mercoledì 1 gennaio 2014

Happy New Year, Mr President


Non ho visto in diretta il discorso di Fine Anno di Giorgio Napolitano. Ho preferito guardarlo adesso, con calma, con una bella tazza supersize di caffè per non addormentarmi. E ci potete credere: è stata dura rimanere sveglio di fronte a tanta vuota retorica e insensati giri di parole. Se dal discorso di Napolitano togliessimo la retorica fine a sé stessa e le “letterine” che si è messo a leggere (neanche fossimo nella rassegna “corrispondenza” di Topolino) rimarrebbe poco o nulla. E sicuramente niente di buono.

Allora, per chi non ha visto e (comprensibilmente) non vuole vedere il discorso di ieri sera, può leggersi queste due righe per avere un sunto dettagliato: “Il 2013 è stato un anno difficile a livello sociale (la crisi) e politico (boom di movimenti “ostili”) e il 2014 deve essere diverso.” Ha poi risposto brevemente ad alcune lettere (e questa è stata a mio avviso una delle parti più difficili da digerire) in cui alcune persone, specialmente giovani e disoccupati, scrivevano la propria difficoltà e voglia di rivalsa al Presidente. Dico che questa è stata la parte più difficile da digerire perché onestamente è dura vedere esodati, disoccupati, giovani che si laureano facendo “enormi sacrifici” economici, etc. che scrivono allo stesso Presidente che ha approvato e avallato ogni legge vergogna dell’ultimo governo Berlusconi, “inventato” a tavolino il governo Monti e ribaltato il risultato delle elezioni con il governo Letta-Alfano, il governo delle zero leggi che confonde la stabilità con l'immobilismo. In barba alla democrazia. Queste persone che, disperate, scrivono alla massima carica istituzionale del Paese, si vedono rispondere dall’uomo che ha contribuito allo sfacelo giuridico, economico, politico e sociale del Paese negli ultimi 8 anni, nonché creatore del governo più impopolare e socialmente distruttivo di sempre, il governo Monti. Che immensa tristezza.

Tolto tutto questo, cioè una miserevole commistione di finto buonismo, palese retorica e puro paraculismo, rimangono i “cavalli di battaglia” del Presidente: dopo una sgradevole sviolinata al governo Letta (in cui Re Giorgio afferma il falso sapendo di mentire, a proposito della finta abolizione del finanziamento pubblico ai partiti) si torna sull’argomento “riforme costituzionali”. Se il governo (anzi, i governi, da non pochi anni ormai) va avanti a forza di decretazioni d’urgenza e voti di fiducia (cosa che almeno Napolitano ha il buon gusto di riconoscere) non è certo per colpa della Costituzione: la Costituzione repubblicana va semplicemente presa e applicata, così com’è, e questo già basterebbe a portare un netto miglioramento sociale e istituzionale. Il Parlamento non deve nascondersi dietro una presunta “arretratezza” della Costituzione, deve semplicemente tornare a fare il Parlamento: proporre, discutere, legiferare.

La legge elettorale: Napolitano torna a parlarne, ancora. Proprio lui, che è stato eletto (due volte) da Parlamenti dichiarati illegittimi e illegali dalla Corte Costituzionale a causa del porcellum! In un paese normale un Parlamento sarebbe immediatamente chiamato a dimettersi dopo un simile scossone. Certo, in un paese normale non avrebbero mai approvato una schifezza come il porcellum, ma questo è un altro discorso. Ma una cosa deve essere chiara: un Parlamento incostituzionale non può pensare di fare una legge elettorale senza uno straccio di legittimità istituzionale. Punto.

E poi, da ultimo, arriviamo alle comiche: Napolitano afferma che “conosce i limiti dei suoi poteri e delle sue possibilità”. Oh, bene, ora che me lo ha detto sono più tranquillo. Ma dico, chi pensa di prendere in giro quest’uomo? Ha calpestato la Costituzione in ogni modo, non rappresenta più l’unità nazionale ma semplicemente l’unità di governo, nomina i governi a suo piacimento e ribalta i risultati delle elezioni. E poi, questa storia, ancora, che lui ha fatto un “enooooorme sacrificio ad essere rieletto”. Basta, questa è una bufala di livello cosmico: se veramente non voleva essere rieletto, quando i partiti sono andati in ginocchio a supplicarlo di tornare, poteva semplicemente dire “No, grazie: fatevi altri 9 o 10 giri di votazioni come è sempre successo e sceglietevi il vostro Presidente.Napolitano aveva sin dall’inizio l’idea di rinnovare il suo mandato per altri sette anni, e gli sviluppi seguenti lo confermano: chi è il vero capo del governo? Re Giorgio. Chi è che quando la maggioranza non riga come vuole lui minaccia costantemente le dimissioni, tenendoli tutti per le palle? Re Giorgio. Chi è che non perde occasione per affermare che “resterà Presidente fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni glielo farà ritenere necessario e possibile, e fino a quando le forze glielo consentiranno”? Sempre Re Giorgio, come ha detto ieri sera.

Come ho scritto ieri, questa poteva essere un’occasione irripetibile per Napolitano di abdicare e uscire di scena con una dignità che sicuramente non merita. Se si fosse dimesso ieri sera durante il discorso, anticipando tutti i partiti e le probabili richieste di impeachment, avrebbe conservato un velo di dignità che non avrà quando si troverà inevitabilmente ad abdicare. Ho visto un uomo stanco nel video, un uomo anziano e con poche forze. Poteva chiuderla ieri sera, conservando almeno un minimo di onore. Non lo ha fatto, e adesso nessuno potrà più salvarlo dalla qualifica (strameritata) di peggior Presidente nella storia della Repubblica Italiana. Facciamogli i nostri auguri.

Happy New Year, Mr President.
UA-57431578-1