lunedì 7 luglio 2014

Qualcuno salga su quel tetto!!!


Leggendo l’eccellente articolo di Marco Travaglio, che in dieci punti ha analizzato tutto il “piano” delle riforme renziane, occorre fare qualche riflessione.

Per prima cosa, l’articolo di Travaglio rende più che mai evidente quello che su questo blog è stato ripetuto sino alla nausea: il piano “Sfascista” di Matteo Renzi, perfettamente allineato al piano della loggia P2, prevede il totale smantellamento dello Stato “democratico” in tutte le sue basilari fondamenta, guidato e coperto dal finto spettro della governabilità e della fattibilità riforme.

In realtà, qualsiasi persona di buon senso e buona fede capirebbe che riforme che necessitano di regolamenti antidemocratici e liberticidi affinché esse vengano attuate, non sono buone riforme. Le riforme condivise, quelle ben strutturate e logicamente attuabili per il bene comune, sono molto diverse da quelle che ha in mente il Pinocchietto di Rignano sull’Arno, e sono riforme che impiegano gli sforzi di molte forze politiche, concentrate assieme in tematiche chiave: questo è quello che succede nelle democrazie.

In Italia, invece, pare che le riforme si facciano con “l’uomo solo al comando”, con il pugno duro, con il “faccio così e chi non è d’accordo è fuori”, con pantagruelici premi di maggioranza (incostituzionali) e liste bloccate (incostituzionali pure quelle): ecco la Democrazia Secondo Matteo. O secondo Licio, a seconda dei punti di vista.

Questi sono i renziani, i personaggi (politici) più pericolosi di tutti: se non la pensi come loro, o se mostri anche solo una minima resistenza per preservare le regole fondamentali a tutela della democrazia (legge elettorale proporzionale, preferenze, Senato elettivo, etc.), allora sei un “conservatore”, sei uno che “non vuole il cambiamento”, sei “affezionato alla palude”.

Inutile dire che è l’esatto opposto: le regole fondamentali di questa democrazia vanno benissimo così come sono, salvo pochissime e lievi eccezioni; sono i politici che le hanno interpretate (e aggirate) i veri responsabili della “palude”. Sarebbe come mandare in un campo di calcio 11 pippe e stupirsi se prendono 10 gol in 90 minuti, dando la colpa alla regola del fuorigioco.

È assolutamente necessario fermare questo piano. È assolutamente necessario fermare Renzi. Quest’omuncolo sta facendo quello che B. non si era mai sognato di fare, quello che Licio Gelli ha sempre sognato di fare e quello che Mussolini fece con la legge elettorale liberticida Acerbo. Le ceneri della Seconda Repubblica e del Ventennio B. si stanno ricomponendo in un pericolosissimo piano di riforme antidemocratiche e diametralmente opposte ai principi della nostra Costituzione.

E, mentre dialogare con i renziani serve, ma soltanto a togliere loro l’alibi (come se ne servisse uno) che li avrebbe sempre costretti a parlare con il Pregiudicato B., questo piano si può fermare solo con la strenua, instancabile e ferma opposizione contro questo governo, illegittimo e bugiardo, con qualsiasi mezzo possibile.

Una dozzina di parlamentari salì sul tetto per fermare lo stupro di uno degli articoli più importanti della Costituzione e questo, unito ad un costante lavoro di opposizione parlamentare, salvò il Paese da questo grave pericolo. Forse è giunto il momento che qualcuno ci risalga, su quel tetto, prima che sia troppo tardi.
UA-57431578-1