venerdì 31 gennaio 2014

Lasciate ogni Speranza, o voi che votate


Quello che stupisce è il modo, la faccia con cui Roberto Speranza (speranza de che, non si potrà mai sapere) dice falsità spaventose, senza vergognarsi minimamente di mentire sapendo di mentire. Già, perché non è possibile dire queste cose né in buona fede, né senza vergognarsi nemmeno un pochino. Invece il Pd, che i suoi polli se li sa scegliere proprio bene, manda in avanscoperta proprio il prode Speranza che, con la sua faccia espressiva come una Vigorsol, riesce a dire menzogne con l’aria di chi sta leggendo la cosa più ovvia del mondo.

Attacco alle istituzioni democratiche”: Speranza afferma che siamo di fronte ad una “escalation” (guardatevi il video, non sa neanche pronunciare una parolina in inglese) contro le istituzioni democratiche capeggiate da Napolitano, vittima di una “scellerata richiesta di impeachment”. Ha iniziato a parlare da poco più di 40 secondi e ha già detto cose che una persona normale sarebbe già scoppiata a ridere pensando alle sciocchezze che sta esprimendo. Le istituzioni democratiche dovrebbero funzionare in modo democratico. La nostra Costituzione, quella stessa Costituzione che il tuo partito voleva cambiare, spiega molto bene come dovrebbe funzionare un’istituzione democratica come quella del Capo dello Stato. Napolitano, lo stesso “comunista” che firmò l’accusa nei confronti di Cossiga Presidente perché “faceva politica”, non rappresenta più l’unità nazionale: ormai questo lo dicono chiaramente tutti, dal primo all’ultimo esponente di questo governo. Perfino Gasparri affermò in Tv che “Letta è il numero 2, è Napolitano che governa”. Tutto l’opposto di quella che dovrebbe essere la funzione del Presidente della Repubblica. La richiesta di impeachment del M5S è ben strutturata, con punti decisamente condivisibili: leggere per credere. Certo, non costituisce altro che un forte segnale di protesta e di dissenso, dato che mai e poi mai passerà un’accusa simile al Capo dello Stato votata da elementi numericamente avversi al M5S. Ma certo non è scellerata: Napolitano deve dimettersi perché l’Italia possa rinascere.

Poi Speranza dà il meglio di sé: parla delle orrende scene viste in aula dopo l’annuncio della “tagliola” di Madama Boldrini. Si riferisce a questa scena come qualcosa di “violento a livello fisico e verbale”. Ma che pensate, che stia parlando dell’aggressione fisica del questore di Scelta Civica nei confronti di una deputata della Repubblica? Ma no, ovviamente la violenza Speranza l’ha vista nei confronti della Boldrini!!! Ma vi rendete conto della distorsione della realtà che sta avvenendo sotto i nostri occhi riguardo ai fatti del 29 Gennaio, il giorno della Tagliola? Un'azione concitata e coordinata tra politicanti in carriera (capeggiati degnamente dai Letta, dagli Speranza e dai Renzini) e giornalisti che pagherebbero per vendersi (i vari Pigi Battista replicanti sparsi per il paese) pronti a vendere una bufala colossale, spacciarla per la verità e fare un altro servizietto alla Casta che realmente governa questa povera Italia.

Il Parlamento è il luogo del confronto politico”. Ah, davvero? Ricordamelo, caro Speranza, quando accendo la diretta dal Parlamento e vedo i banchi del governo vuoti. Ricordamelo, caro Speranza, quando il dialogo viene blindato in decreti omnibus votati con la fiducia. Ricordamelo, caro Speranza, quando un Presidente della Camera sopprime i pochi mezzi che ha un’opposizione parlamentare di farsi valere. Ricordamelo, caro Speranza, quando un Presidente della Repubblica nomina un governo ribaltando i risultati delle elezioni, lasciando governare chi ha perso e mettendo all’opposizione chi ha vinto. Ricordamelo, caro Speranza. Davvero.

I grillini al servizio della conservazione”. Beh, qui ogni commento è superfluo. Forse saranno contrari a riforme deleterie, folli e incivili come quelle che si accinge a fare questo governo, o quelle che sta proponendo la coppia delle meraviglie, Renzi e Berlusconi. Ma essere contrari a queste riforme non è essere conservatori: è avere un cervello.

Durante il suo intervento in aula, Speranza è tornato a parlare di Napolitano, superando ogni limite: “Ogni attacco al Presidente Napolitano non è un attacco alla sua persona, ma un attacco alla nostra democrazia!” Come è possibile affermare una simile scempiaggine? Signori, questo ometto con un nome tanto ambiguo quanto beffardo (Speranza) ha appena sancito che non è possibile criticare il Presidente della Repubblica. Ripeto: che non è possibile criticare il Presidente della Repubblica! Ma la vogliamo ancora chiamare “democrazia” questa?!? Io rivendico il mio diritto di critica, il mio diritto di parola, il mio diritto di opinione. E nessun Speranza qualsiasi deve permettersi di negarlo, neanche lontanamente: figuriamoci in modo così palese, pronunciando queste inaudite parole proprio dentro al luogo che dovrebbe rappresentare la nostra Repubblica.

E intanto, in queste ore, il terribile Italicum arriva in aula, con gli auspici di tutto il governo, compreso questo inverosimile personaggio che è Roberto Speranza. La speranza, quella vera, non va persa: non dobbiamo lasciarci scoraggiare dalle immagini della Boldrini che uccide la democrazia parlamentare, non dobbiamo lasciarci prendere dallo sconforto alle parole di Speranza, non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla disonestà di questo sistema di potere che ha distrutto il nostro paese. Vinciamo noi.
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