lunedì 26 maggio 2014

Programmi per il futuro...


Cominciamo subito dicendo chiaramente che la tristezza è molta. Questi risultati lasciano senz’altro un triste alone di delusione su tutti noi. Non tanto per il 21% del MoVimento quanto per il 40% di Renzi: vedere che dopo 20 anni di berlusconismo ancora 11 milioni di italiani non hanno capito nulla non fa certo bene.

Ma siccome questo non vuole essere un post né di nero pessimismo, né di sciocco ottimismo coi paraocchi, vorrei porre alcune questioni oggettive, con la speranza che ci possano aiutare ad andare avanti, a testa alta, per la nostra (giusta) strada.

Il Partito Democratico si assesta al 40% con circa 11 milioni di voti, mentre il MoVimento 5 Stelle si ferma al 21% con circa sei milioni di voti: questo dato ci offre subito uno spunto di riflessione o, per meglio dire, trovare il rovescio della medaglia. E il rovescio della medaglia è: quasi sei milioni di italiani hanno votato per il MoVimento 5 Stelle. E questo non si chiama “bicchiere mezzo pieno”, ma analizzare oggettivamente quali siano i numeri. I numeri ci dicono che esiste una quantità notevole di cittadini, in Italia, che ha votato per un movimento politico che porta avanti battaglie come onestà, moralità, sostenibilità, energia pulita, gestione virtuosa delle risorse e dei rifiuti, e infine una politica vista non come una carriera ma come un servizio per il bene comune.

Quando nacque questa meravigliosa avventura, con le prime liste civiche tra il 2005 ed il 2006, mai e poi mai avrei pensato che in Italia ci fosse così tanta gente onesta. Ero fermamente convinto che in Italia fosse tutto da buttare, e che le persone oneste non facessero parte integrante e massa attiva di questo paese. Per quanto felice potessi essere dell’iniziativa di Beppe Grillo (che altro non ha fatto se non mettere insieme persone oneste volenterose di fare politica quella vera), ero assolutamente persuaso del fatto che questo non rappresentasse una vera rivoluzione. Sembrava ovvio, addirittura lampante, che questa iniziativa non fosse destinata ad altro che ad un piccolo fuoco di attivismo, ad un’opposizione di nicchia. Un’opposizione che poteva far passare qualche piccola battaglia sociale a livello locale, questo sì, ma che non sarebbe mai diventata una forza politica rilevante e determinante di questo paese.

Evidentemente mi sbagliavo. E questo mi dona grande speranza. Per il mio futuro, per quello dei miei cari, e per i miei figli non ancora nati. Senza questa certezza, non avrebbe avuto alcun senso restare a vivere in questa povera Italia. Certo, il MoVimento ancora non è riuscito a risalire ai livelli delle politiche 2013. Ma è altrettanto vero che allora si trattava, in buona parte, di un semplice voto di pancia, di protesta. Dopo un anno abbiamo avuto modo di conoscere il MoVimento, di riconoscerci in esso, o di tirarsene fuori. Il tutto “aiutato” (si fa per dire) da un’informazione da regime del terzo mondo, dalla peggior casta giornalistica umanamente concepibile: l’informazione più asservita al potere costituito di tutto il mondo occidentale ha portato avanti a meraviglia il suo compito di “cane da riporto” del potere politico-finanziario, azionando una macchina del fango senza precedenti nella storia italiana, persino quella pre-repubblicana. Allo stesso tempo, il MoVimento è stato esposto ad ogni critica e sfottò possibile da parte del governo e dai media, a causa degli errori (umani e solo in parte evitabili) commessi da Grillo e dal M5S stesso: di errori ne sono stati fatti molti, soprattutto in fase di comunicazione e soprattutto nei primi 4/5 mesi dalle elezioni politiche. Ma d’altronde, come si dice: sbagliando s’impara.

Date tutte queste circostanze appena esposte, senza dimenticare che siamo sempre lo stesso paese che ha votato B. per 20 anni, pare evidente che il MoVimento abbia realizzato una straordinaria vittoria, in quanto quasi sei milioni di italiani ora si riconoscono – in modo convinto, fermo e determinato – in una forza politica composta da cittadini onesti che in Italia nessuno avrebbe mai pensato potesse esistere. La realtà è che non solo questa forza esiste, ma che conta quasi sei milioni di persone oneste e – concedetemelo – con le palle, che vuole finalmente dare un buon futuro ai propri figli.

Per cui, che dire? La lotta va avanti, le battaglie sono state ancora poche e le sconfitte regalano nuova linfa vitale. Certo, le sconfitte ti colpiscono come proiettili, ma quando esistono le idee, dietro alle masse, non importa: “Le idee sono a prova di proiettile”.

Parlando di battaglie future, beh, una battaglia si propone immediatamente come nuova sfida, una battaglia importante e di gran peso e responsabilità: fare opposizione contro Renzi ed il renzismo. Ci aspettano lunghi anni di opposizione, più morale e culturale che politica o strategica, contro Renzi e i poteri che rappresenta. Non dimentichiamoci che gli italiani hanno votato Berlusconi per anni. E, come dimostrano i fatti odierni, morto un Berlusca se ne fa un altro. Ma proprio da qui vorrei porre un’altra domanda: cosa abbiamo visto nel tragico ventennio 1994-2014? Abbiamo visto una politica disastrosa e collusa con mafia, corruzione e malaffare, accompagnata da una non-opposizione complice e altrettanto colpevole del disastro. Possiamo affermare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che oltre il 90% del Parlamento italiano si componeva di amici e complici di Silvio Berlusconi. Dobbiamo capire che dopo 20 anni di macerie (non politiche, bensì morali) non si può ricostruire dall’oggi al domani. La situazione odierna è comunque nettamente migliorata: se andassimo al voto domani, con (presumibilmente) gli stessi numeri di queste Europee, avremmo un Parlamento composto da una maggioranza democristiana fatta di spot elettorali e aria compressa, di clientelismi e corruzione; ma, per la prima volta dopo 20 anni, avremmo un’opposizione dura, onesta, determinata nel non far passare certe porcate, che pungola costantemente il governo inducendolo – di fatto – ad un processo democratico che altrimenti sarebbe perduto e dimenticato. Immaginatevi la situazione attuale senza il M5S: oltre al 40% renziano, avremmo al posto dei pentastellati la morbida opposizione-complice di questa destra italiana degenerata; entro pochi mesi da ora avremmo una Costituzione quasi interamente riscritta dalla Moretti, dalla Bonafé, dalla Picierno, da Quagliariello, da Brunetta e da “fior fior di grandi statisti”, una Costituzione violentata dal terribile connubio a tre di Renzi, B. e Napolitano. E nessuno (dico: nessuno) potrebbe opporsi a tale scempio. Sulle ceneri della Resistenza si verrebbe a formare un'Italia formato P2 senza opposizione alcuna.

Ma per fortuna non è così: l’opposizione c’è e, per la prima volta, non è contraffatta. È opposizione viva, convinta. È un’opposizione che esiste e che resiste. La Resistenza era partita come un pugno di quattro cani sciolti, ma alla fine ha rovesciato il nazifascismo. È incredibile quante cose si possono fare quando si hanno le idee dalla nostra parte: le sconfitte appaiono meno amare, ti donano forza per reagire, ti donano strumenti per non rifare gli stessi errori. Nelle sconfitte risiede il seme che un giorno germoglierà in una magnifica vittoria. E quando questo avverrà, sarà uno spettacolo talmente bello da non avere parole per descriverlo.
UA-57431578-1