martedì 5 agosto 2014

Il Patto del Nazareno, ovvero la loggia massonica della Repubblica delle Banane


Matteo Renzi, ammettendo pubblicamente l’esistenza di un patto scritto con Silvio Berlusconi (dunque pubblicamente ammissibile ma non pubblicabile, dato che nessuno questo contratto lo ha visto), si macchia di una vergogna (non certo la prima delle sue mille vergogne) che da sola varrebbe a far precipitare il suo governo farlocco e fantoccio nel vuoto, se solo l’Italia fosse un paese normale e non la Repubblica delle Banane che siamo diventati.

Parliamo un po’ del significato di alcune parole. Politica significa “ciò che attiene alla città” e “arte del governare la cosa pubblica”. L’Italia, fino a prova contraria, è una Repubblica: la parola Repubblicasignifica “res publica”, ossia “cosa pubblica”. Vediamo questo concetto che ritorna, dunque, in ogni forma di governo non assoggettata ad un monarca assoluto: la “cosa pubblica”. La buona politica è infatti un concetto inscindibile da quello di “cosa pubblica”: una politica trasparente e senza trucchi è prima di tutto un inconfondibile sintomo di onestà e interesse del bene comune; una politica chiusa in una stanza e barricata nelle segrete del potere è sintomo di una politica assolutamente malata e deviata.

Il Signor Renzi ne sa qualcosa di “cosa pubblica”? Sembra evidente: no. A Renzi importa ben poco di trasparenza e di onesta condotta in politica. Gli accordi che nelle democrazie normali vengono presi in ambito parlamentare sotto gli occhi di tutti e alla luce del sole, in casa Pd/Fi vengono presi in una stanza segreta al Nazareno. Ai cittadini non è dato sapere.

Con questi soggetti è perfino inutile parlare: gli streaming trasmessi degli incontri tra M5S e Pd, con Renzi che si comportava come se dovesse apparire come una star del cinema, hanno avuto solo l’utilità di distrarre l’attenzione pubblica e mediatica dai veri punti cruciali delle questioni nazionali e degli equilibri politici. Un esempio? Si è parlato (a vanvera, perlopiù) fino allo sfinimento dello streaming tra Renzi e Grillo, durato solo pochi minuti e caratterizzato da una completa chiusura al dialogo da parte di entrambi (e sottolineo, di entrambi, “Io non sono qui per chiedervi il voto di fiducia, non sono qui per fare accordi” lo disse Renzi, non Grillo), mentre non si è parlato affatto dei 7 minuti di dialogo senza streaming tra Renzi e Berlusconi: cosa si sono detti? Che accordi hanno stipulato?

L’attitudine sfacciatamente piduista e vagamente massonica del tandem Renzi/Berlusconi non è altro che l’apice di quella che è stata la politica deviata di questa sventurata Repubblica: la politica come show, quella che viene mostrata, non conta niente, se non come pura immagine; la politica che conta, invece, è quella sottobanco, quella nascosta, quella occulta. Insomma, quella politica in cui i cittadini vengono tenuti al di fuori, ossia l’esatto contrario della parola “politica” stessa, con l’aggravante che in una Repubblica (res publica) tutto dovrebbe essere fatto alla luce del sole, senza giochetti, e con la partecipazione dei cittadini.

L’arroganza e l’odioso autoritarismo di questo governo mai votato da nessuno è oltre ogni immaginazione. Sembra quasi che stiano testando il punto massimo di sopportazione degli italiani, che – ahinoi – è fin troppo alto.

Ma in una cosa ha ragione Renzi: il contenuto del Patto del Nazareno si riflette nelle riforme attuate in Parlamento. E aggiungo io: purtroppo. Il piano di riforme di Matteo Renzi, con un governo praticamente onnipotente anche se votato dal 20% dei cittadini che controlla direttamente o indirettamente tutto, dal Presidente della Repubblica che gli firma le leggi al CSM, con una riduzione quasi totale degli strumenti di democrazia diretta quali referendum e leggi di iniziativa popolare, con un Senato non elettivo costituito da lacchè del governo a cui viene regalata in modo illecito l’immunità parlamentare, sembra fin troppo chiaro che il Patto del Nazareno (e dunque il Patto con Berlusconi e l’attuazione del piano della loggia P2) è in pieno svolgimento nelle nostre sedute parlamentari. E Matteo Renzi, il dittatore dello stato libero d’Italia, ne ha il pieno controllo.
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