martedì 7 ottobre 2014

The Irish Feeling /2


Dopo 2 giorni passati nella capitale, il road trip delle terre irlandesi stava per iniziare, pieno di promesse e misteri. Eravamo pronti? Potete scommetterci.

Dopo averlo sognato molte volte, il viaggio in Irlanda era lì, davanti a noi, tutto da scoprire e finalmente pronto da assaporare. Non appena prendiamo l’autostrada, vedendo le macchine provenire dalla corsia opposta, mentre altre ci sorpassavano da destra, capiamo che il viaggio è iniziato, e che quel sogno era diventato realtà.

Direzione ovest, dunque: da Dublino, affacciata sulla costa orientale dell’isola, ci dirigiamo verso la costa opposta, anzi diametralmente opposta, verso Galway. Ma non prima di aver fatto un paio di fermate.


Tullamore Dew Heritage Centre
La prima, obbligatoria per degli amanti del whiskey, è Tullamore. Tullamore Dew è uno dei migliori whiskey irlandesi, prodotto ora a Midleton, contea di Cork, ma originario di Tullamore, in cui uno dei manager originari della company, David E. Williams, gli donò il nome “DEW” derivato dalle sue iniziali. Tra parentesi, dall’anno prossimo il Tullamore non verrà distillato solo a Midleton, ma tornerà a casa nella sua “città natale”, e questa è un’ottima notizia.

Ci fermiamo al Tullamore Dew Heritage Centre, dove una guida ci porta alla scoperta della produzione di questo whiskey: esperienza davvero unica, che si conclude in bellezza con una degustazione di tre diverse qualità di Tullamore: il classico Tullamore Dew irish whiskey, l’Old Bonded Warehouse Release (46 gradi, personalmente il miglior whiskey che ho assaggiato in Irlanda, venduto solo ed unicamente all’Heritage Centre di Tullamore) e infine il Tullamore Dew 12 years Reserve. Wow: che bellezza. Se ci passate, a Tullamore, fatelo.

Seconda tappa del nostro breve coast-to-coast irlandese è Clonmacnoise, sito monastico fondato nel 545 d.c. da San Ciaran, vescovo venerato dalla Chiesa Cattolica per le sue virtù, morto molto giovane (probabilmente a 33 anni) a causa della febbre gialla.

Clonmacnoise
A Clonmacnoise si comincia a respirare quell’Irish Feeling di cui eravamo tanto alla ricerca. Verde (che più verde non si può immaginare) tutto intorno a noi. Vecchie chiese e croci celtiche di tempi ormai andati, cose che hai visto solo nei film e nelle leggende.

Il tempo era pessimo: freddo e pioggia sottile che ti entra pure nelle ossa. Ma lungi da me definire questo clima “maltempo”: è riduttivo definire la pioggia e il freddo in Irlanda con la misera parola “maltempo”. Si tratta di qualcosa di più. In qualche modo, questo clima amplificava enormemente la suggestione e la magia del luogo, ne esaltava l’aura di mistero e la sua mistica potenza visiva. Ed è così che in men che non si dica, ci troviamo sperduti sulle rive dello Shannon a passeggiare in mezzo a antichi cimiteri, chiese di pietra e quell’irreale verde bagnato dalla pioggia. Nel mezzo del nulla (perché è bene sottolineare che in Irlanda il senso di libertà e di isolamento sono sempre inimmaginabili) vaghiamo in un posto che se non è il Paradiso, poco ci manca.

Dopo un’ora trascorsa in questo umido e freddo Paradiso fuori dal mondo, stiamo per andarcene, quando, improvvisamente e fuori da ogni possibile immaginazione, spunta fuori il sole. E allora daccapo: decidiamo di fare un'ultima volta il giro del sito monastico. La meraviglia e la commozione allora prendono il sopravvento, perché l’emozione è tanto grande da non poter essere contenuta.


Con il cuore ancora a Clonmacnoise e gli occhi piantati sulla verde campagna soleggiata dell’Offaly, ci rimettiamo in marcia verso Galway. Dopo un coast-to-coast che già così poteva essere abbastanza, arriviamo finalmente davanti all’Oceano.

Il centro di Galway
Galway è una piccola cittadina vivace e allegra. Credo di poter affermare con certezza che si tratta della città più festosa (e festaiola) che abbiamo avuto il piacere di incontrare durante il nostro viaggio. Perché se da una parte l’Irish Feeling si manifesta con le meraviglie naturali di questo paese, dall’altro esplode con la voglia di queste persone di fare festa, di bere, di cantare, di divertirsi. E' impressionante notare la quantità di pub presenti nel centro di Galway, e da ognuno di essi fuoriesce musica tradizionale, rock, world music, folk, blues, jazz… a qualsiasi orario! Un po’ come Temple Bar a Dublino...ma molto più autentico! E molti più pub, e molta più musica… insomma: da veri irlandesi!

Ma il viaggio doveva continuare: la mattina dopo ci aspettavano le spettacolari scogliere della costa occidentale d'Irlanda, in tutta la loro potenza. Dopo un’ottima seatrout con patate e qualche pinta di birra, cadiamo in un sonno profondo e rigenerante, cullati dal golfo di Galway e dal cielo d’Irlanda.
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