venerdì 3 gennaio 2014

La Giustizia secondo Letta? Peggio di B.



Il progetto di riforma della giustizia, approvato dal ministro Cancellieri, è qualcosa che provoca un assoluto senso di orrore. Tutto nasce da questo “strano” terrore che ha il vice premier Angelino Alfano di mandare in carcere delle persone che poi si scoprono innocenti. Peccato però che si tratti dell’ennesimo progetto di riforma, passato di mano in mano, di governo in governo, dal 2009 fino ad oggi, atto a inserire un altro granellino di sabbia dentro gli ingranaggi della giustizia. E, dopo anni di inefficienze della sinistra e di berlusconismo criminale, a forza di granelli di sabbia qui si è costruita una montagna.

La versione ufficiale qual è? “Un innocente non può andare in galera, maledetti giudici giustizialisti!” Peccato però che un giudice, prima di ordinare l’arresto di un sospettato, verifichi già quelle cosine che si chiamano “prove”. Anzi, il giudice non può ordinare l’arresto proprio di nessuno se non ha a carico del sospettato gravi indizi di reato, e dunque se non ha la quasi certezza che il sospettato abbia commesso reati gravi. Arrestare un delinquente, insomma, presuppone già oggi tutto un lavoro di raccolta di prove e di indagini che porta il giudice ad essere praticamente certo di arrestare il colpevole. Inoltre, avere le prove spesso non basta, perché se ad esempio il delinquente collabora con la giustizia, allora non può essere arrestato.

In poche parole, questa dei “poveri innocenti che vengono buttati in galera dalle terribili toghe rosse giustizialiste” non è altro (nella stragrande maggioranza dei casi) una panzana colossale, resa “vera” in molti ambienti (politici e non) da anni di vita di una politica collusa e corrotta che non ha mai smesso di ripeterla. Ecco, questa classe politica disastrosa e deleteria ha partorito, proprio sotto l’albero di Natale, una nuova chicca in ambito di giustizia: la “Cattura concordata”.

Come suggerisce anche il nome, ci troviamo davanti a livelli tragicomici davvero notevoli. Un po’ come la “contabilità creativa” di qualche anno fa, o cose del genere. In pratica, il delinquente dovrà essere avvertito (!) prima ancora di essere arrestato. Ve la immaginate la scena? “Senta, scusi se la disturbiamo: Lei è sospettato di aver infranto la legge e di essere un pericoloso criminale. Dovremmo arrestarla, ci faccia sapere se è d’accordo. Potremmo trovarci con il Suo avvocato per discutere civilmente la cosa.” E il delinquente ha tutto il tempo di scappare, offuscare le prove, corrompere testimoni, eccetera. Un applauso per la giustizia secondo Letta, Alfano & Cancellieri!

Inoltre, e qui arriva l’enorme granellino di sabbia che incepperà ulteriormente i tempi già molto lunghi della giustizia italiana, occorrono la bellezza di 3 giudici per ordinare un arresto. Poi, di processo in processo, di revisione in revisione, di appello ini controappello, ecco la chicca: i giudici che si sono espressi finora su quel delinquente (compresi i 3 che lo hanno fatto arrestare) non possono più prendere parte al processo contro quel delinquente. Perché? Perché sono “imparziali” avendo già espresso un parere sul delinquente! In poche parole, come ha perfettamente spiegato Bruno Tinti, ci vorranno i seguenti giudici per ogni procedura di arresto: 1 Pm, 3 Gip per decidere sulla cattura, 3 giudici del Tribunale della Libertà, 5 di Cassazione per il ricorso al Tribunale della Libertà, 3 giudici del Tribunale di primo grado, 3 giudici d’appello, 5 Giudici di Cassazione. In tutto, 23 giudici che dovranno, ogni volta, studiarsi nuovamente tutte le carte del processo per poter essere in grado di processare il delinquente. Il che, con i tempi di prescrizione sempre più brevi, significa una sola cosa: un delinquente difficilmente potrà mai andare in galera.

Questo è lo sfascio di una giustizia che avrebbe bisogno di tutto tranne che di essere ancor più ingolfata e rallentata. Lo sfascio di una giustizia che ha colpevoli, nomi e cognomi, rispondenti ai dirigenti politici di tutti i partiti che hanno distrutto l’Italia negli ultimi venti anni. Lo sfascio di una giustizia che favorirà (come al solito e sempre maggiormente) gli indagati “illustri” condannando invece solo i disgraziati. Altro che Berlusconi, ragazzi: questi sono molto peggio.
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