venerdì 21 marzo 2014

Kill the Web!


Le dure parole del primo ministro turco Erdogan, che si scaglia senza mezzi termini contro i social network, sono la perfetta espressione per capire realmente quanto la Rete stia influenzando la politica e la vita di tutti.

“Noi sopprimeremo Twitter. Me ne frego di quello che potrà dire la comunità internazionale.”

Nel mirino anche Youtube e Facebook.

È curioso (per non dire altro) che ciò che da molti benpensanti viene considerato come un’inutile perdita di tempo, uno svago superficiale e privo di importanza (i social network) vengano odiati e combattuti così strenuamente dai nuclei di potere in tutto il mondo, proprio come sta succedendo ora in Turchia. Forse la realtà è che tramite questi mezzi moderni di comunicazione si diffondono messaggi e notizie che altrimenti non troverebbero mai sbocco da media tradizionali, troppo spesso controllati e soggetti a censura.

Guardiamo alla situazione qui in Italia: veramente pensate che un movimento politico come il M5S (o un qualsiasi movimento “alternativo” all’attuale sistema di potere) avrebbe potuto crescere così rapidamente e così viralmente senza essere passato dalla Rete? Senza internet e senza i rapporti interconnessi creati dai social network, migliaia di notizie “scomode” sarebbero state occultate o semplicemente “evitate” senza mai essere portate alla luce.

La situazione italiana, in realtà, non è poi così diversa da quella turca, se ci pensate bene. L’unica differenza è che l’apparato “democratico” italiano ha ancora qualche resistenza, nonostante tutto, in confronto alla situazione turca: in poche parole, i politici italiani (nessuno escluso) vorrebbero poter fare impunemente quello che Erdogan sta facendo adesso. Sulla base di cosa sto facendo questa grave affermazione? Beh, io non dico di pensare alla dittatura stricto sensu, ad un fascismo proto-mussoliniano adattato all’era digitale, ma semplicemente a tutte le volte che politici italiani (specialmente a sinistra, purtroppo) hanno tentato di mettere la mordacchia all’informazione in Rete, o tentato di delegittimare i contenuti diffusi su internet. Un esempio lampante potrebbe essere quella che (erroneamente e con miopia) viene considerata una “paladina della libertà e dei diritti umani”: Laura Boldrini. Credevo di essere finito in un incubo quando la Boldrini parlò di “una legge per il controllo del web (legge che peraltro già esiste, dunque forse Lady Tagliola auspica ad una legge per la censura del web, cosa ben diversa); oppure quando scoprimmo con sommo gaudio che la Camera spendeva circa 50 mila euro per “ridurre, rimuovere e cancellare gli account che diffondevano materiale ritenuto oltraggioso nei confronti della Presidente.

Altrimenti, se non è possibile intervenire direttamente con la censura o la limitazione di certe informazioni in Rete, si interviene ad esempio come fa il Pd, stipendiando e organizzando vere e proprie “legioni” di troll pronte a delegittimare ciò che si diffonde sul web, tramite notizie false, account fake, multinick e molte altre schifezze che non fanno altro che proseguire questa azione (squadrista e fascista) di antidemocratica censura e controllo dell’informazione.

Datemi retta: i politici italiani, anche (e soprattutto) gli ipocriti radical chic “de sinistra” dai quali dobbiamo guardarci molto attentamente, farebbero carte false per poter agire impunemente e con sprezzo della democrazia come fa adesso il primo ministro turco Erdogan. Dobbiamo stare molto attenti per impedirlo.
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