venerdì 25 aprile 2014

Una nuova Resistenza


Il 25 Aprile è sempre stata la mia ricorrenza preferita. Credo che ricordare la Resistenza sia uno degli obblighi morali e storici più importanti in assoluto.

Proprio oggi, in Italia, esiste un bisogno incredibilmente grande di rinnovare questo spirito di Resistenza. In una condizione politica e sociale da terzo mondo, con una classe politica dirigente delle più indegne, palesemente fallimentare e intrinsecamente corrotta che ha causato il graduale allontanamento delle masse dall’interesse della cosa pubblica, il valore della parola “Resistere” viene sempre più dimenticato, frainteso, mistificato.

Contro chi o che cosa dobbiamo resistere oggi, in quanto italiani, in quanto cittadini, in quanto fratelli?

Prima di tutto, occorre resistere contro il dilagare dell’inciviltà che affligge le nostre città. Un gesto nei confronti del tuo vicino di casa può assumere proporzioni giganti, se diffuso in larga scala. Dobbiamo lottare sempre contro i furbetti, contro quelli che pensano che le regole valgano solo per “gli altri”, contro quelli che se ne infischiano della convivenza civile. Occorre capire (ma soprattutto far capire a chiunque) che un atto di civiltà, oggi in Italia, è spesso (troppo spesso) visto come un atto di incredibile eroismo: non rubare, non evadere le tasse, cedere il posto ad un anziano su un mezzo pubblico, persino fermarsi alle strisce pedonali. Questi sono atti di semplice civiltà e non atti di straordinaria bontà: sono atti normali. Finché questi semplici atti di puro e basilare senso civico saranno visti dai più come qualcosa di straordinario o, peggio ancora, come qualcosa “da fessi”, allora l’Italia rimarrà sempre un paese perlopiù incivile. Lottare contro la dilagante inciviltà è un’ottima declinazione del verbo “resistere”.

Occorre resistere contro questa classe politica dirigente, contro questa Casta autoreferenziale che ha distrutto ogni singolo aspetto di questo bellissimo paese. Qualsiasi atto (che sia politico, esemplare o semplicemente morale) che faccia opposizione e resistenza nei confronti di quei partiti politici che si sono divorati l’Italia negli ultimi 20/30 anni è un atto essenziale alla rinascita di questo paese. Questa Casta è una classe politica che deve essere fatta sparire, dalla prima all’ultima faccia di questo tunnel degli orrori. E non si tratta di odio, di violenza o di rivoluzione: semplicemente di nobile senso di giustizia. “Odiare un mascalzone è cosa nobile”, non dimentichiamocelo mai. E anche “odiare un mascalzone”, quando i mascalzoni ce li abbiamo avuti (e li abbiamo tutt’ora) al governo, è un grande atto di Resistenza.

Occorre resistere contro il sentimento sempre maggiore di disaffezione e disattenzione nei confronti della politica. Coinvolgere nella discussione politica tutti, ma soprattutto gli indifferenti. L’astensionismo in Italia costituisce il primo partito. Ed è esattamente quello che vuole questa immonda classe politica: renderci disillusi, disincantati, sfiduciati e completamente disinteressati. È una classe politica che non si nutre di voti, ma silenziosi assensi. L’indifferenza, come ci insegna Gramsci “è il peso morto della storia”, l’indifferenza  “è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita”. Fate tornare i vostri amici ad interessarsi della politica, e magari anche a votare, contribuendo a seppellire questa sciagurata classe politica. Se ci riuscite, anche solo un po’, avrete fatto la vostra parte in questa nuova Resistenza.

Occorre, infine, resistere contro ogni tipo di disonestà. Che sia quella disonestà di chi ruba o di chi semplicemente lo è a livello intellettuale. La disonestà è forse la causa principale della situazione drammatica in cui è finito questo paese. Prima ancora di pretendere onestà dagli altri, dobbiamo esserlo noi stessi. Dobbiamo essere degli slogan viventi dell'onestà. Fino a quando, come dice qualcuno, l’onestà non “tornerà di moda”. Essere onesti, nel paese della disonestà, è un atto rivoluzionario. Ed è anche il modo migliore di fare Resistenza, il 25 Aprile, come ogni altro giorno.

“Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che da' scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!”

Sandro Pertini, partigiano e membro dell’assemblea Costituente.
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