domenica 12 ottobre 2014

The Irish Feeling /7 "Final Chapter"


La mattina della partenza dall'aeroporto di Dublino, dopo un viaggio di 9 giorni in giro per il Sud dell’Irlanda, mi ha fatto provare emozioni contrastanti. La voglia di tornare a casa da una parte, perché anche un amante del viaggio come me sente il bisogno di tornare a casa per rivedere le persone che ama (una meravigliosa futura sposina mi aspettava, e non potevo certo pensare ad altro…!), ma dall’altra c’erano varie emozioni che vanno dalla nostalgia dei luoghi meravigliosi che avevamo avuto la fortuna di visitare, la consapevolezza che lo stupore provato nell’ammirare le terre irlandesi non sarebbe più tornato se non con un altro viaggio in Irlanda, fino al chiedersi e al domandarsi come sia stato possibile realizzare finalmente questo sogno, il viaggio che desideravo da anni, con dei veri amici e nel modo migliore possibile.

Perché è di questo che si è trattato: il viaggio di una vita. Quello che aspetti di fare da una vita e che ti porterai dentro per il resto della vita. Quello che ti influenzerà e influenzerà ogni tua esperienza finché ne avrai memoria.

Mi ero sempre sognato l’Irlanda come una terra magica, mistica, misteriosa e ipnotica, con paesaggi maestosi e incontaminati, con una natura selvaggia ma non ostile, con persone solari e festose, capace di regalare emozioni forti e commoventi. Ho trovato tutto questo in Irlanda, e molto di più. Perché io me la immaginavo bella, molto bella, ma non così tanto.

Dalla bella capitale a misura d’uomo, Dublino, cosparsa da quell’odore di malto d’orzo tostato che proviene dal suo cuore meccanico, la fabbrica della Guinness, fino ad arrivare alle alte scogliere a picco sull’oceano, la natura che ti commuove e che ti spazza via con il potente vento irlandese, agli spiriti delle divinità pagane che aleggiano attorno alle croci celtiche dei cimiteri e alle rovine preistoriche di Dún Aonghasa: in Irlanda, tutto sembra comunicarti qualcosa, con un linguaggio più diretto e schietto di qualsiasi altro linguaggio. È il linguaggio di una terra meravigliosa che ti porta in dono tutte le sue bellezze, regalandoti un’esperienza unica, e che rimarrà con te ogni volta che ci ripenserai. Anche da casa, a migliaia di chilometri di distanza, il solo pensiero di uno scorcio tra le rocce da cui si intravede il sole a picco sull’oceano, il solo pensiero di quel verde così verde da ubriacarti, il solo pensiero di quelle scogliere alte 200 metri sull’oceano selvaggio e profondo: tutti questi pensieri ti faranno rivivere quelle emozioni che l’Irlanda ti ha regalato, con una vividezza davvero stupefacente.

Buoni propositi per il futuro: tornare in Irlanda. Tante volte. Sicuramente una volta per fare il viaggio “opposto” a quello che abbiamo fatto quest’anno, e cioè le coste del Nord dell’Irlanda, tutte le coste da Dublino a Galway passando per Belfast e la Giants Causeway. E poi molte, moltissime altre volte, per esplorare in modo più dettagliato le singole zone. Come si fa a non tornare nel Kerry, per godere di ogni singola bellezza presente lungo il Ring che segna il giro completo della penisola. Oppure la penisola di Dingle o quella del Beara. E perché non l’entroterra allora, che promette di essere altrettanto bello.

Insomma, il “mal d’Irlanda” si fa già sentire ad appena un mese di distanza dal rientro in Italia, e sarà sempre così, finché non verrà appagato nuovamente con nuovi viaggi e avventure irlandesi.

L’Irlanda ti strappa via il cuore e te lo rende sotto forma di qualcosa di più bello, di più completo, di più saggio. È questo che i 1500 chilometri percorsi in giro per l’Irlanda mi hanno fatto, e ringrazio questa terra meravigliosa per tutto quanto. E spero, almeno in piccola parte, di aver regalato anche solo un pizzico di queste emozioni a chi ha seguito questo viaggio tramite il blog.

Viva l’Irlanda!


I nostri 1500 chilometri d'Irlanda.

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