lunedì 9 dicembre 2013

Victor Von Renzistein


Sono certo che l’8 Dicembre 2013 verrà ricordato dai più come un giorno buio per l’Italia. Un giorno in cui due milioni e mezzo di italiani sono andati a votare a pagamento per un nuovo segretario del partito che ha affossato l’Italia. A quanto pare, il 70% di loro ha giudicato Matteo Renzi come l’uomo giusto per apportare quel cambiamento necessario al partito e al paese. La verità è molto lontana, come dimostrano i fatti.

I fatti dicono che il programma di Renzi non esiste. È come il cucchiaio di Matrix: lo guardi, lo tocchi, lo senti, ma in realtà non esiste. Puoi modellarlo come vuoi, se hai la forza d’animo necessaria, gli puoi dare la forma che più ti è comoda. Ma il fatto rimane, inevitabilmente: “il cucchiaio non esiste”.

Mi chiedo, sinceramente, cosa passa nella testa di un elettore renziano quando legge il programma che Renzi ha presentato alle primarie. Slogan, uno dopo l’altro. Mai una volta che spiegasse come vuole fare cosa (e spesso manca pure il cosa). L’aspetto ricorrente di tutti gli interventi di Matteo Renzi è uno su tutti: battere il M5S. Quelli del “vaffa”, quelli del “giorno dell’insultoha detto ieri. Peccato però che non si siano sentiti insulti da quel palco. Io ho sentito le magnifiche parole di un Premio Nobel a proposito della svendita della cultura in atto nel nostro paese, argomento per cui Renzi è sicuramente ferrato, visto come svendette il Ponte Vecchio, uno dei monumenti di Firenze più famosi al mondo. Oppure ho sentito le parole di vera innovazione di Paul Connett, l’ideatore della strategia Rifiuti Zero: strano, anche su questo Renzi dovrebbe essere preparato, visto che pure ieri ha parlato di Green Economy. Strane parole, in bocca di uno che afferma che gli inceneritori non fanno male alla salute e che ha appena bocciato a Firenze l’approvazione di “Rifiuti Zero. Il suo Pd, non quello che lui vorrebbe rottamare. Insomma, Renzi si è scelto il suo avversario politico: come il centrosinistra si scelse lo spauracchio berlusconiano per guadagnare milioni di voti, Renzi ha capito che finito Berlusconi, aveva bisogno di un nuovo “nemico”.

Il discorso di Renzi da neo-segretario, davanti al suo comitato, è allucinante: mai vista tanta vaghezza d’intenti, tanta mancanza di contenuti, tanta retorica fine a sé stessa. E il problema sta proprio lì: gli italiani, per definizione, ci vanno a nozze con questo tipo di politica (politica?!?), con questo tipo di approccio. Un lettore di questo blog (e qui faccio una parentesi: grazie per tutti i vostri commenti!) ha scritto qualcosa ieri che ha catturato la mia attenzione. Mentre ascoltava il discorso di Renzi, ha scritto:

Sto ascoltano il neo renzusconi ..certo che i consiglieri americani hanno fatto un bel lavoro ..

Che i consiglieri americani abbiano fatto un ottimo lavoro, siamo d’accordo. Ma non è su questo che mi vorrei soffermare. A catturare la mia attenzione è stata l’espressione “Renzusconi”: certo non è la prima volta che l’ho sentita, ma questa volta mi ha fatto riflettere. Con la sua parlantina piena di nulla, Renzi ha imparato anche a parlare alla pancia del paese, ha imparato a riempirsi la bocca di retoriche espressioni prive di valore che però riescono a fare breccia nel cuore dell’elettorato medio. E attenzione, ho detto “medio”: non elettorato piddino. Sì perché il Pd di ieri ha perso definitivamente la fronda “di sinistra” di elettorato, ma ha guadagnato un’enorme fetta di ex berlusconiani e centristi che assieme alla schiera imponente degli Utili Pdioti che voteranno sempre Pd come se fosse una religione, fornirà a Renzi una maggioranza preoccupante. Davvero preoccupante.

Altro che Renzusconi, caro lettore: Berlusconi non aveva che da imparare da Renzi. Renzi non solo ha già superato la capacità di Berlusconi nel prendere per il naso gli italiani, è riuscito quasi a prendere qualcosa da ogni politico che lui dice di voler rottamare: la spinta di indignazione dei grillini l’ha presa e trasformata a suo uso e consumo; il passato storico della sinistra l’ha preso e l’ha trasformato in qualcosa che gli rimane assolutamente utile; la capacità comunicativa di Berlusconi l’ha fatta sua, migliorandola ulteriormente. Questo Renzi è una sorta di ibrido che ha raccolto tutto quello a cui gli italiani di norma abboccano e lo ha fatto suo. Una miscela da ancien régime (ovvero prima e seconda Repubblica) davvero pericolosa per la deriva che potrebbe prendere il nostro paese. Una sorta di creatura che ha preso pezzi da qui e da là, perché tutto cambi e tutto resti come prima.
UA-57431578-1