giovedì 3 aprile 2014

Improvvisamente, 20 anni indietro


Berlusconi che sale al Colle, che anzi viene accolto benevolmente, dal Presidente della Repubblica: questa scena mette tristezza mista ad ansia, facendoci piombare improvvisamente indietro di 20 anni.

C’è una parte di politica, in Italia, una grossa parte del potere politico/economico, che è rimasta la stessa da decenni, senza subire minimamente l’effetto logorante del tempo. Un Presidente della Repubblica quasi novantenne che accoglie un quasi ottantenne pregiudicato per discutere di riforme, di alte cariche ma soprattutto di garanzie. Nonostante la fiducia nei loro confronti si sia più che dimezzata dagli “anni d’oro” in cui ancora potevano pensare di apparire credibili, questi personaggi non sembrano subire conseguenze o deterioramenti, nel loro palazzo dorato. Sembra piuttosto che il loro “essersi autoposti” al comando del Paese sia immune da agenti esterni.

La realtà è ben diversa. Guardando più a fondo, non vedi più due vecchietti “intoccabili” tirare a dadi le sorti del Paese, ma ti accorgi che dietro a quella Casta fatta di interessi e voti di scambio si nasconde una grande paura: la paura che questa pacchia stia per finire. Vedi una rete di ricatti, favori reciproci, lobby e affari illeciti che cerca in ogni modo di tirare a campare, ben conscia del fatto che ci sono forze (dentro e fuori il Parlamento) che chiedono a gran voce che questa storia finisca. Che questa buffonata italiana tiri i remi in barca e faccia posto a chi vede la politica come un servizio e non come un business.

La realtà è che questi due signori sono in una situazione disperata: uno è il Presidente meno gradito nella storia della Repubblica, aggrappato ad un seicentesco sogno di assolutismo monarchico, mentre l’altro è un condannato e pluri-inquisito che tenta con ogni mezzo di sfuggire alla giustizia tramite la politica, che è quello che ha fatto per gli ultimi 20 anni della sua vita.

In fondo, pensateci bene: senza l’aiuto di un burattino dotato di una fervida immaginazione ed una parlantina da televendita, quest’ultimo signore non sarebbe mai rientrato in Parlamento, neanche dalla finestra. Nessuno se lo sarebbe più filato, nessuno avrebbe più scommesso su di lui. Ha avuto bisogno di essere resuscitato da un insulso scricciolo che risponde al nome di Matteo Renzi per tornare alla ribalta. 

Quello che nessuno di questi tre si immagina però è che la ribalta non è proprio dietro l’angolo, anzi: non la vedono neanche lontanamente. Quello che li aspetta, inesorabilmente, sarà la disfatta. Se non è oggi, sarà domani. Il punto di non ritorno è passato, il momento X se lo sono lasciati scappare da tempo: questi signori, il consenso elettorale che hanno avuto in passato, non lo avranno mai più e sarà in costante calo.

Ormai li conosciamo. Li conosciamo tutti. E se li conosci, come insegna Marco Travaglio, “li eviti”.

Vinciamo noi.
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