martedì 13 gennaio 2015

Il Senato di cartapesta di Matthew Mr. Renzie


Della serie “Tutte le balle di Matteo Renzi”, presto sui grandi schermi “Il dimezzamento del numero dei parlamentari”. Promesso da Renzi addirittura dalle primarie Pd del 2012, “dimezzare i parlamentari” non sembra più tanto una priorità per il pinocchietto di Rignano sull’Arno.

La proposta di dimezzamento del numero dei parlamentari è stata avanzata dal MoVimento 5 Stelle e, se la logica ancora significa qualcosa per il premier Mr Bean, dovrebbe essere accolta a pieni voti dal Pd renziano. E invece no, respinta. Io non avevo dubbi, questo è chiaro: da un bugiardo seriale, un usurpatore di poteri, un vile parolaio, un misero servo della Casta come Matteo Renzi cosa mai ci si può aspettare? Quello che mi chiedo io, invece, è cosa frulla nella zucca dei tanti renzini lobotomizzati che circolano per il Paese: possibile che nessuno si senta preso per il culo?

Purtroppo, il rispetto delle promesse e della parola data, così come l’onestà che richiede il fare quello che si era detto, sono attributi che il politico italico ha perso già da molto tempo. Non esiste più indignazione, non esiste più rammarico, non esiste più niente: ormai ogni balla conclamata, ogni presa per i fondelli degli elettori, ogni schiaffo alla cittadinanza è tacitamente accettato e sostenuto, prima di tutto proprio dagli stessi elettori di chi mente e rovina il Paese. Renzi, in questo ultimo caso, ne è il più chiaro degli esempi.

E mentre penso agli elettori di Renzi, chiedendomi come sia possibile che anche solo una piccola parte agisca realmente in “buona fede”, il mio pensiero va a questo disgraziato Paese, e alle mani in cui si è affidato. Le mani di un piccolo dittatore che, dimenticata volutamente ogni promessa fatta in campagna elettorale (di elezioni mai avvenute, peraltro!) di proposte per il rinnovamento del Paese, si occupa a tempo pieno alla conservazione dei poteri di questa immorale e indegna classe politica dirigente. Il “nuovo” Senato di Renzi ne è un chiaro esempio. Piuttosto che la drastica riduzione di un numero spropositato di parlamentari, sia alla Camera che al Senato, Renzi preferisce mantenere una Camera dei Deputati affollatissima, perlopiù nominata dalle segreterie di partito, ed un Senato non elettivo espressione dei poteri locali peggiori. Per capire realmente in che mani siamo, è sufficiente ascoltare questo intervento in aula di Alessandro Di Battista, che in 47 secondi vi farà capire più di chiunque altro come stanno veramente le cose.



Un Senato di cartapesta, composto da vili tirapiedi governativi: ecco l’idea di Senato che ha in mente Matteo Renzi. Un Senato contrario a qualsiasi principio democratico. Un Senato lontano anni luce dall’idea stessa di una “democrazia parlamentare”.

Renzi sta portando a compimento un disegno ben peggiore di quello che temevamo con Berlusconi. Perché Renzi non solo ne è la perfetta continuazione, ma una più marcata – e più sfacciata – autoritaria degenerazione.
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