martedì 14 gennaio 2014

Super-Porcellum tra 3… 2… 1…


La Corte Costituzionale ha rilasciato le motivazioni che hanno, lo scorso 4 dicembre, sancito l’incostituzionalità del porcellum, l’ormai famigerata maledetta legge Calderoli. Motivazioni che in parte erano ovvie sin da prima della loro pubblicazione, ma che in parte presentano numerosi aspetti non granché condivisibili né comprensibili.

Mi spiego. La “continuità dello Stato”, principio invocato dalla Corte per confermare la non-retroattività della decisione, prevede che il Parlamento sia ora legittimato ad andare avanti sino alle prossime elezioni. Il principio della continuità delle istituzioni è chiaro e già prima della pubblicazione delle motivazioni della consulta potevamo aspettarci un simile giudizio. E su questo non credo ci sia niente da discutere. Resta però un fatto che nessun partito (chissà perché!) sta sottolineando: ok, la corte ha deciso che il Parlamento ha la legittimità giuridica. Ma la legittimità politica e morale? Io mi chiedo cosa sarebbe successo in un paese con una classe politica non così ladra e svergognata come questa. Al seguito di una simile sentenza, ci si dovrebbe dimettere per decenza. Non occorre che lo dica una consulta (che peraltro non avrebbe neanche il diritto), dovresti unicamente dimetterti per rispetto verso il tuo paese. Torniamo alle urne e restituiamo ai cittadini la possibilità di comporre questo Parlamento. Invece qui nessuno parla di questo tipo di legittimità. Un Parlamento legittimo giuridicamente e totalmente illegittimo a livello politico. Un po' come ha detto Zagrebelsky: Il Parlamento è delegittimato, ma non annullato.” Adesso tutti i partiti sottolineano che il Parlamento non sia annullato, ma nessuno dà il giusto peso al fatto che non sia più legittimato.

Parliamo invece degli aspetti incomprensibili di queste motivazioni. La consulta ha bocciato il porcellum, dichiarandolo incostituzionale, a causa del “premio di maggioranza” e delle “liste bloccate”. Però apre ad un premio di maggioranza e alle liste bloccate. Ok. Dopo un’amara risata, analizziamo questa inverosimile affermazione della Corte.

Il premio di maggioranza previsto dal porcellum era “troppo ampio” e non prevedeva “soglie minime” per il suo conseguimento. La Corte propone infatti una soglia minima sotto la quale un partito, anche se con la maggioranza relativa dei voti, non possa usufruire di questa larga maggioranza in Parlamento. Una nota per i più distratti (o per i renziani, visto che le due cose spesso coincidono): nessuna delle 3 proposte di Renzi prevede una simile “limitazione” al premio di maggioranza, dato che tutte affermano che chi prende più voti si becca qualcosa come il 60% dei seggi in Parlamento. Ergo, sono tutte parimenti incostituzionali, proprio come l'odiato porcellum. Ma entrando nel merito, risulta incomprensibile questo eterno ricorso al premio di maggioranza da parte della consulta. Premio di maggioranza che, per inciso, è in contrasto con l’articolo 48 della Costituzione, in cui si afferma che ogni voto deve avere eguale peso (cosa che chiaramente non è possibile con un sistema maggioritario).

Passiamo invece alle liste bloccate. Qui andiamo a finire (ahimè) dritti dritti nelle comiche più totali. Prima mi bocci la legge elettorale a causa delle liste bloccate, e poi mi vieni a proporre “liste bloccate corte”?!? Quanti regali vogliamo fare a questi raccomandati di partito che non hanno fatto (e non faranno) altro che campare di politica?

Insomma, tra motivazioni condivisibili e proposte inaccettabili, la consulta ha finalmente reso note le cause dell’abolizione del porcellum. Il sistema che entra in vigore è un proporzionale puro, il sistema elettorale più costituzionale che esista, ma che certamente causa qualche “problemino” di governabilità. A questo punto, se solo non avessimo la peggior classe politica d’Europa, il Parlamento si darebbe da fare per introdurre norme, sulla base del sistema proporzionale, che permettano la governabilità. Una a caso: la “sfiducia costruttiva, che permette ad un partito di condurre una coalizione di governo sulla base di un programma ben preciso, pur non avendo la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Una piccola “clausola” introdotta in un sistema proporzionale che garantisce la salvaguardia del governo da minoranze che, senza avanzare proposte concrete, lo vogliono rovesciare. È esattamente come accade in Germania: non mi risulta che i tedeschi abbiano problemi di “governabilità”.

Al contrario, i nostri politici, con l’aiuto di costituzionalisti della domenica, rilanciano quello che probabilmente passerà alla storia (nel malaugurato caso che veda la luce) come “Super-Porcellum”. Renzi, Letta e Napolitano (il trittico delle meraviglie!) si trovano d’accordo su un punto: facciamo presto e no preferenze. Dimostrando peraltro di aver capito alla grande il messaggio dato dall’abolizione del porcellum! Ma come “no preferenze”? Sentite cosa dice Nicotra, una dei “costituzionalisti” a lavoro in commissione Affari Costituzionali alla Camera: il voto di preferenza “aumenta i costi della politica, si piega alla logica clientelare o peggio alla malavita, espropria i partiti del compito di selezionare, e introduce una conflittualità all’interno dei partiti.” Avete capito? È il voto di preferenza che espropria i partiti del compito di selezionare, non le liste bloccate che espropriano i cittadini del diritto di scegliere chi li rappresenterà!!!

Signori, questa gente è pericolosa. È gente che si sta apprestando a fare una nuova legge elettorale che, come il porcellum, avrà un largo (incostituzionale) premio di maggioranza e le liste bloccate (incostituzionali) che non restituiranno ai cittadini il diritto/dovere sacrosanto di esprimere le proprie preferenze. E dopo altri 7/8 anni di inciucio più o meno palese, ci troveremo nuovamente con una nuova bomba esplosa tra le mani, quando anche questa legge verrà dichiarata incostituzionale. Non sarebbe forse il caso di sforzarsi un pochino di più e partorire una legge elettorale in sintonia con la Costituzione e con i principi democratici?
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