domenica 12 gennaio 2014

In attesa del governo Berlusconi V


Berlusconi dice: “Con la nuova legge elettorale vinciamo.” E non si può dargli torto: è sbagliato dare il Nano per bollito così presto, ma soprattutto è sbagliato pensare che non possa più andare al governo da solo.

Pensateci un attimo: se davvero, come si sta vociferando in questi giorni, a Maggio Sua Altezza Reale” Re Giorgio indirà le elezioni politiche “accorpate” a quelle europee, non possiamo escludere nulla. Soprattutto se dovesse passare il modello di riforma elettorale del giovane Renzi.

Berlusconi non può sperare più in niente, ormai, tranne che in un paio di elementi determinanti: un largo premio di maggioranza e l’incapacità storica del Pd di vincere le elezioni. Di fronte ad un partito capace di perdere sempre e senza esclusioni qualsiasi elezione già vinta (Bersani costituisce solo l’ultimo esempio di una lunga fila di clamorosi autogol ed insuccessi), al Nano non serve arrivare ad astronomiche percentuali di consenso per poter governare da solo questo paese (ancora!) ma semplicemente riuscire ad avere una (persino minima) maggioranza relativa per aggiudicarsi il premio di maggioranza. Che, guarda caso, è proprio la situazione proiettata dai sondaggi elettorali più recenti.

Il bipolarismo è salvo”: queste sono le parole di Renzi che, in caso di un (altro) successo elettorale di B., potrebbero passare alla storia come qualcosa di infinitamente più tragicomico del già agghiacciante “Lo smacchiamo”. Con la riforma elettorale “à la Renzi”, il Pd lancia un’enorme scialuppa di salvataggio ad un centrodestra che altrimenti non avrebbe mai la possibilità di raggiungere una maggioranza di consensi tale da poter governare da solo. Lo schema è già visto: mentre il tridente offensivo avversario (Berlusconi, Alfano e il fantasista Brunetta) arranca senza riuscire a trovare il gol, arriva la peggior difesa del campionato (i due centrali difensivi modello groviera Renzi-Letta) a perdere la partita infilando il pallone dentro la propria porta. È stato sempre così. Autogol dopo autogol. Signore e signori, la sinistra italiana.

Trovo obiettivamente inconcepibile il gioco che il nuovo (?!) Pd renziano sta facendo in questo momento. Qui non si tratta di discutere di grandi principi, o dei massimi sistemi. Anche solo a livello “egoistico”, anche solo “guardando al proprio tornaconto”, è qualcosa di completamente fuori da ogni logica: i sondaggi elettorali danno il centrosinistra in svantaggio sul centrodestra, ed è proprio il Pd a promuovere una legge elettorale (un incostituzionale maggioritario) che favorirà unicamente il suo (presunto) avversario politico.

Un sistema maggioritario con “un largo premio di maggioranza” permetterà ancora una volta al partitino che prende il 30% dei consensi di avere il controllo sul 60% del Parlamento. Ho già parlato a lungo su questo blog di legge elettorale e sul perché questo sistema sia completamente fuori dalle indicazioni della Costituzione repubblicana. Ma il punto non è questo. Il punto è che voglio vedere la faccia del Matteino nazionale quando, con un’espressione ebete e impotente, capirà di aver spinto e fatto approvare una legge elettorale che ha riportato B. da solo al governo.

Ma forse è proprio questo il gioco che la “sinistra” ha fatto (sempre) negli ultimi anni e che sicuramente non smetterà di fare neanche con un “nuovo” segretario. Quel bipolarismo tanto decantato da Renzi non è altro che l’eterno progetto di Re Giorgio, una costante riedizione dell’inciucio sottobanco che ha governato l’Italia dal 1994 ad oggi, prima dell’inciucio a carte scoperte delle recenti larghe intese.

A riportare B. al governo ci penserà dunque Renzi, con la sua strampalata idea di democrazia ridotta ad un bipartitismo finto e incostituzionale, con la sua incapacità di concepire una legge elettorale matura, proporzionale ed efficiente (come il modello tedesco). L’unico aiutino di cui avrebbe bisogno il Nano per potersi candidare è rappresentato solo da un’amnistia, il solito indultino che non svuoterà nessuna cella ma permetterà a molti condannati “illustri” di continuare a fare i loro comodi nella politica e nell’amministrazione pubblica. Ma Silvio non appare preoccupato: in effetti, sempre che a Maggio vengano fissate le elezioni, ci sono ancora quattro mesi perché qualcuno gli faccia anche ‘sto regalino.
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