martedì 3 marzo 2015

Vincenzo De Luca e l’infinita maturità del popolo piddino


La vittoria alle primarie per l’elezione del candidato Pd alle regionali in Campania da parte del pluri-indagato Vincenzo De Luca rende evidente quanto il Pd di oggi sia divenuto un po’ come Forza Italia di ieri. Anzi, molto peggio.

Vincenzo De Luca, nella sua gloriosa carriera, è stato sindaco di Salerno per la bellezza di 22 anni. Venne eletto sindaco, per intendersi, appena dopo che il comune di Salerno (di cui copriva la carica di vice-sindaco) venne sciolto per Mafia a seguito di Tangentopoli.

Durante tutti questi anni, De Luca ha trovato persino il tempo di fare molte altre cose. Come se amministrare Salerno non fosse già un compito abbastanza impegnativo. Tra le altre cose, ad esempio, ha collezionato numerosi doppi incarichi: deputato alla Camera tra il 2001 ed il 2008 (il decimo deputato più assenteista delle due legislature!), Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Letta, etc.

Non sono mancate anche le condanne e gli avvisi di garanzia. Da questo punto di vista, De Luca si è sempre impegnato molto. Scandalo Crescent, reato di sversamento illegale di rifiuti (prescritto, ma i rifiuti intanto causarono un enorme incendio a Ostaglio nel 2001), scandalo “Stipendi d’oro” al comune di Salerno, vari processi per truffa, truffa aggravata, falso, corruzione, concussione e associazione a delinquere, nonché condanna per diffamazione aggravata nei confronti del giornalista Marco Travaglio.

Per non parlare di quella volta in cui voleva denunciare Padre Alex Zanotelli per procurato allarme. Padre Alex stava solo facendo una campagna d’informazione sui problemi causati dall’inquinamento.

Curiosa fu anche la questione legata al suo appoggio alla candidatura di sindaco di Pompei (dico: sarà importante la carica di sindaco di Pompei?!?) in favore di Lo Sapio, dirigente piddino campano condannato in primo grado per abuso d’ufficio.

E allora l’imbarazzo e il voltastomaco che provo ogni volta che inciampo nel canale Youtube di questo sinistro personaggio? Provare per credere.

Insomma, scene come queste, fino a non troppi anni fa, erano una quasi totale esclusiva di Forza Italia. Non che queste cose non succedessero a “sinistra”, per carità: ma sicuramente questo era un genere di personaggio che ti saresti aspettato più dall’area dei replicanti berlusconiani che da altrove. Come sottolineavo già su questo blog ai tempi dell’appoggio dello stesso De Luca nei confronti del candidato sindaco condannato di Pompei, ormai non ci sono più differenze. Destra e sinistra sono solo due terminologie arcaiche e sbiadite in questo paese. Quando si tratta di soldi, di interessi e di poltrone, sono tutti assolutamente uguali. Specialmente tra Pd e Forza Italia. E specialmente da quando a capo del Pd (e, ahimè, del governo) è salito un certo Matteo Renzi.

Matteo Renzi, di cui De Luca (il nuovo che avanza!) è (ovvio!) convinto sostenitore, si è già spinto fino a punti a cui Berlusconi non era mai arrivato, neanche in 20 anni. La distruzione delle istituzioni democratiche (Senato di cartapesta, legge elettorale liberticida, etc.), le truffe nei confronti dei lavoratori (il bonus fasullo degli 80 euro ritagliato da altre tasse e imposte saggiamente aumentate, il TFR in busta paga tassato il doppio, etc.), senza contare la spavalda e irreprensibile capacità di sparare balle colossali in diretta tv: tutte queste caratteristiche e molte altre rendono Renzi (e di conseguenza il Pd e il proprio elettorato) degni figli del berlusconismo.

È proprio con il suo elettorato, infatti, che il Pd di Renzi sta massacrando questo Paese. È il suo elettorato che legittima ogni singola porcata commessa da questo governo. Con De Luca, condannato e incompatibile alla carica di sindaco dunque “promosso” a candidato governatore, ne avremo un più che lampante esempio. Un esempio chiarissimo di quanto sia immaturo e caprone il popolo piddino.

Se il popolo piddino rifiutasse una classe politica fatta di avanzi di galera, come quella rappresentata degnamente da Vincenzo De Luca e la sua cricca, ci troveremmo davanti ad un elettorato “normale”. Al contrario, vedrete quanti piddini andranno a votare per Vincenzo De Luca in Campania. E non ditemi che sono tutti collusi con la Mafia. Certo, il voto di scambio è di fondamentale importanza, anche in questo caso. Ma il dramma di fondo è la totale immaturità dell’elettorato piddino. Che andrà, ancora una volta, a votare per il peggiore, solo perché imposto dalla dirigenza corrotta di un partito ignobile.

E allora, per quanto mi riguarda, continuerò a non chiamarli mai più “piddini”, come ho fin troppo gentilmente fatto per tutto questo post, ma più semplicemente e in modo più pertinente, “Pdioti”.
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