giovedì 22 maggio 2014

Vinciamo noi, ma è davvero così importante?


Ieri sera a Firenze è avvenuto un fatto davvero importante. In una delle città (ahimè) più piddine d’Italia, piazza Santissima Annunziata era piena per il comizio di Beppe Grillo. La cosa più piacevole in realtà è stata scoprire che la piazza era piena già da un bel po’, ben prima che arrivasse il comico. Miriam Amato (la candidata sindaco della mia città per il M5S), Alfonso Bonafede, Alessandro Di Battista e molti altri hanno conquistato la piazza molte ore prima dell’arrivo di Beppe Grillo. Una piazza intera, per la prima volta a Firenze, è stata riempita da una forza politica dichiaratamente avversa a quel marcio sistema di potere che si chiama Pd.

Da sottolineare, oltre al “solito” Di Battista (che ormai non sbaglia più un colpo), un notevole intervento incentrato sul tema della giustizia di Alfonso Bonafede.

Faccio solo una breve premessa: ho trovato incredibile assistere a qualcosa che mai avrei pensato, solo un anno fa. Cosa è successo? Il camper di Beppe è arrivato, con una piazza che non si è riempita 5 minuti prima, ma più di due ore prima. L’anno scorso, per le elezioni politiche, l’arrivo di Beppe Grillo avrebbe immediatamente avuto come conseguenza l’interruzione degli interventi dei candidati, per dare spazio al monologo del comico. Il che, per inciso, non è una cosa negativa: senza Grillo, il M5S non avrebbe avuto tutta quella visibilità garantita da un comico tra i più amati di sempre. Ma comunque, sarebbe stata un’ulteriore conferma di quanto ancora il MoVimento non sarebbe mai esistito senza Grillo. Ieri, invece, Beppe ha atteso nel camper, senza neanche farsi vedere, fino alla conclusione degli interventi di Bonafede e di Di Battista. E nessun grido si è levato dalla piazza, con esclamazioni tipo “Datece Peppe!!!11!!1!!1!”. Questa è una realtà inconfutabile: se a febbraio del 2013 molti hanno votato 5 Stelle per Beppe Grillo, adesso molti vanno in piazza e votano per i Di Maio, i Di Battista, i Bonafede, le Taverna e i Toninelli (solo per citarne alcuni).

È forse per questo che la Casta politica ha così tanta paura. Questi forse pensavano di far fuori (politicamente, ci mancherebbe) un semplice comico urlante, tramite una precisa e collaudata macchina del fango. Che poi Grillo e Casaleggio siano stati rivoltati come calzini senza mai trovare niente, questo però il regime si guarda bene dal renderlo pubblico. Ma ora che la baracca retta da Renzi & Co. capisce che non è un comico il loro avversario, ma un vero e proprio esercito armato di competenze e di onestà, allora scatta la paura forsennata. Chi prima diceva “Li asfaltiamo” ora abbassa il tiro con un “Anche solo un voto più dei 5 Stelle è una vittoria”; chi prima diceva “Le europee saranno un successo politico” adesso minimizza “Le europee non hanno niente a che vedere con il governo”; e infine, chi prima voleva portare avanti un progetto di riforma elettorale che garantisse il “bipolarismo” (leggi “dittatura di due partiti complici”), ora che si rende conto che il secondo partito non è più l’amico Silvio, curiosamente, abbandona la nuova legge elettorale.

Ma non è solo la Casta ad aver paura, ma tutta quella schiera di sostenitori di essa, (più o meno) complici di questo marcio sistema politico italico. Una sede 5 Stelle prende fuoco. Dei proiettili vengono spediti ad un candidato sindaco pentastellato. E infine, l’ultimo episodio: un attivista fiorentino, una persona squisita che ho il piacere di conoscere, è stato pestato durante una pacifica attività di volantinaggio, proprio vicino a casa mia. Questa è paura, signori: una paura fottuta. Che si traduce con menzogne, violenza, squadrismo. Quello vero, non quello di cui solo il povero Vauro sente la puzza.

E infine, dopo un comizio davvero epocale, che ha lasciato Firenze con molte speranze e senza bottiglie rotte, vetrine spaccate o pali divelti, il motto, ormai sentito e risentito migliaia di volte: “Vinciamo noi”. E allora mi chiedo: ma è veramente necessario? Dopo decenni di cattiva politica, dopo decenni di pessima condotta morale da parte di qualsiasi rappresentante di questa Casta, dopo che un movimento di cittadini è partito dal basso per cambiare questo paese, dopo che questo movimento senza soldi e senza lobby si è fatto carico (come giustamente sottolineato da Zupo su Micromega) della questione morale di Berlinguer, dopo che questo movimento è diventato con la sola passione e onestà la prima forza politica del paese alle scorse politiche; dopo che questo movimento ancora, semplicemente, esiste, quando qualsiasi altra forza politica sarebbe sprofondata nell’oblio a causa di una continua operazione di diffamazione da parte della macchina del fango mediatica ad uso dei partiti: davvero possiamo dire di aver bisogno di vincere? Questa è già una vittoria. L’Italia sta già cambiando perché l’azione di questa “nuova figura” (parafrasando Grillo), l’Onesto, ha già cominciato la sua lenta ma inesorabile marcia.

Concludo con un bel “In bocca al lupo!” a Miriam Amato, candidata sindaco per la mia città, Firenze. Non so se il prossimo sindaco di questa incredibile città sarà a 5 Stelle. Firenze è una realtà in cui il Pd è fin troppo inserito, in ogni meandro della pubblica amministrazione, peggio di una vera e propria mafia. Ma penso che se 4 anni fa avessi detto in giro che un giorno i “grillini” sarebbero entrati a Palazzo Vecchio, mi avrebbero (forse giustamente) preso per un pazzo. Quel giorno sta per arrivare, e di questa vittoria sono felice come italiano e come fiorentino. Buona fortuna, Miriam!


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