domenica 5 ottobre 2014

Tu chiamalo, se vuoi, “populismo”…


In uno dei momenti più drammatici dell’Italia degli ultimi decenni, in una condizione di crisi democratica sconosciuta persino al ventennio berlusconiano, con la svendita della democrazia e delle istituzioni democratiche al soldo di un Pinocchietto da due soldi e la sua cricca di privilegiati, sembra che ancora qualcuno abbia voglia di scherzare.

A chi mi riferisco? A tutti i cosiddetti “colti”, i cosiddetti “accademici”, i sedicenti “saggi” che sprofondano nel loro misero e finto perbenismo celando l’intenzione di sostenere questo marcio status quo che ha permesso ad una Casta immorale e inaccettabile di continuare a vivere sulle spalle degli italiani.

Vi faccio un esempio. Ogni volta che Il Fatto Quotidiano, ormai unico giornale a riportare dei “fatti” e non delle imbecillità, pubblica articoli come questo o come questo, denunciando gli ignobili costi di questa Casta infame, se ne esce puntualmente fuori l’intellettualoide della situazione con la questione del “populismo”: ma quanto siete populisti, ma quanta demagogia, ma non è così che si risolvono i problemi dell’Italia, ma non capite che con il “tutti a casa!” non si combina niente, etc…

Lasciate che vi ponga una domanda: chi lo ha mai detto, ma soprattutto dimostrato, che con il “tutti a casa!” e con questo (cosiddetto) populismo non si risolva niente? Da quando in qua un popolo che si incazza per gli sprechi di una classe politica immorale, per la mancanza di ricambio generazionale della classe politica, per la delegazione di una cricca di privilegiati che tutto è tranne che “democrazia”, da quando in qua questa sarebbe una cosa sbagliata? Per quale motivo va (erroneamente, peraltro) etichettata come “populismo” una sana spinta popolare democratica carica di giustizia sociale? Da quando in qua è una cosa sbagliata, mi sono per caso perso una riunione? Ve lo dico io cosa è sbagliato: è sbagliato tollerare silenziosamente, ammettere con riserva, o addirittura difendere questa classe politica. E non datemi del qualunquista: riconoscere i mascalzoni è semplicissimo e odiarli è cosa giusta. E si dà il caso che i mascalzoni siano quei politici che si sono divorati il Parlamento ed il Paese negli ultimi 20 anni, tutti, da destra a sinistra. E riconoscere che destra e sinistra siano sempre state d’accordo, sottobanco, con un immorale inciucio fatto di interessi e privilegi, non è complottismo: è prendere contatto con la realtà.

Mi fanno ridere tutti quegli stupidi che sbeffeggiano certi modi di dire come “Sveglia!!!!” o “La gente vuole giustizia”, trasformandoli in “Sveglia!!1!!!1!” o “La gggente”. Nel gridare di svegliarsi e di restituire la democrazia nelle mani di un popolo non è mai stato niente di “complottista”, di “ignorante”, di “populista”: è quanto di più sano possa esistere oggigiorno in questo disgraziato paese.

Esiste un’unica forza politica in grado di fermare tutto ciò, e li hanno sbeffeggiati, chiamati “grillini”, “populisti”, “inconsapevolmente fascisti” e “caproni”. L’Italia è in guerra, siamo noi contro loro: puro e semplice. E se questo lo chiamate populista, beh, allora sono fiero di esserlo.

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