sabato 15 febbraio 2014

San Valentino di sangue


Porca miseria, e chi se lo scorda più questo San Valentino. In un colpo solo abbiamo assistito a molti (raccapriccianti) eventi:
  • La caduta del governo Letta, un governo disastroso e fallimentare che doveva essere sfiduciato in modo palese e deciso, dimesso invece nelle stanze del potere (la sede del Pd) senza mai essere sfiduciato dal Parlamento.
  • Il Parlamento esautorato - ancora una volta - dal ruolo centrale che la nostra Costituzione gli assegna: tanto per cambiare, le decisioni che contano si prendono al suo esterno.
  • La decisione, davvero ridicola, di procedere con le consultazioni, come se i giochi fossero ancora aperti e come se ancora non sapessimo già chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio: una pièce falsa e stucchevole davvero ipocrita.
  • Il terzo Presidente del Consiglio in due anni e mezzo (davvero un record) darsi il cambio al governo del paese. Tre capi di governo consecutivi mai votati dal popolo e nominati arbitrariamente da poche decine di persone. E anche questo - purtroppo - è un record.

Che paese incredibile, ragazzi: tu chiamala, se vuoi, democrazia. Ormai non esiste più neanche uno stralcio di democrazia in queste condizioni. Il Parlamento, che dovrebbe essere l’espressione massima del concetto di “sovranità popolare”, è tenuto al di fuori di qualsiasi processo decisionale e ha perso ogni suo significato. Si è cercato in ogni modo, gestendo questa crisi, di tenere ogni decisione fondamentale fuori dal Parlamento. Questa non è democrazia parlamentare.

E, mentre prima di oggi la responsabilità era da addossare quasi interamente a Giorgio Napolitano (una specie di monarca che sta trasformando questo paese in qualcosa che non so più come definire), adesso dobbiamo prendere atto di un fatto grave, anzi, gravissimo. Esiste un partito, il Pd, che ha preso una decisione nella propria sede (non in Parlamento, ma in nella sua sede nazionale) e ha stracciato ogni presupposto democratico di sovranità popolare nel giro di poche ore.

Nella sede del Partito, il Partito ha deciso. Il Partito ha votato un nuovo premier. La dirigenza del Partito ha espresso la sua volontà. Il Parlamento obbedisce, mentre il popolo italiano si limita a prendere atto della decisione del Partito.

Queste sono le caratteristiche di un partito totalitario, di un Partito Unico, di un Unico Modello di pensiero. Non sono le procedure che competono ad un partito che vorrebbe semplicemente partecipare al democratico svolgimento della politica nazionale. Il Partito che decide e il popolo che prende atto è un processo completamente ignoto a qualsiasi democrazia, ma fin troppo conosciuto in tutti quei paesi che hanno avuto la sfortuna di essere schiavi di una qualche dittaturanera o rossa che sia. Tanto è macroscopica questa violazione della democrazia che Faraone (il piddino della segreteria renziana che ebbe dubbi rapporti con la criminalità organizzata siciliana) ha affermato che il nuovo governo sarà un esecutivo politico. Ma un governo “politico” (cioè non “tecnico”) non dovrebbe passare dalle urne? Un colpo di stato bello e buono, il terzo in due anni e mezzo. Una media squisitamente italica.

Ma ora voglio proprio vedere che succede. Già, perché lo scricciolo fioRenzino adesso si trova a governare con gli stessi che hanno sostenuto Letta. Nel suo governo ci sarà sempre posto per gli Alfano e per i Gasparri, per le Santanchè e i Brunetta. Il rottamatore (presunto) che governa con i (presunti) rottamati. L’augurio (sincero) a Renzi è che si possa bruciare anzitempo, in questa sua scellerata corsa al potere. Che possa mangiarsi le mani fino ai gomiti per essersi bruciato le sue carte in modo così azzardato. Che possa scomparire prima ancora di nascere (politicamente). Che possa essere sbugiardato subito per quello che è: un bluffatore da strapazzo, un “Niente” travestito da “Fonzie”, un parolaio da quattro soldi. Un buffone. L’augurio è che questa possa essere l’ultima disperata carta che si gioca la Casta per tirare a campare, l’ultimo rantolo di una classe politica che, dopo questo ennesimo bluff, verrà completamente sepolta e ridicolizzata, una classe politica di partiti che non arriveranno neanche al 5%.

L’augurio, con tutto il cuore, è quello di fallire rovinosamente, una volta per tutte. E poi, finalmente, non sarà troppo tardi per dare il paese in mano a persone oneste.
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