspettarci da uno che parla così? Più che una #sorpresina questa, mi è sembrata piuttosto un #ricattino.

Ma intanto il Pd cambia verso. Sì ma è un verso atroce: è il verso di un asino, ragliante; è il verso dell’ipocrisia, bugiarda. Che brutto spettacolo, ieri, durante l’assemblea del Pd, vedere in prima fila personaggi della “sinistra” (quelli che lui vuole rottamare) battere le mani ad ogni gag che si inventava Renzi dal palco. Hanno già tutti cambiato bandierina. Sono tutti in prima fila davanti al gran buffone, pronti a balzare sul carro dei vincitori. Utili Pdioti a perdita d’occhio. Che spettacolo raccapricciante!
UA-57431578-1