venerdì 10 ottobre 2014

The Irish Feeling /5


Killarney è un gioiellino: un piccolo paese nella contea di Kerry che costituisce un punto ideale in cui fermarsi per esplorare le bellissime penisole di Dingle, Kerry e Beara. Lo è prima di tutto per la posizione strategica, praticamente equidistante dalle tre penisole. E lo è anche come tipo di paese: allegro, concentrato in un centro relativamente piccolo, giusto equilibrio tra divertimento e quiete.

È da lì che partiamo per una giornata con oltre 350 km di macchina che, a mio avviso, include alcune delle più belle strade d’Irlanda.

La vista delle Blasket Islands, penisola di Dingle

Si comincia con lo Slea Head Drive, la strada panoramica che da Dingle fa il giro dell’omonima penisola, passando appunto per Slea Head, il punto più occidentale d’Europa. Arrivare percorrendo una strada spettacolare, fermarsi vicini a Slea Head per lasciare l’auto in una piazzola e incamminarsi verso la “punta” più estrema d’Irlanda non ha prezzo. Ci avviciniamo sempre di più alla “punta” e, quando ci arriviamo, è difficile trattenere l’emozione. Provi ad abbracciare tutto l’oceano e ti accorgi che le tue braccia non ti bastano. Arrivare sulla cima di una roccia, dal punto più alto della “punta” e ammirare il paesaggio, allargare le braccia e lasciare che il vento diventi parte integrante di te stesso, respirare a pieni polmoni l’aria salata dell’Oceano e sentirsi un tutt’uno con la natura circostante: queste sono le emozioni che solo l’Irlanda può regalare, solo viaggiando nelle tre penisole del sud-ovest irlandese.

Slea Head, penisola di Dingle
Ci fermiamo poi per pranzo a Dingle, dove ci gustiamo un Fish & Chips da 10 e lode, con platessa appena pescata e patate tagliate a mano e buttate a friggere sul momento. Si chiude con una torta al whiskey che quantomeno ti dà la giusta carica per ripartire.

Panoramica tipica del Ring of Kerry
Ci addentriamo adesso in quella che forse è la strada panoramica più famosa d’Irlanda: il Ring of Kerry. Si tratta di un vero e proprio “anello” che tocca i punti più panoramici della costa del Kerry. Tuttavia, la prima parte, quella più a nord, è bella; ma è la seconda parte, quella che da Cahersiveen passa da Portmagee e finisce a Kenmare, quella che davvero ti lascia senza fiato.

Vicino a Portmagee è possibile fermarsi ad ammirare le Cliffs of Kerry, con una vista eccezionale sull’oceano e sulle Skellig Islands. Da lì in poi è un susseguirsi di punti panoramici a perdita d’occhio, di montagne verdi e rocciose che si intervallano, laghi sull’interno e scogliere a picco sull’esterno, spiagge bianche e villaggi tipici. L’unico rimpianto è che il Kerry merita molto di più di un pomeriggio: tornarci in un (breve) futuro è dunque obbligatorio.

Cliffs of Kerry, penisola di Kerry
La penisola del Beara è invece quell’Irlanda selvaggia e sperduta che è rimasta fuori dal mondo, quell’Irlanda che speravi di trovare durante il viaggio. Il “capoluogo” della Beara Peninsula è Castletown, appena più di un piccolo villaggio. Non esistono strade statali o autostrade in questa penisola, solo piccole strade di montagna e passi, strette quasi da non scambiarsi con chi viaggia in senso contrario.  Queste strade sono come incastonate nelle rocce e costituiscono un giro panoramico senza precedenti nel nostro viaggio irlandese. Ci fermiamo a dormire a Allihies, un paese di poco più di una decina di case e due pub. Perché in Irlanda sul pub non si transige, piuttosto manca la chiesa, ma il pub no: quello non manca mai, anche se si tratta di un villaggio di cento anime. Irene, la proprietaria del piccolo B&B, ci indica dove andare a mangiare un fantastico salmone con purè accompagnato da una scura pinta di Murphy’s. Il sole intanto cala a picco nell’Oceano ed è davvero mozzafiato.

Allihies è proprio quell’Irlanda che hai sempre sognato. Fuori dal mondo, dal tempo, isolata da tutto e da tutti. Gli abitanti del posto (appena 650 persone) quasi neanche li capisci, quando parlano. Il loro dialetto è delizioso e incomprensibile al tempo stesso. Allihies è una chicca con vista sull’oceano, una fiaba da raccontare, un sogno da cui non volersi svegliare. Una perla racchiusa da rocce e verdi prati, pascoli che vanno liberi (anche per le strade!) e l'azzurro e profondo oceano. Allihies è l’Irlanda, nella sua concezione più completa e sognante. È il luogo dove il viandante si ferma per passare una notte prima di rimettersi in cammino, per poi scoprire che quel posto gli è rimasto nel cuore e non se ne andrà più via.

Dursey Island
La mattina seguente proseguiamo verso la punta più estrema della penisola di Beara, dove la terraferma incontra Dursey Island. Dursey Island è una piccola isola (lunga 6,5 km e larga 1,5 km) raggiungibile solo con una funicolare, l’unica funicolare di tutta l’Irlanda, perché la navigazione è resa quasi impossibile dalle correnti e dagli scogli a pelo d’acqua. Abitata da 50 persone (dato del 2008) conserva quel fascino di natura incontaminata e di paradiso fuori dal mondo che ormai sembra non essere più possibile. Se avevamo avuto l’impressione di stare fuori dal mondo alle isole Aran (e non ci sbagliavamo) qui la cosa è ancora più netta, ancora più marcata. Sei davvero fuori dal mondo. Su Dursey Island sai che l’unico mezzo per entrare o uscire dall’isola è una funicolare usata anche per spostare il bestiame. Su Dursey Island incontri più pecore e mucche che esseri umani. Non esistono bar, ristoranti, pub, centri abitati, niente del genere. Le poche case che si trovano sull’isola sono sparse qua e là lungo la superficie. Le risorse principali (le uniche) sono agricoltura e allevamento. Il silenzio che pervade quest’isola è qualcosa di mai provato prima: ti pervade fino al punto in cui anche il più piccolo rumore, magari proveniente dal belare di una pecora o dalle onde dell’oceano, ti sembra amplificato e reso magnifico da quel contesto.

La ciliegina sulla torta è stata tornare sulla terraferma per notare il barroccino appena aperto che serviva Fish & Chips espresso, che ci siamo gustati seduti sul verde prato con di fronte l’oceano e ammirando Dursey Island, un luogo magico e incantato che esiste solo nella nostra immaginazione. Oppure in Irlanda. Beh, le due cose stavano diventando fin troppo simili, a quel punto del viaggio. Perché l’Irlanda è un sogno, e ne avevamo ogni giorno una conferma.
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