sabato 11 gennaio 2014

Troll: ecco perché sono pericolosi


Entrando nel mondo del blogging e, in particolare, nel mondo della discussione politica, si entra inevitabilmente a (stretto) contatto con il fenomeno insopportabile e asfissiante dei “troll.

Cos’è un troll? La definizione più “attuale” del termine potrebbe essere la seguente:

Una persona che si registra su siti internet e social network con un nome finto,
moltiplicando la propria azione creando numerosi utenti fittizi,
e che diffonde messaggi privi di senso unicamente per scatenare rissa.

In realtà, si può riassumere questo “profilo” con tre parole, non solo “troll”:
1. Fake (registrazione di un utente falso)
2. Multinick (registrazione di più utenti falsi)
3. Troll (l’azione di disturbo e rissa)


Esiste anche un modo più macchinoso e allo stesso tempo più meschino di fare “trollaggio” informatico. È il caso in cui questi troll si registrano su siti pubblici, diffondendo intenzionalmente materiale falso. Prendono, ad esempio, una bufala ricorrente sul web e scrivono un post che possa essere letto da tutti i “seguaci” di quella bufala. Poi, tramite multinick e spamming sui social network, parte l’operazione “condivisione di massa”. Il fenomeno è molto più esteso di quanto si creda, ed esistono addirittura personaggi che si vantano di aver operato in questo modo. La loro “missione” sarebbe quella di “dimostrare” in questo modo che gli internauti sono tutti creduloni che accettano qualsiasi bufala proveniente dal web. Tutto questo è profondamente sbagliato e deplorevolmente disonesto.

Sbagliato perché lanciare una notizia falsa e vedere quanti ci cascano è qualcosa che non si sono inventati loro e che sicuramente non è nato con la diffusione della Rete: basti pensare al programma radiofonico “The War of the Worlds” trasmesso nel 1938 dalla CBS negli Stati Uniti. Pur avendo dichiarato apertamente che si trattava di una fiction, l’invasione aliena  descritta nel programma radio scatenò il panico in tutti gli Stati Uniti, con la popolazione che uscì per le strade e si rifugiò nelle chiese per salvarsi dagli “ostili” extraterrestri. La follia e la stupidità umana sono nate prima di internet, forse questi “geni” della Rete che si divertono a “smascherare” i creduloni di tutto il mondo farebbero bene a ricordarselo.

Disonesto perché si ricorre ad una falsa identità, dichiarando il falso (e cioè che il proprio intento è quello di informare) e divulgando menzogne di proposito. Divulgare menzogne sotto mentite spoglie: esiste qualcosa di più disonesto? Scrivere la verità (o almeno quello che si crede) senza doppi fini dovrebbe essere il primo obiettivo, non solo per un “giornalista”, ma semplicemente per una persona onesta. Ma che metodi sono? La Rete è piena di persone oneste che si sbattono dalla mattina alla sera per quello in cui credono. Ed è piena anche di gente che se ne sta online solo per disinformare e divulgare bufale. Se questi “troll” della menzogna credessero veramente nella loro “missione” (smascherare le bufale) allora dovrebbero fare più attenzione a non divulgarne. Quale serietà possono mai avere persone del genere? Lo dico a chiare lettere, e se qualcuno si sente offeso e indignato, me lo dica: queste persone mi provocano rabbia e disgusto. Non sono neanche persone per quanto mi riguarda, ma solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda”. (cit.)


Ma torniamo al “semplice” trollaggio casinista e caciaro. Se entrate in un blog qualsiasi (più è famoso e frequentato, meglio è) troverete che esistono argomenti ben precisi in cui i troll entrano sistematicamente seminando panico e rissa. L’argomento prediletto negli ultimi mesi è (chiaramente) il M5S. Mi basta fare un esempio personale. Io ho pubblicato due post sul blog Utente Sostenitore del Fatto Quotidiano: il primo sulla parola “populismo” e il secondo su Berlusconi e le sue accuse di “giustizialismo”. Come era prevedibile, essendo la parola “populismo” vicina al M5S, il primo post è stato estremamente più commentato del secondo. Ma i commentatori sono stati più numerosi nel secondo che nel primo. Questo perché un commentatore vero, onesto e serio, cosa fa? Legge il post, riflette, scrive dicendo la sua, o al massimo interagisce civilmente e brevemente con un altro commentatore. Ergo, molti commentatori per altrettanti commenti. Nel caso del post inerente al M5S, invece, più o meno lo stesso numero di commentatori ha prodotto circa il quadruplo dei commenti: il troll scrive, a cadenza più o meno regolare, concisi commenti mirati solo ad offendere o a creare scompiglio. Non un accenno ad una critica (seria), non un accenno ad un’argomentazione logica, non un accenno ad una riflessione pertinente nel merito. Sembra (e spesso lo è) che si tratti di una macchina a scrivere quei commenti, non una persona reale. Un compulsivo e ossessivo modo di dominare la discussione senza esprimere mezzo concetto.

Infatti, questi troll si propagano in modo incredibilmente efficace, con programmi che generano automaticamente commenti da inserire sui blog e sui siti d’informazione. Molto spesso, infatti, hai l’impressione che il commento sia talmente fuori luogo, talmente sgrammaticato, che ti sembra impossibile che sia stato scritto da un essere umano. Un esempio di linguaggio che si presta molto bene a questo tipo di commenti automatici di utenti fake e multinick è sicuramente quello “lanciato” sul web dalla pagina Facebook “Siamo la gente, il potere ci temono”. Fateci caso: il loro linguaggio, ricco di parole storpiate che vorrebbero prendere in giro la (presunta) ignoranza dell’elettorato 5 Stelle, è perfetto per essere riutilizzato in azioni comandate da programmi “non-umani”. Ecco alcuni commenti che mi sto inventando di sana pianta che potrebbero tranquillamente essere scritti dagli “ideatori” o molto più probabilmente dagli “emulatori”di questa pagina Facebook:

Forza Appeppecrillo e abBasso la Ka$ta!!1!11!!11
La gente v0gliono mandarLi tti a Kasa!!!1!11!
Peppe ti vogliamo Presidente k0ntr0 la disinformazzione della Ka$ta!!!11!11
Basta Scii kimici nei nostri celi!!1!11!1! Sveglia!!!1!!1!
Peppecrillini fascisti!!1!1!1!!!1

E così via. Il punto è: quanti argomenti ho toccato con questi commenti? Nessuno. E in quanti post possono infiltrarmi utilizzando questi commenti? Tutti. Proprio perché non sto dicendo niente. Eppure, questi commenti provocheranno sempre una reazione, verso chi legge, verso chi scrive e verso chi commenta. E per diffondere a macchia d’olio questa immondizia, è sufficiente un programma.


Poi ci sono i commenti meno sgrammaticati e più colti, ma assolutamente fuori luogo. Prendo un esempio direttamente da un commento ricevuto sul mio blog:


Ora, sfido chiunque a indovinare, da questo commento, di che cosa trattava il post. E vi posso assicurare che non si stava parlando di prodotti da forno. Un commento come questo potrebbe essere inserito senza alcun problema in qualsiasi post. Stiamo parlando di televisione, o stiamo parlando di giustizia, o stiamo parlando di sport, o stiamo parlando di economia, non importa: ovunque creerà un senso di disorientamento e un accenno di provocazione. E potrebbe essere copiaincollato in qualsiasi forum o blog presente sulla Rete.


Ma ora vorrei sottolineare un fatto importante, e per farlo occorre guardare la questione “troll” da un punto di vista più distante. Se questo fenomeno fosse semplicemente qualcosa di isolato e individuale, non rappresenterebbe un problema: infatti, in un sito con migliaia e se non milioni di visite al giorno, l’azione (per quanto ostinata e compulsiva) di un “troll” rimarrebbe comunque un episodio marginale, una piccolissima goccia nell’oceano.

Purtroppo però con il passare del tempo abbiamo scoperto che queste persone non sono solo semplici impiegati del Pizza Taxi con il pallino dei social network che passano troppo tempo davanti al pc. Capita molto spesso (troppo spesso) che queste persone si organizzino, formino dei gruppi di lavoro, si diano un assetto più studiato e più operativo.

Un esempio incredibilmente calzante e relativamente recente è costituito dal gruppo dei “300 Spartani”, troll organizzati che lavorano per il Pd, e che hanno la loro “sala operativa” (la War Room) proprio al Nazareno. Il gruppo conta circa 300 persone, appunto, come gli spartani del film tratto dal fumetto di Frank Miller. Ecco quello che fanno:



Denaro pubblico, signori. Denaro pubblico buttato nel cesso in questo modo.

Questo fatto, insieme allo “strano caso” dei dirigenti Pd che su Twitter seguono troll con account fake e pochi followers, rende ancora più preoccupante la cosa. Come sottolineava un magnifico post di Byoblu, esistono questi profili Twitter chiaramente non rispondenti a persone fisiche, che non fanno altro che buttare merda su tutti i partiti tranne (casualmente) uno. E in modo ancor più casuale, questi account magari non hanno che 6 followers a seguito, in cui tra questi 6 ci sono Bersani, la Boldrini, Vendola e Renzi. La cosa risulta un po’ sospetta no?

Che veri e propri apparati di disinformazione organizzata si ritrovino nella sede di un partito di governo con l’obiettivo di manipolare le informazioni e creare tendenze ad hoc per screditare qualcuno o qualcosa costituisce un fatto gravissimo per la qualità della navigazione in Rete, nonché un vero atto di distorsione della realtà. E se a distorcere la realtà è un partito politico di governo, siamo molto vicini alla propaganda di una dittatura.


A questo punto può venirti quantomeno il dubbio che molte altre pagine siano gestite da organizzazioni simili, se non addirittura dalla stessa. Anche, perché no, la pagina di cui parlavamo prima “Siamo la gente”. Oppure decine e decine di altre pagine. Ad esempio, un altro sito che sbeffeggia il M5S e insulta i pochi giornalisti seri di questo paese (Marco Travaglio e Peter Gomez): il “Movimento dei Caproni”. Oppure, come non citare “MoVimento 5 Stronzi”, che come “motto” utilizza curiosamente lo stesso linguaggio di “Siamo la gente”: “koNTr0 lA KaSTa!!!1!!” Vogliamo metterci pure tutte le pagine create (curiosamente) dopo le elezioni di febbraio 2013? “Antigrillismo”, “Guerriglia Antigrullina”, “Studiare per fermare il Grillino”, “Peppecrillo”, “Noi che NON voteremo mai il Movimento Cinque Stelle”. Curioso poi notare che il tizio che spammava commenti a casaccio sul blog del Fatto Quotidiano sia lo stesso che scrive (moltissimi) post “Movimento dei Caproni”. O che quello che trollava sul tuo blog era iscritto alla pagina “MoVimento 5 Stronzi”. O che quello che scriveva bufale con lo scopo di farci cascare altre persone per poi vantarsene sia affiliato a “Siamo la gente”.

Chi ci dice che queste pagine non siano tutte (o quasi) collegate? Sicuramente non possiamo averne una garanzia. E il problema è proprio questo: quello che questi personaggi fanno, con una frequenza sempre più allarmante dal febbraio 2013, è delegittimare ciò che viene detto o scritto in Rete.


Partiamo da questo presupposto: la tv in questo paese è da sempre controllata dalla politica. Questo è un dato incontrovertibile: non esiste un altro paese (democratico) che conosca un fenomeno come quello del Nano. Senza contare che sono i partiti a vigilare sulla Rai. Non a caso, Roberto Fico (M5S) ha detto più volte che spera di essere l’ultimo Presidente della commissione vigilanza Rai. Che la tv sia un contenitore di propaganda governativa non vi sono dubbi. Se non siete d’accordo su questa affermazione, beh, fatevi una pera di caffè per risvegliarvi dal torpore in cui eravate caduti e fate conoscenza con la realtà.

La crescita esponenziale di un mezzo realmente libero, come la Rete, ha permesso ad un movimento politico senza soldi e senza sedi fisiche di arrivare ad essere la prima forza politica del paese. La Rete è diventata, da un giorno all’altro, una pericolosissima minaccia per la classe dirigente politica italiana. Notizie non controllate e non filtrate che circolano libere senza alcun vaglio, come invece accade nelle tv e nella carta stampata. Non potendo agire dichiaratamente in modo squisitamente dittatoriale e dunque non potendo introdurre leggi che controllino palesemente il web, cosa si inventano? Entrare con identità false e account multipli per delegittimare i messaggi che circolano in Rete. L’obiettivo non è tanto diffamare il MoVimento, che resta comunque l'unico avversario politico presente al momento, ma piuttosto diffamare la Rete in sé, rendere illegittimi i suoi contenuti. Evitare, in definitiva, che le persone possano fidarsi di ciò che viene detto in Rete.


Questa è la vera pericolosità di questo fenomeno: per riuscire a conservare il proprio potere, il proprio controllo, questi stanno devastando il più grande mezzo di interazione e di comunicazione della storia dell’umanità, ossia Internet. Si tratta di persone pericolose, disposte pure a buttare nel cesso il mezzo di comunicazione del futuro pur di eliminare (in modo scorretto) un avversario politico.

Di questo passo, molto presto ciò che verrà scritto in Rete non avrà più valore, dato che non si potrà più accertare chi lo ha scritto e in quanti lo hanno scritto, o se addirittura quello che leggiamo è stato scritto da una persona o da un bot. Chiunque potrebbe essere considerato un troll, o un bot che semina messaggi falsi in modo automatico. E dunque, nessuno conterà più nulla. Tutto questo mentre, come appare probabile, negli altri paesi del mondo la comunicazione via Rete si svilupperà sempre di più, rendendo possibile quel concetto che si chiama “Democrazia Diretta”, una democrazia attuata tramite la Rete. E noi, inevitabilmente, saremo sempre un paese da terzo mondo, esattamente (se non peggio) come siamo ora.
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