lunedì 13 gennaio 2014

Rodotà il grande, Renzi lo scricciolo


Che bello è stato, pochi giorni fa, sentire Rodotà concludere la puntata di Otto e Mezzo con queste parole: “I 5 Stelle manifestando coloritamente sui tetti hanno salvato la Costituzione.” Il loro è stato, secondo Rodotà, un’importante protesta che ha avuto “peso politico”.

Nessuno ha mai sottolineato questo importante fatto: la Costituzione è stata salvata, proprio grazie all’ostruzionismo dei 5 Stelle. È stata salvata anche dalla protesta sui tetti che fece indignare tanti rivoluzionari de sinistra da salotto. Da quella stessa protesta che fece infuriare la peggior Presidente della Camera nella storia della Repubblica. Nessun giornalista ha mai sottolineato con la dovuta importanza questo fatto: l’articolo 138 è salvo, la Costituzione non verrà riscritta dagli Alfano, dai Boccia e dai Quagliariello. Non mi sembra un dato molto trascurabile: direi anzi che lo scempio che i “diversamente saggi” (nominati da un Presidente della Repubblica convinto di essere una specie di monarca) avrebbero causato alla Costituzione possa essere uno dei maggiori pericoli scampati da questo paese.

E mentre nessun giornalista riconosceva l’importanza di questa protesta (che al contrario fu condannata dalla quasi totalità della stampa “libera”) arrivavano apprezzamenti da uomini di grande valore, come il magistrato che fu giudice istruttore dei casi di terrorismo che hanno macchiato l’Italia: Ferdinando Imposimato. Un uomo al cui cospetto tutti i politici in Parlamento dovrebbero solo lustrare le scarpe.

Ora pure Rodotà, che solo un idiota potrebbe scambiare per un “grillino”, riconosce gli enormi meriti di quell’atto di protesta.

Pensateci bene: la Costituzione rischiava concretamente di essere stravolta con fin troppa facilità da un manipolo di persone tra cui figuravano personaggi come quelli citati poco fa. Senza contare che ancora B. era nella maggioranza di governo. Veramente i benpensanti credevano fosse il caso, nel momento di minore fiducia nelle istituzioni dai tempi di Mani Pulite, lasciare che personaggi che hanno distrutto l’Italia modificassero l’ossatura della nostra Repubblica? Davvero volevamo infangare il sangue dei nostri patrioti e dei partigiani in questo modo?

E mentre persone come Rodotà o come Imposimato sostengono la legittimità, l’efficacia e la giustizia di quella ormai famosa protesta, esiste un omuncolo, un sindachino che si crede già Presidente del Consiglio, che non perde occasione di dire che quelli del M5S “non fanno nulla” perché “stanno sui tetti”, e che il loro posto non è sul tetto, “ma al piano di sotto”. Uno strano ometto, un curioso personaggio estremamente popolare che sostiene il più impopolare governo dal dopoguerra, che non perde occasione di diffamare e di dire sfacciatamente menzogne senza alcun pudore. Renzi mente: mente quando dice che i parlamentari 5 Stelle non fanno niente (le attività in Parlamento sono pubbliche, ma a quanto pare fa una gran fatica andarsele a vedere: l’italiano medio preferisce ascoltare solo la campana del Mr Bean di Rignano sull’Arno); mente mancando di rispetto ad una protesta che ha letteralmente salvato il nostro paese dal cadere ancora più nel baratro, con la scellerata modifica della Costituzione migliore al mondo; mente spudoratamente, senza vergogna, proprio come un certo leader del centrodestra che questo paese ha avuto la sfortuna di avere.

Caro Renzi, il posto dei 5 Stelle magari non è sui tetti, ma al piano di sotto, come dice Lei. È vero: ognuno ha il posto che merita. Dunque, La prego: si accomodi in cantina. Quella è la porta.
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