mercoledì 5 marzo 2014

I mille volti di un “Vaffanculo”


“Vaffanculo” è una parola che ormai è entrata nel linguaggio comune, se non addirittura nella cultura di questo paese. Parlando di cultura del “Vaffanculo”, mi riferisco ad esempio al mitico “Vaffanculo” di Massimo Troisi nel film “Non ci resta che piangere” nella scena del “fiorino”. Ormai, il “Vaffanculo” non è più una parolaccia, ma un’istituzione.

Tuttavia, si tratta di una parola dai mille volti, che può assumere non solo significati diversi, ma addirittura diversi valori.

Ieri mattina, Mario Mauro, ospite del programma Agorà sulla Rai, si è lasciato andare ad un inspiegabile sfogo mattutino, mandando a quel paese tutti coloro che, sul tema dell’Unione Europea, non la pensano come lui. Dimostrando peraltro un innato spirito democratico.

“La voglio ringraziare per l’opportunità che mi dà di mostrare il mio estremismo questa mattina. Vorrei infatti mandare a fare in culo tutti quelli che ce l’hanno con l’Europavisto che sento blaterare cose oscene.”

Così ha parlato l’ex ministro della Guerra (ops! Pardon: della Difesa) del governo Letta. Mario Walter Mauro, ora Senatore, è quello che ha passato 14 anni al Parlamento Europeo, militando qui in Italia per 10 anni con Berlusconi, poi cambiando la bellezza di 4 partiti in 4 anni. Della serie “Datemi una poltrona, e io vi seguirò”. L’ex berlusconiano ed ex montiano, membro di Comunione e Liberazione e del “nascente” gruppo Popolari Per L’Italia (con Casini e gente simile, per intendersi), è lo stesso che in diretta tv ebbe l’inspiegabile impulso a dire la verità quando confermò senza vergogna quello che ormai molti già sapevano, e cioè che l’Italicum (la legge elettorale aborto formato Renzi/Berlusconi/Verdini) era una legge fatta di proposito per eliminare non i piccoli partiti (che anzi si salveranno grazie alle alleanze, tipo Sel o simili) ma per eliminare un unico grande partito, il MoVimento 5 Stelle. Ricordiamo per dovere di cronaca che questi sono quelli che danno lezioni di democrazia.

Il “Vaffanculo” di Mario Mauro non solo va rimandato al mittente, ma rispecchia pienamente quel volto del “Vaffanculo” che si identifica con il potere costituito. Quando il potere costituito smette di occuparsi della cosa pubblica, favorendo banche, lobby, spese militari (Mauro è quello degli F-35 strumenti di pace, necessari e a basso costo!) e correnti pseudoreligiose, arrogandosi pure il diritto di mandare a fanculo una parte di paese che lavora e si spezza la schiena ogni giorno, allora rappresenta il massimo della violenza (intesa a livello politico) di quelle classi privilegiate (la nostra cara Kasta) nei confronti della società civile. Questo “Vaffanculo” è quanto di peggio potesse uscire dalla bocca dell’ex ministro guerrafondaio che comprò gli F-35 col culo dei contribuenti italiani, senza contare che dissentire con la direzione che sta prendendo l’Europa non costituisce certo un reato, anzi: è essenziale che l’Europa coinvolga maggiormente i cittadini nei procedimenti decisionali, cosa che attualmente è molto lontana dalla realtà. Le prossime elezioni europee non saranno infatti (come impropriamente dicono i politicanti) un referendum sull'Europa, ma un'importante decisione tra l'Europa dei cittadini e l'Europa delle banche.

Io mi ricordo un “Vaffanculo” bello, potente, giusto e disperato. Era il grido di molte persone che si sentivano beffate, illuse, prese in giro e affamate da una classe politica che aveva tolto loro ogni futuro, ogni prospettiva. Era il “Vaffanculo” di un popolo senza rappresentanza che non chiedeva altro che giustizia sociale e democrazia. Era un “Vaffanculo” diretto ai responsabili dello sfascio di questo paese, ed era una bella parola, anzi, bellissima, che mi sento di rinnovare anche oggi, in tutta la sua bellezza, contro gli artefici del disastro italiano.

C’è “Vaffanculo” e “Vaffanculo”: voi da che parte state?
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