venerdì 7 marzo 2014

I grillini vogliono stuprare Matteo Renzi


Quando l’ho visto non volevo crederci. Quando non molto tempo fa, grazie al mirabile intervento di Laura Boldrini, ho scoperto di essere un potenziale stupratore, dato che leggo il blog di Beppe Grillo già dal 2005, non avrei mai potuto immaginare di non voler stuprare solo le donne, ma anche gli uomini!

Ebbene sì: se applichiamo il ragionamento che Laura Boldrini estese a suo tempo a tutti i frequentatori del blog di Grillo, definendoli potenziali stupratori per aver visto, condiviso e commentato quel video satirico che la ritraeva in macchina con Denis, allora dobbiamo dedurre che anche tutti quello che hanno riso per il video pubblicato ultimamente che ripropone lo stesso sketch, stavolta con Matteo Renzi, sono ugualmente potenziali stupratori (di uomini).

Il ragionamento è lineare e fila liscio come l’olio. Lo sketch è lo stesso, si svolge esattamente nello stesso modo, utilizzando lo stesso format, lo stesso tipo di satira, addirittura un copione abbastanza simile: è lampante, adesso i grillini, dopo aver inneggiato allo stupro in macchina ai danni di Laura Boldrini, vogliono violentare anche Matteo Renzi.

In realtà, la mancanza del clamore mediatico e dell’indignazione generalizzata di una certa fazione politica (elettorato compreso) che si schiantò in tutte le case degli italiani su una tv pubblica (e precisamente nel programma di Fazio, in cui la Boldrini definì quasi 9 milioni di onesti cittadini “potenziali stupratori”) in occasione del video satirico sulla Presidente della Camera, rende ancora più evidente quanto fu strumentale, ipocrita, opportunista e falsa quella determinata contestazione. Applicando lo stesso metro di giudizio, come mai adesso nessuno dice che il M5S istiga alla violenza (sessuale, addirittura) contro Matteo Renzi, così come lo avrebbe fatto nei confronti di Laura Boldrini? Vittime entrambe dello stesso identico sketch satirico: perché questa differenza nelle due reazioni mediatiche?

È molto semplice: Laura Boldrini rappresenta al meglio quel finto femminismo modaiolo da quattro soldi dietro cui puntualmente si fa scudo per mascherare tutte le sue incapacità e la sua più completa nullità politica. Quando un personaggio come la Boldrini viene criticato, immediatamente si tira in ballo la questione del sessismo, la violenza a sfondo sessuale: poco importa che non ci fosse assolutamente niente di sessista nel video satirico! Alla Boldrini quel video non piacque e fece dunque partire una campagna denigratoria in perfetto stile fintofemminista grazie all’aiuto e la colpevole complicità di questa informazione malata. La dimostrazione di questo fatto risiede, appunto, nel constatare che la stessa critica, la stessa satira e lo stesso “gioco” nei confronti del potere viene indirizzato verso un uomo (in questo caso Matteo Renzi) nessuno si sognerebbe mai di mettersi a parlare di sessismo, o addirittura di violenza a sfondo sessuale.

Adesso la Boldrini è stata denunciata per quelle gravi parole. Non si può andare in tv a dare del “potenziale stupratore” ad ognuno dei quasi 9 milioni di cittadini che hanno votato per un movimento politico che non è il tuo. È un fatto gravissimo, fuori dalla portata di un personaggio pubblico che ricopre ruoli istituzionali e soprattutto senza precedenti nella storia del paese. L’insulto “coglione” di B. rivolto a tutti gli elettori del centrosinistra fu molto, ma molto meno grave di questo. E a questo punto non resta che sperare che Lady Guillotin paghi (e anche parecchio) per l’offesa diffamatoria e violenta rivolta a milioni di cittadini onesti (poco ma sicuro) molto più di quanto si sia dimostrata lei in un anno davvero disastroso.
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