giovedì 13 febbraio 2014

Tabù-litano


Esiste un’idea, un pericoloso concetto, un’eversiva perversione che Napolitano teme oltre ogni limite: le elezioni. Sono un tabù per il Presidente Napolitano. Gli hanno chiesto: “Elezioni?” E lui, con un velo di terrore misto a scandalo: “Non diciamo sciocchezze”.

Negli altri paesi invece succede qualcosa di diverso e di molto, molto strano. Reggetevi forte, perché lo shock potrebbe giocarvi un brutto scherzo.

I GOVERNI VENGONO DECISI IN BASE ALLE ELEZIONI.

Wow, che cosa eversiva e stravagante succede negli altri paesi. Non sono mica normali, nel resto del mondo! Qui invece sì, che sappiamo il fatto nostro: ogni 5 anni si vota, non si decide una cippa, neanche abbiamo la possibilità di scegliere i candidati, ma si vota; dopo le elezioni (che già di per sé sono una generosissima elargizione da parte di Re Giorgio) il Presidente della Repubblica sovverte i risultati delle votazioni – già ci ha fatto votare, per Dio, almeno lasciamogli fare come vuole lui adesso, no? – e dà l’incarico di governo ad uno che mai si era candidato premier, con una coalizione di governo che mai aveva annunciato di allearsi, durante la campagna elettorale.

E pensare che qualche buontempone qui sul blog ha sottolineato che tutto questo rientra nei poteri del Capo dello Stato! L’articolo 92 della Costituzione lo conosciamo tutti, è vero: il Presidente della Repubblica “nomina” il capo del governo. Molto bene: ora, per favore, in quale articolo della Costituzione è previsto che il Presidente della Repubblica decida non solo il Presidente del Consiglio, ma anche il programma di governo? L'anomalia rappresentata da Re Giorgio non è che costituita dal fatto di aver nominato un nuovo capo di governo, ma di essersi autoposto egli stesso come capo del governo!

Negli altri paesi si vota, chi vince governa, chi perde fa opposizione. Questa cosa fa davvero terrore al povero e tormentato Re Giorgio. Infatti, da noi, chi perde governa, chi vince fa opposizione (solo quando gli è concesso dal Presidente della Camera) e il capo del governo cambia senza che nessuno lo decida nelle urne elettorali.

L'eventuale salita di Renzi a capo del governo sarebbe qualcosa di talmente osceno da risultare incommentabile persino dal più ardito dei commentatori. Quale legittimazione popolare potrebbe mai avere Renzi, ritrovandosi Presidente del Consiglio senza passare dalle urne? E, per favore: non si pensi che Renzi sia legittimato da quel milione e nove di voti delle primarie. 1.900.000 voti non è niente: senza contare che poteva votare pure il gabibbo.

Esiste un solo caso in cui avrebbe una qualche giustificazione nominare un nuovo Presidente del Consiglio senza passare dalle urne: un governo “tecnico” (ma tecnico per davvero, non per finta) formato da eccellenze, da grandi personalità dai meriti indiscutibili, un governo apartitico che abbia il coraggio e le competenze per risolvere finalmente i problemi del paese. Questo (a limite) potrei capirlo. Ma un governo Renzi, con tanto di lista ministri che va da Lady Guillotin Boldrini a Baricco, non mi sembra proprio la stessa cosa. L’unica cosa sensata da fare, se Napolitano decidesse di rientrare nell’alveo delle prerogative costituzionali e abbandonare finalmente l’idea filomonarchica di democrazia che si ritrova, sarebbe dunque andare alle elezioni e finirla con questo governo: il governo delle 0 leggi, degli F-35, dei regali alle banche, il governo meno gradito nella storia della Repubblica, per lasciar decidere al popolo. Una buona volta.

Proprio per questo vorrei tornare alla Costituzione, e a quei simpaticoni che si stupivano della richiesta di impeachment a Napolitano e vanno citando l’articolo 92, forse dovremmo ricordare che molto prima dell’articolo 92, nella Costituzione, è sancito un concetto ben più importante, guarda caso, nel primo articolo dei principi fondamentali:

“La sovranità appartiene al popolo.”

Sono curioso: in che modo Tabù-litano ha mai rispettato questo principio fondamentale? E in che modo pensa di rispettarlo, bypassando le elezioni per dare l’incarico di governo a dei burattini mai eletti da nessuno? Le elezioni non sono un tabù: sono il cardine di una democrazia parlamentare.
UA-57431578-1