mercoledì 15 ottobre 2014

I Dieci Comandamenti un tanto al chilo


A Dicembre, Roberto Benigni tornerà in televisione con due puntate in prima serata sui Dieci Comandamenti. Dopo Dante, la Costituzione e l’Inno di Mameli ora tocca alla Bibbia.

La violenta discesa di un grande comico, dai fasti del passato tra i vari Cioni Mario, i recital, i film più belli, fino alla totale assimilazione al sistema, l’asservimento a questa politica e al buonismo più banale e vacuo. Ecco cosa sono stati gli ultimi anni per il Robertone nazionale. Benigni non è che l’ombra del grande comico che è stato. Adesso questa storia dei Dieci Comandamenti.

“I dieci comandamenti hanno segnato il mondo intero: sono il riassunto di tutto, sono parole vive che contengono la morale, l’etica. Hanno fatto entrare l’infinito nella vita di tutti i giorni; uno chiede un caffè dopo averli letti e diventa immortale.”

Parole vive che contengono l’etica e la morale?!? Aspetta un attimo. I Dieci Comandamenti, anche un credente (se pensante!) lo riconosce, sono solo una lista incompleta e primitiva destinata a popolazioni altrettanto primitive. I Dieci Comandamenti non sono una lista di carattere etico e morale universale, ma hanno un senso solo se contestualizzati nel loro momento storico/culturale. Ah, che bello ricordarsi Benigni quando diceva che i Dieci Comandamenti non servivano e che ne bastava uno solo: “Ama e fa’ ciò che vuoi” di Sant’Agostino. Ma il Benigni di adesso non è così, non può dire più certe cose: si è assimilato perfettamente al mondo del potere e questo mondo comprende naturalmente anche la Chiesa Cattolica.

Quindi si va in TV, dopo aver banalizzato la Costituzione in un programma apprezzabile solo per metà (scarsa) riempiendolo di luoghi comuni e inesattezze storiche e politiche, a santificare dei comandamenti che di santo hanno veramente poco. Tutto per compiacere la Chiesa Cattolica, lo Stato (finto) laico e la stupidità dell’italiano medio. Ah, e ovviamente: soprattutto per compiacere le tasche. Già, perché questa marchetta cattolica di Benigni ci costerà la bellezza di 2,5 milioni di euro. Non vanno certo tutti a Benigni, per carità, si tratta del costo complessivo del programma. Insomma, vadano dove vadano, sono soldi nostri. E, se permettete, 250 mila euro a comandamento mi sembrano un tantino troppi.

Lo sapete come vorrei rispondere a Benigni a proposito dei Dieci Comandamenti? Beh, prendo volentieri in prestito le parole di un grande comico, l’immortale George Carlin. Questo è l’unico programma sui Dieci Comandamenti che vorrei sentire in televisione. Buon ascolto, la parola a George Carlin!


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