domenica 2 ottobre 2016

Una mattina Renzi si guardò allo specchio…e vide Silvio.


Una mattina il piccolo Matteo di Rignano si guardò allo specchio. Ciò che vide lo condizionò per tutta la vita. L’immagine di quell’uomo, potente quanto decadente, brillante quanto corrotto, un uomo talmente bugiardo da finire per credere alle menzogne che dice, lo influenzò e lo perseguitò per sempre.

La resurrezione della “grande opera” (!) del ponte sullo Stretto di Messina, resurrezione che puzza come gli zombie della notte dei morti viventi, è l’ennesima conferma del proseguimento, politico e (a)morale, di quel folle progetto iniziato da Berlusconi durante il ventennio birbonico. Sarebbe fin troppo facile e semplicistico affermare l’equazione “Renzi uguale Berlusconi”, anche se in (buona) parte assolutamente vera; tuttavia, il pinocchietto toscano si sta spingendo molto più avanti rispetto al suo maestro nanico. A Silvio non era mai venuto in mente di fare certe cose. Azzardarsi a far riscrivere la Costituzione a biechi personaggi a cui non lasceresti scrivere neanche il tema per l’esame di maturità. Trasformare il Parlamento in una schiera di passacarte e sudditi profumatamente retribuiti. Distruggere il mondo del lavoro con riforme che mirano solo a mettercelo là dove non batte il sole. E infine riproporre progetti mostruosi come lo stesso ponte sullo Stretto, giusto per ricordarsi di ringraziare quei poteri che ti hanno portato fino alla Presidenza del Consiglio.

Altro che “Renzi uguale Berlusconi”. Questo è molto peggio. Questo vuole farci credere che le cose in Italia non funzionano per colpa della legge elettorale, per colpa della Costituzione.  Non certo della classe politica infima e schifosa che questo paese ha – ahimè – il grande “orgoglio” di avere. Colpa della Costituzione che hanno scritto grandi personaggi della nostra storia, non colpa della corruzione che hanno creato questi politici, non colpa della totale inadeguatezza di questa classe dirigente.

Quella disgraziata mattina in cui il piccolo Matteo si guardò allo specchio è stata e resterà sempre un momento drammatico che condizionerà il nostro paese per lungo tempo. A meno che non facciamo noi italiani qualcosa: una spinta, un colpo di reni, un’inversione di marcia. L’occasione giusta di trasformare questa “notte dei morti viventi” in “un’alba dei morti dementi” è proprio il 4 Dicembre, sbarrando la casella “NO” del referendum costituzionale. Blocchiamo questo folle piano. E facciamoci una grassa risata quando questa marmaglia di dementi se ne andrà con la coda tra le gambe.

Questa gente è pericolosa. Non sarebbero in grado di costruire un casotto di campagna e parlano di ponte sullo Stretto. Non sarebbero in grado di scrivere un tema di quinta superiore e decidono le sorti di un intero paese. Non lasciamogli riscrivere la nostra Costituzione. 
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