lunedì 1 dicembre 2014

Invenzioni di una mente cattolica: il “cassacandelabro”


A Bergamo, il rettore del santuario di Caravaggio ha avuto un’idea geniale. La sua divina inventiva cattolica ha escogitato questo nuovo modello di candelabro-bancomat, in cui anziché mettere le monetine per accendere la candela di turno, si sarebbe dovuto adoperare una carta di credito.

L’idea del geniaccio, tale Don Gino Assensi, ha avuto vita breve, creando polemiche e risentimenti che hanno costretto il novello Da Vinci a ritirare anzitempo la sua creazione. Vuoi per la stramba novità, sicuramente difficile da digerire per un popolo conservatore come quello degli osservanti pii cattolici, vuoi per le strane tariffe che si aggiravano sul celestiale touch screen: scorrendo si potevano infatti trovare cifre che oscillavano tra i 10 euro per far dire una messa in suffragio e i 420 euro (!!!) per un intero mese di celebrazione. Una sorta di abbonamento formato biblico.

Ora, se da una parte tutto questo disturba, anzi deve disturbare, una persona ragionevole e di buon senso (con tutte le entrate che ha la Chiesa cattolica, pure questa?) da un’altra parte mi viene da dire: perché no? Perché non bandire totalmente la raccolta di contanti nelle chiese? Perché non obbligare anche la Chiesa cattolica sin dalle piccole parrocchie a pagare le tasse che puntualmente evade? Se non è possibile far sì che la gente smetta di donare tali cifre (meno male che c’è la crisi!) ad un’istituzione già abbastanza ricca e benestante così “a cuor leggero” (in definitiva se non è possibile precludere a degli imbecilli la possibilità di buttare denaro per un’associazione a delinquere), almeno facciamo in modo che su questi soldi ci si paghi le tasse!

In realtà, la storia del “cassacandelabro” che, quando l’ho letta, speravo fosse Lercio e invece era la verità, è ridicola. Lo è perché mette in risalto quanto sia ridicolo il “chiedere i soldi” da parte della Chiesa cattolica.

Fa del bene? Può darsi. Ma mai tanto da giustificare il male che ha fatto nei secoli e quello che continua a fare adesso.
Ne ha bisogno? Ma quando mai: se esiste al mondo uno Stato che non ha bisogno di aiuti economici, ahimè, quello è proprio il Vaticano.
Perché ci credono? Non diciamo sciocchezze, Dio è onnipotente, non ha certo bisogno di soldi: casomai è l'uomo (avido e ladro) ad averne bisogno.
È “legale”? Ancora meno: su questi soldi la cara Madre Chiesa non paga un cazzo di niente di tasse e poi pontifica pure tramite il “povero” Francesco sul “valore della povertà”, sull’”arte della sobrietà”.

La Chiesa cattolica che chiede soldi è la più bizzarra barzelletta che si possa raccontare. Ne volete sapere una ancora più ganza? Vi racconterò quella degli imbecilli che gli regalano i propri soldi di spontanea volontà, ma, vi prego, non mettetevi a ridere.
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