lunedì 2 dicembre 2013

V3-Day: facciamo il punto della situazione


Il titolo dice tutto. Facciamo il punto della situazione. Cosa è uscito dal terzo V-Day organizzato ieri a Genova da Beppe Grillo?

Un aspetto fondamentale, assolutamente non trascurabile, è la partecipazione economica degli attivisti e sostenitori. Come ha riportato correttamente l’Espresso, in un inspiegabile barlume di onestà e chiarezza, la sfida delle donazioni e dell’autofinanziamento il M5S l’ha già vinta. Ad oggi, Matteo Renzi ha raccolto 66.000 euro da un numero imprecisato di donatori (per inciso: lo avesse fatto Grillo di non rendere pubbliche le donazioni, sarebbe scoppiato un putiferio, se lo fa Renzi invece va tutto bene); Civati ha raccolto 77.000 euro da 1.300 donatori (vale a dire donazioni molto cospicue da parte di non molti donatori); Cuperlo addirittura non pubblica neanche in tempo reale questi dati; per le primarie dell’anno scorso, Bersani raccolse 100.000 euro di donazioni. Tramite la campagna di autofinanziamento del V3-Day, Beppe Grillo ha raccolto 260.000 euro da quasi 12.000 donatori: ciò significa che si è trattato di tante micro-donazioni provenienti da un altissimo numero di sostenitori. In questo, non c’è niente da dire: il M5S è avanti anni luce a tutti i partiti politici italiani. Che senza rimborsi elettorali e finanziamenti vari sarebbero finiti domani mattina.

Un altro punto che dobbiamo mettere è, credo, l’affermazione di Beppe Grillo come un vero personaggio politico. Sempre esterno, certo, ma il Grillo che abbiamo visto ieri a Genova in quella mezz’ora del suo intervento è il Grillo più politico che abbiamo visto sinora. Quello dello Tsunami tour era il “megafono”: un aggregatore di cittadini che comunque in qualche modo erano già a conoscenza del MoVimento. Tramite interventi alla dinamite e provocazioni in pieno stile Grillo, il comico faceva ancora il comico, convincendo – nelle piazze – milioni di persone a votare per i grillini. Il Grillo di ieri, come ha anche riportato Liuzzi sul Fatto Quotidiano in un ottimo articolo, è un Grillo politico. È un Grillo che sgombra il campo da qualsiasi accusa di “tutta protesta, niente proposta” o di “antipolitica” o di “voler sfasciare tutto”. È il volto più propositivo in assoluto. E quelli che da oggi sosterranno ancora che il M5S è solo una confusa protesta senza argomenti… beh: o sono sordi, o sono manipolati.

Anche il ritorno (vero) alla Piazza è stato un punto fondamentale. Grillo i suoi voti li ha conquistati nelle piazze, non tanto nella Rete. La Rete è servita più che altro ad aggregare e organizzare i meetup dei gruppi di lavoro locali, ad assemblare le liste civiche tra gli attivisti. Ma i voti sono arrivati grazie alla Piazza. E vediamo che la differenza rispetto all’ultima grande “Piazza” conquistata da Beppe Grillo è nell’impatto mediatico: a Bologna i giornalisti non c’erano; a Torino c’erano quattro gatti; a Roma, durante la conclusione dello Tsunami tour, era pieno di giornalisti, ma lui ci litigava, non voleva farli passare; ieri, a Genova, nonostante il silenzio imbarazzante della carta stampata, le televisioni c’erano. C’era la diretta Sky, la diretta La7, persino la Rai ha mandato in diretta perlomeno l’intervento di Grillo. E soprattutto, nessuno si è azzuffato con il comico per riprendere l’evento, come avvenuto in Piazza San Giovanni a Roma. Questo è un dato positivo. Grillo ha capito l’importanza che (purtroppo) ha ancora la TV in questo paese. Litigare con i giornalisti, fare finta che non esistano, non serviva a niente. Adesso non possono più muovergli la critica di non voler parlare con i giornalisti. Anche in questo, ha vinto.

Il consenso elettorale è un altro grande punto su cui soffermarsi: pare evidente che i sondaggi che danno il M5S di nuovo al livello delle elezioni politiche, dunque intorno al 25% delle intenzioni di voto, è tutt’altro che campato in aria. Dopo alcune delusioni a livello locale, il M5S a livello nazionale è tornato sicuramente ai livelli che lo hanno portato ad entrare in Parlamento come prima forza politica. Adesso però cosa deve fare Grillo per guadagnare i voti che gli servono? Per governare senza fare alleanze, serve una maggioranza ben più ampia. Dove la deve trovare Grillo? Dove pescherà il MoVimento quei numeri che servono a governare? A mio avviso, non è possibile per Grillo pensare di “rosicchiare” altri voti dall’elettorato di centro-destra e centro-sinistra: quelli che dopo nove mesi di governo Letta-Alfano sono ancora intenzionati a votare questi partiti sono semplicemente irrecuperabili. Peggio di così non potevano fare. Il Pd e il Pdl non potevano fare di meglio per disgustare il proprio elettorato, hanno fatto tutto il possibile per essere detestabili in tutto e per tutto. Da quelli che ancora li votano, Beppe Grillo deve sapere di non poter “rubare” altri voti.

Ma allora, da dove li potrà prendere i voti che servono per andare al governo da solo il M5S? C’è una sola risposta: tra le astensioni. L’astensionismo sta raggiungendo livelli clamorosi in questo momento. Se si andasse a votare domani mattina, il 40-45% degli italiani non voterebbe e rimarrebbe a casa. Mentre il “serbatoio” dei delusi da Pd e Pdl è praticamente esaurito, Grillo deve riuscire a convincere i milioni di elettori che, delusi da questa politica scellerata e fallimentare, preferiscono restare a casa il giorno delle elezioni. Se il M5S vuole governare, è da questo “bacino” che deve prendere i voti necessari per andare oltre, usando un’espressione cara a questo V3-Day. E proprio questo terzo V-Day è andato, a mio avviso, nella direzione giusta, in questo senso. Tornare nelle piazze, rendere pubbliche le azioni che vengono fatte dai cittadini eletti in Parlamento, staccarsi da una rabbiosa protesta contro le inefficienze del sistema dimostrando invece di avere una forza propositiva capace di governare il Paese. Finora Grillo lo ha detto a chi, bene o male, seguiva già il percorso del comico tramite il blog o i meetup locali. Adesso, tramite la Piazza, Grillo deve essere capace di parlare a quelli che “i grillini in Parlamento non fanno nulla”. Deve convincere i delusi, quelli completamente disincantati dalla politica, che il MoVimento è una forza viva e propositiva. Se Grillo riesce a parlare anche a loro, il prossimo sarà un governo a 5 Stelle.

Il V3-Day ha segnato una decisa svolta verso questa direzione. Ha mostrato all'Italia intera un entusiasmo e una voglia di fare che non si vedevano in politica da anni. Se continuerà così, insistendo soprattutto nel rendere pubblica l’azione dei parlamentari 5 Stelle in Parlamento, il futuro del M5S sarà estremamente positivo.
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