martedì 5 luglio 2016

Tour fotografico al lago di Bolsena e dintorni


Unire il viaggio alla fotografia è sempre una bella esperienza, specialmente se ci mettiamo dentro qualche sosta “gastronomica” per assaporare le specialità del nostro Paese.

È quello che mi è capitato di fare grazie ad un’iniziativa del mio corso di fotografia, il tutto tra il Lazio e l’Umbria, intorno alla regione del lago di Bolsena, lo scorso Aprile.

Il nostro viaggio è cominciato la mattina nei pressi di Bomarzo. Purtroppo non siamo riusciti per ragioni di tempo ad entrare nel Parco dei Mostri, cosa che comunque mi riprometto di fare a breve. Ci addentriamo in una strada sterrata che ci conduce all’interno dell’area protetta di Monte Casoli. Tralasciando l’anonima chiesetta abbandonata in cima al sentiero, la parte notevole dell’area protetta è costituita dalle rovine delle grotte scavate dagli etruschi all’interno del dorso della montagna. Una sorta di canyon d’alta quota in cui queste grotte sono letteralmente ricavate dalla montagna. In alcune troviamo addirittura delle “buchette” scavate nella pietra che probabilmente servivano come “scaffali” per raccogliere oggetti. Corpose ragnatele regnano sovrane nelle grotte ancora intatte, alcune di queste costituite addirittura da più stanze. Ma la vera bellezza sta nei sentieri che si percorrono per visitare queste grotte, un dedalo di antichi solchi totalmente all’ombra dell’esteso bosco di Monte Casoli.









La seconda fermata è la Torre di Chia. Situata nel comune di Soriano nel Cimino, questo luogo era particolarmente amato da Pasolini, il quale tentò di acquistarla già dal 1964, acquisto che poi avvenne nel 1970. Se ne era innamorato durante le riprese del Vangelo secondo Matteo. Dopo il 1970, la fece restaurare e vi passò anche diversi mesi durante gli ultimi anni della sua vita. La torre è suggestiva, molto alta, e si presta bene a fare qualche bella fotografia.








Prima di arrivare sul Lago di Bolsena, passiamo accanto a un grande campo verde, con meravigliosi fiori viola in primo piano. Un alberello sullo sfondo e un gregge di pecore in pascolo. Immediatamente l’animo “da fotografo” del gruppo si risveglia, dando vita ad una sosta non preventivata che ci porta via quasi un’ora. Ma ne è valsa la pena. Le bellezze inaspettate come questa sono le migliori.









Ci fermiamo a Capodimonte per fare qualche fotografia sul lago di Bolsena. Begli scorci, un cielo suggestivo e carico di nuvole. Poi ripartiamo e arriviamo a Bolsena per fotografare il tramonto. Foto banali, lo so, ma ricordiamoci che è un corso di fotografia, ci serve per imparare!
















La sera, sosta epocale per cena: La Capanna del Pescatore, a Montefiascone. Se vi fermate per cena in zona, andateci. Pescato del giorno prima davvero speciale a prezzi tutto sommato non eccessivi. Ah, e provate l’anguilla: come questa non l’avete mai assaggiata, garantito.

Dopo pochissime ore di sonno, sveglia alle 5 senza colazione per fotografare l’alba a Civita di Bagnoregio. Il sole sorge esattamente dietro alla Civita…ed è uno spettacolo unico al mondo.

Civita di Bagnoregio, considerato uno dei borghi più belli d’Italia (specialmente a quell’ora di mattina quando non è invasa dai turisti), è anche detta “la Città che muore”. Il nome è dovuto alla progressiva erosione della Valle dei Calanchi in cui è situata, che ne determinerà un giorno la scomparsa. Parliamo di migliaia di anni, naturalmente. Anche se il destino molto più prossimo di questo borgo è quello di divenire una città fantasma: al momento solo sei famiglie vivono ancora nella Civita.

Il paese è raggiungibile con un ponte pedonale in cemento armato. Una discreta camminata, ma ne vale la pena. Per cui dopo aver fotografato il sole che nasce dietro alla Civita, realizzando diversi scatti perlopiù in HDR, facciamo colazione e visitiamo il bellissimo borgo.



















Ultima fermata: Orvieto. Oltre al maestoso e imponente Duomo, abbiamo il piacere di scendere giù nel profondo pozzo di San Patrizio, sperimentando la fotografia con scarsa illuminazione.
















Spero che questo breve ma intenso fine settimana vi sia piaciuto. Il nostro Paese è sempre bello, nella sua interezza e in tutte le sue svariate caratteristiche. Fa piacere ogni tanto esplorarne le inestimabili bellezze. Ti riempie il cuore. Dovremmo sempre valorizzarlo e tutelarlo, cosa che molto (troppo) spesso non viene fatta, specialmente dai nostri governanti.
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