domenica 13 aprile 2014

Beppe Grillo è tornato…per davvero!


Dopo sei anni dall’ultima volta, mi ritrovo fuori dal Mandela Forum di Firenze, con più di un’ora di anticipo rispetto all’inizio dello spettacolo, aspettando l’apertura dei cancelli per lo spettacolo di Beppe Grillo. Era il 2008, e il comico genovese portava nei palazzetti di tutta Italia il suo spettacolo “Delirio”. Mentre sono fuori che aspetto, con una magnifica temperatura primaverile, penso. Penso che sono cambiate molte cose da quel tour del 2008: allora, l’unico modo che avevi di apprendere quelle notizie che Beppe diffondeva nei suoi spettacoli era seguirlo nei palazzetti. Neanche sul blog arrivava la mole di notizie che Grillo, paonazzo e sudato, sputava in faccia al pubblico dei suoi spettacoli. La televisione? Non pervenuta. Non si vedeva un giornalista riprendere neanche un minuto di spettacolo, non uno che scrivesse un pezzo sullo show. Nemmeno un servizio sul TG3 regionale, che manca poco manda in onda persino servizi sulle compagnie teatrali amatoriali. Niente. Del M5S ancora non se ne parlava seriamente a livello nazionale, anzi: spesso non se ne parlava affatto. Insomma, il rapporto che c’era tra Beppe e quelle 6/7 mila persone dentro al Mandela Forum era qualcosa di molto privato, esclusivo. Diciamo pure intimo.

Poi il movimento fondato da Grillo è cresciuto, e chiaramente Grillo ha smesso di lavorare con i suoi spettacoli per un po’. Escludo di proposito il breve tour del 2010 “Beppe Grillo is back”: andai anche a vedere quello, alla fine dell’estate del 2010 al teatro romano di Fiesole. Ma quello era un Grillo diverso, per molti motivi. Tanto per cominciare, ho trovato che quello di Fiesole fosse un Grillo politicizzato. Anche politico, per carità, ma Grillo è sempre stato politico, anche quando non faceva politica. Quello del 2010 era uno spettacolo un po’ diverso: parlava da un palco, dava informazioni, faceva politica. Del Grillo “comico” era rimasto poco o nulla. Non dico che non fosse apprezzabile, solo diverso da quel Beppe Grillo che per anni aveva girato nei palazzetti.

Adesso questo nuovo tour, “Te la do io l’Europa”. Appena ho visto come si chiamava questo nuovo spettacolo, ho subito comprato il biglietto e sono stato molto felice di vedere un titolo del genere. Sì, perché era un titolo che suonava un po’ come un “adesso torno a fare il comico, come ai vecchi tempi”. E con il M5S che cresce sempre di più, con personaggi validi come Di Battista, Di Maio, Taverna e Morra, il bisogno di un megafono come Grillo si attenua via via, destinato a scomparire.

Immediatamente, appresa la notizia del nuovo tour, i giornalisti di regime pubblicano qualsiasi cosa per farlo passare come un comizio a pagamento. Arrivano quasi a fartelo temere, a farti temere di aver buttato via i soldi per un comizio a pagamento. Grillo inizia lo spettacolo proprio scherzando su questo fatto: “Ora faccio 4 comizi gratis e 1 a pagamento, e stasera mi dispiace per voi, avete beccato quello a pagamento.”

La realtà è molto diversa. Già, perché il Beppe Grillo di “Te la do io l’Europa” è tutto tranne un politico che fa un comizio (a pagamento): è il Grillo di una volta. È finalmente lo spettacolo “vecchio stile” di Beppe, quello in cui ti fa ridere, ti fa soffrire, ti annichilisce di informazioni e di notizie. È quel Grillo che gira in mezzo alla platea, prendendo di mira ora qualche giornalista, ora qualche pisano, ora qualche povero malcapitato. È quel Grillo che ti strattona, ti scuote, ti abbraccia e ti fa la doccia col sudore ogni volta che ti passa davanti.


“Ora che sono legalmente responsabile per un movimento politico, non posso più prendere per il culo lo Psiconano: l’ho chiamato così e mi hanno denunciato. Mi hanno denunciato prima l’associazione dei nani, poi quella degli psicopatici! Che sono i circoli del Pd.”

Tra una risata amara e timida ed una cattiveria al politico di turno, Beppe non si dimentica di fare anche po’ di autoironia (indispensabile in ogni spettacolo satirico): lo show, infatti, comincia con una simpatica animazione che vede protagonisti lui, Casaleggio e “la Rete”, in cui fondamentalmente Beppe si prende per il culo, fa satira delle sue idee di “democrazia tramite la Rete”; racconta di suo figlio Ciro, di quando lo tratta come una merda a casa, sfottendolo sulla “democrazia dal basso”.

Insomma, è nuovamente un Grillo satirico, un vero comico. Senza però lasciare per strada tutte quelle caratteristiche che lo hanno sempre contraddistinto e portato ad essere qualcosa di più di un semplice comico: la definizione “comico” è sempre andata stretta a Beppe Grillo, ben prima del blog e del M5S. È il Grillo dei vecchi tempi, ed è in gran forma. Speriamo di vederlo di nuovo “in azione” prima dei prossimi quattro anni. Sarebbe un buon segnale, e lo sarebbe per due motivi: prima di tutto perché questa è la veste che più sta bene a Grillo, perché Grillo è nato per fare questo genere di spettacoli; ma soprattutto starebbe a significare che il movimento da lui fondato cammina con le sue gambe e che non ha più bisogno di lui. Non perché Grillo sia un peso per il MoVimento, ma perché lo scopo del MoVimento è quello di cambiare la mentalità ed il senso civico del paese, coinvolgerlo alla partecipazione. D'altra parte, vedere le piazze che prima si riempivano con Grillo che ora si affollano per un evento agorà con i parlamentari, non può che farci sperare.

Grillo chiude il suo spettacolo con una nota particolarmente positiva e ottimista per il futuro, dell’Italia come dell’Europa. Speriamo che il suo ottimismo sia di buon auspicio, perché ne avremmo tanto, tantissimo bisogno.

Grazie del tuo spettacolo Beppe, alla prossima.
UA-57431578-1