sabato 18 gennaio 2014

L’incontro


Ebbene sì, ci siamo: oggi, intorno alle 16, Renzi e Berlusconi si incontreranno nella sede del Partito Democratico per parlare di legge elettorale e riforme istituzionali.

Ora, visto che gli italiani hanno la memoria veramente corta, vorrei ricordare qualcosa. I motivi per i quali Renzi ha vinto le primarie ed è divenuto segretario del Pd sono molteplici, e nessuno inerente alle proprie capacità (che infatti non esistono): la delusione dell’elettorato piddino dovuta alla classe dirigente di centrosinistra, fallimentare da 20 anni; gli inciuci con il centrodestra berlusconiano, il più impresentabile d’Europa; il governo di larghe intese di Enrico Barzel-Letta. Insomma, Renzi ha vinto grazie ai suoi proclami di cambiamento e alle palesi inefficienze della classe dirigente piddina, divulgando panzane e supercazzole su come avrebbe fatto fuori una casta politica da “rottamare” e avrebbe portato il Pd ad “asfaltare” i propri avversari alle elezioni, portando “finalmente” il centrosinistra a governare da solo. Gli aspetti che stanno alla base della vittoria renziana non sono altri e, come potete ben vedere, nessuno di questi costituisce un particolare merito per il sindaco di Firenze. Ma il problema potrebbe anche non essere questo. Il problema è che Renzi non sta facendo altro che continuare la tradizione catastrofica e suicida che ha caratterizzato – da sempre – il centrosinistra peggiore d’Europa. Con l’unica differenza che invece di vedere un D’Alema o un Veltroni fare idiozie di ogni tipo, facendo risorgere il Nano ogni volta che sembrava morto, adesso queste cose le fa un quarantenne. Cazzo, che miglioramento!

Ma quello che più mi lascia perplesso è (ancora una volta) la capacità degli elettori Pdioti di ingoiare qualsiasi rospo, di dimensioni sempre maggiori. Una dieta trentennale a base di rospi dal sapore sempre più sgradevole, mandati giù dall’elettorato più caprone, testardo e tragicamente masochista della storia italiana. Sto parlando ovviamente di quella fronda di fanatici piddini-fedeli-alla-linea che votano per questo Partito Disastro dopo tutte le schifezze che ha fatto. E ora, magicamente, l’uomo che aveva promesso il cambiamento va a negoziare accordi con un pregiudicato espulso dal Parlamento. E non parleranno certo di noccioline: sul tavolo di lavoro ci sono la legge elettorale e la riforma del Senato. Signori, la riforma del Senato: qui si parla di riforme istituzionali che andranno a modificare pure la struttura della Repubblica. Con un pregiudicato! E i Pdioti? Tutti zitti. Sì, certo, esiste una piccolissima parte di elettorato che sta gridando (giustamente) allo scandalo, ma la stragrande maggioranza dei piddini non sembra particolarmente indignata. Strano: appena due mesi fa, mentre B. veniva espulso dal Senato, alcuni di loro proponevano, stappando una bottiglia di spumante, di dichiarare quel giorno “festa nazionale”. Brindavano per l’espulsione del Nano evasore. Lo stesso che ora viene accolto addirittura nella sede del partito e con cui Renzi farà riforme strutturali che condizioneranno pesantemente l’assetto politico e democratico del Paese.

Se poi vogliamo analizzare più a fondo la questione, il dato che mi indigna (e mi preoccupa) maggiormente non è tanto il fatto che Renzi abbia curiosamente omesso di dire, durante la campagna elettorale delle primarie, che avrebbe preso accordi con Berlusconi lanciandogli l’ennesima scialuppa di salvataggio, né le reazioni (scontate e masochistiche) degli Utili Pdioti, che vedono di buon auspicio una riforma elettorale e istituzionale con il benestare dell’odiato B., bensì la costante (e imbarazzante) parabola discendente che compie inevitabilmente non tanto il Partito Democratico, ma (ahimè) la politica di questo paese. Mi spiego meglio: trovo che quello che sta facendo ora Renzi (trattare con un criminale che in un qualsiasi paese civile sarebbe in galera da quindici anni, salvandolo per l’ennesima volta dall’oblio politico) è persino peggio di quello che fu fatto, a suo tempo, da D’Alema, Veltroni e Bersani. Mentre B. sembrava già bollito, D’Alema lo salvò con la Bicamerale del 1997, una legittimazione politica di un avversario politico inquisito e ineleggibile. Anni dopo, invece, con Berlusconi che pareva ormai sconfitto in partenza, venendo a mancare l’appoggio di Fini e della Lega, arrivò Veltroni a salvare il Nano, eliminando la “sinistra” più intransigente dal Parlamento con le elezioni più disastrose della storia politica della sinistra italiana: non dimentichiamoci che mentre Fini diceva “Mai più ad un tavolo con Berlusconi”, Veltroni affermava che non era possibile governare senza discutere con il “principale esponente dello schieramento avverso”. In modo molto simile, successivamente, ci pensò proprio il centrosinistra, appoggiando il governo Monti, anziché andare subito alle elezioni, culminate poi con la clamorosa sconfitta di Bersani, a dare il tempo necessario a B. di riorganizzarsi e radunare i suoi, riconquistando così un consenso elettorale che aveva quasi interamente perso con le dimissioni del suo governo. L'eterno ripescaggio (salvataggio) di Berlusconi operato instancabilmente da un centrosinistra indecente.

Adesso, le condizioni attuali rendono Renzi ancora peggiore dei suoi predecessori (quelli che dovrebbe “rottamare” insomma). Berlusconi è stato condannato nel frattempo, ed espulso dal Parlamento. È attualmente interdetto ai pubblici uffici, ma questo non sembra preoccupare né Berlusconi (che anzi dice di volersi candidare) né tantomeno Renzi (che lo legittima politicamente offrendogli sul piatto una merce di scambio tutt’altro che indifferente: la legge elettorale e la riforma del sistema parlamentare). La situazione attuale dell’incontro Renzi-Berlusconi è viziata da aggravanti pesantissime se comparata alle precedenti “scialuppe” che il centrosinistra ha lanciato a Berlusconi in passato.

Pensateci un attimo. A D’Alema si rimprovera sempre di aver voluto fare le riforme con Berlusconi da inquisito. Renzi, ossia quello che ha “rottamato” D’Alema cosa fa? Ovvio, vuole fare le riforme con Berlusconi da condannato. Cosa è peggio?
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