domenica 1 marzo 2015

TFR in busta paga da Marzo: attenzione alla fregatura renziana


Da Marzo, con 3 mesi di ritardo rispetto a quanto “sbandierato” da Matteo Renzi, alcune fasce di lavoratori dipendenti potranno scegliere di ricevere il TFR in busta paga, sotto forma di un “bonus mensile” che potrebbe partire dai 70 euro mensili nei casi di redditi particolarmente bassi.

La fregatura, ovviamente, è dietro l’angolo. Come nella più tipica tradizione renziana, è puro spot, pura propaganda, semplicemente aria fritta. Come con gli 80 euro: quelli te li hanno già ripresi da altre parti (controllate la vostra busta paga di dicembre e confrontatela con quella dell’anno precedente), mentre nel caso del TFR la questione è molto più pericolosa. Più subdola.

Tanto per cominciare: non dimentichiamoci che il TFR, per dirla in modo sbrigativo, sono soldi nostri. Non è nessun regalo, nessun bonus, nessun aumento, nessuna concessione che il governo ci sta facendo. È solo prendere i nostri soldi (soldi che ci spettano) e darceli oggi anziché domani. Un giochetto di prestigio neanche troppo ben congegnato. E mentre ad una prima impressione potrebbe fare “gola” avere questi soldi subito, mese dopo mese, anziché tutti in liquidazione, basta rifletterci un momento per capire quanto sia stupido: la liquidazione è fondamentale; perché sono soldi che ti spettano nel momento in cui potresti essere rimasto senza un lavoro, oppure perché dal giorno dopo sarai in pensione, e non saprai a quanto ammonterà (e se ammonterà a qualcosa) quella misera pensione che ti spetta.

Avere i soldi “subito” è una coperta corta. Pensateci bene se dovrete scegliere, a Marzo, cosa fare col vostro TFR.

Ma l’aspetto più grave di tutta la faccenda sta nel fatto che questo “trucchetto di prestigio” del governo Renzi è pericolosamente rischioso per le nostre finanze.

Questi soldi verranno tassati maggiormente. Anziché essere sottoposti ad una tassazione privilegiata come trattamento di fine rapporto, scattano l’aliquota ordinaria Irpef e le addizioni locali. La tassazione salirà, in poche parole, dal 23/25% (a seconda del proprio reddito) fino a punte comprese tra il 27% ed il 38%.

Occorre inoltre stare molto attenti a questa decisione, anche perché potrebbe intaccare la propria fascia Isee: sale il reddito, sale la fascia. Dunque si rischia di perdere diritto a varie agevolazione come detrazioni fiscali e assegni familiari.

Senza contare che questo “aumento” dovuto al TFR in busta paga, andando ad ingrossare il reddito a fine anno, potrebbe incidere o addirittura annullare completamente il “famigerato” bonus renziano degli 80 euro! E poi come farà la Picierno a fare la spesa per due settimane?!?

Insomma, chi avrà la possibilità di fare questa scelta, ci pensi molto bene.

Senza contare che qui stiamo toccando un punto davvero basso, almeno dal punto di vista strettamente politico. Intendo dire che qui, anziché cercare davvero di aiutare i lavoratori in difficoltà con mezzi incisivi e sostanziali (parlo di stipendio minimo garantito, agevolazioni fiscali, reddito di cittadinanza, etc.) si ricorre semplicemente a sbattervi i vostri soldi in faccia mese dopo mese, ma sempre di soldi vostri si tratta. Nessuno vi sta regalando niente. E l’idea stessa di un pinocchietto capo del governo che “fa l’eroe” per “dare sostegno ai lavoratori dipendenti”, “rilanciando i consumi”, ma che in realtà altro non sta facendo che darvi i soldi che già vi spettano, è un’idea che mi procura il voltastomaco.

Come ha perfettamente sintetizzato Marco Travaglio: “Ma come? Vi do i vostri soldi, ve li tasso di più, e voi, neanche mi ringraziate?!?
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