martedì 3 febbraio 2015

Buon lavoro Presidente!


Sergio Mattarella. La prima considerazione, la più ovvia: poteva andare peggio. Molto peggio. La possibilità concreta che il Partito Unico del Nazareno potesse eleggere un Giuliano Amato era raccapricciante. Credo che solo Amato avrebbe potuto essere un Presidente della Repubblica peggiore di quanto fosse stato Napolitano – e qui ho detto tutto, essendo stato Napolitano di gran lunga il peggiore nella nostra storia.

Certo, non cambierà molto. Come ha sottolineato perfettamente il deputato Riccardo Nuti (M5S):
“Quindi il Parlamento del Paese più corrotto d'Europa, con partiti fondati da mafiosi, con corrotti e corruttori e ladri vari ha eletto con ampia maggioranza dei voti un Presidente della Repubblica meraviglioso. Giusto?”
Giustissimo. Non possiamo permetterci di pensare che i partiti della rovina di questo paese si siano messi d’accordo per votare un Presidente che sarà poi contrario alle scellerate politiche intraprese. È da ingenui e da sciocchi. E poi è un democristiano, se ancora qualcuno avesse qualche dubbio sulla natura politica di Renzi.

Tuttavia, come ho già detto, Mattarella non è una scelta pessima e ci poteva decisamente andare peggio. Cosa fare dunque? Beh, è semplice: aspettarlo al varco. Lo vedremo, molto presto, non in via teorica, ma all’atto pratico. All’atto di quelle firme che Napolitano, senza batter ciglio, apportava ad alcune delle leggi più ignobili che questo paese ha mai avuto.

Per esempio, sarà estremamente interessante vedere cosa succederà con l’Italicum. La legge elettorale liberticida di Renzi e Berlusconi è, sulla carta, incostituzionale come se non più del Porcellum. Il premio di maggioranza assolutamente eccessivo, presente nel Porcellum e riproposto con decisione nell’Italicum, è stato uno dei motivi che hanno portato la Corte a bocciare la legge elettorale firmata Calderoli & Co; allo stesso modo, l’abolizione delle preferenze, caratteristica del Porcellum così come nella quasi totalità dei casi nell’Italicum, fu una motivazione sufficiente per rispedire al mittente la legge-porcata. La Consulta suggerì inoltre di utilizzare una legge elettorale squisitamente proporzionale per permettere al Parlamento di mantenere la propria legittimità. Se le camere fossero state sciolte da Napolitano, il giorno in cui la Consulta spazzò via il Porcellum, sarebbe con un proporzionale puro che saremmo andati a votare. E, nota bene, il proporzionale puro è l’unico sistema elettorale suggerito dalla Costituzione: “Il voto è eguale”, cioè il mio e il tuo voto valgono 1, non è che il tuo vale di più per qualche strampalato premio di maggioranza.

Chi c’era nella Consulta, che con il proprio voto contribuì alla cancellazione del Porcellum? Proprio Sergio Mattarella. Per cui, se Mattarella dovesse firmare senza batter ciglio l’Italicum di Renzi & B. contenente gli stessi criteri che lo hanno portato a dichiararlo incostituzionale, ci troveremmo davanti ad un paradosso di proporzioni ciclopiche.

Quella sarà la prima e la più clamorosa occasione che avrà Mattarella per dare una dimostrazione forte. Dovrà dimostrare di aver conservato i princìpi costituzionali che lo portarono (giustamente!) a bocciare il Porcellum. In pratica, dovrà dimostrare subito di che pasta è fatto: Presidente della Casta come Napolitano, o Presidente di tutti i cittadini e garante della Costituzione?

E allora buon lavoro, Presidente Mattarella.
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