lunedì 10 marzo 2014

Italicum incostituzionale (per le quote rosa)


È incredibile: ci vuole una faccia tosta davvero notevole per affermare quello che alcuni ed alcune parlamentari di Forza Italia stanno affermando in questo momento. Questi personaggi sostengono che esista un nodo di incostituzionalità nella nuova legge elettorale (Italicum, o Ad Cazzum che dir si voglia) per quanto riguarda la presenza delle quote rosa.

Ora, io non sono un patito delle quote rosa, e non perché sia maschilista, sessista, o qualsiasi cosa gentaglia come Madama Boldrini voglia darmi, ma semplicemente perché credo che per una vera parità dei sessi sia necessario, appunto… ehm… una parità di sessi! Mi spiego meglio. Se vuoi essere eletto in Parlamento, ti candidi e vedi quanti voti prendi. E questo deve valere sia per le donne che per gli uomini. Non è che un partito, per “blindare” la candidatura di una donna, si può avvalere del principio delle quote rosa. Faccio una domanda a tutte le donne che stanno leggendo: ma se invece di scegliere tra due uomini (validi) e due donne (ancora più valide) vi facessero scegliere tra Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Anna Finocchiaro e Daniela Santanché, voi chi scegliereste, costrette a votare per un uomo e una donna?

Ma la questione è un’altra. La questione è che – in modo paradossale e incredibilmente ridicolo – ci sono parlamentari in questo momento che stanno perdendo tempo a parlare di una presunta incostituzionalità di questa legge elettorale, senza essersi mai e poi mai soffermati sulla miriade di caratteristiche incostituzionali dell’Italicum!
  • Liste bloccate, nessuna preferenza: costituzionale? Non credo. Anzi, è proprio uno dei motivi per cui la Corte Costituzionale ha bocciato il famigerato Porcellum.
  • Premio di maggioranza: costituzionale? Manco per idea. Con questa nuova legge elettorale, potrebbero aprirsi scenari ben più paradossali di quelli aperti col Porcellum. Un partito che prende, ad esempio, il 18% dei voti, ma costruendosi alleanze (perlopiù instabili, tra l’altro) con molti partiti da 5%, potrebbe benissimo accaparrarsi da solo il 53% dei seggi in Parlamento. Il 53% dei seggi a fronte del 18% di voti! Senza contare che, tramite il meccanismo dello sbarramento (8%, abnorme) si permetterà a partitini insulsi e portatori di ingovernabilità di entrare in Parlamento anche con il 3% (ancora Boldrini dunque) mentre si sbarrerà l’accesso a partiti maggiori che invece avranno la coerenza di correre da soli.
  • Inoltre, non dimentichiamoci delle simulazioni che sono state fatte e che hanno dimostrato quanto sia arbitraria e antidemocratica la distribuzione dei seggi.
Insomma, tutto questo (un’aberrazione che neanche nella mente di Mussolini passò mai neanche per un attimo, dato che neanche la legge Acerbo era una simile schifezza) va bene, anzi benissimo! Ma, per favore, non corriamo il rischio di andare contro la Costituzione con le quote rosa!

È un po’ come se dei ladri entrassero nella Galleria degli Uffizi, imbrattassero i muri, rubassero i dipinti di Leonardo, incendiassero la sala del Botticelli e poi, uscendo, si fermassero alla cassa per pagare il biglietto
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