sabato 3 dicembre 2016

Buon voto (o buona catastrofe) a tutti!


Siamo giunti al termine di una campagna referendaria tra le più odiose, più ipocrite e più invadenti che si ricordi. E delle tante cose dette, urlate, o lasciate intendere durante tutto questo tempo, resta la frase di Maurizio Crozza quella che maggiormente spiega come stanno veramente le cose: il paese è diviso tra chi voterà Sì e chi invece la riforma costituzionale l’ha capita.

Esatto, perché diciamo le cose come stanno, diciamole chiaramente: leggere e capire la riforma costituzionale che andremo a votare domani, e allo stesso tempo trovarla una buona riforma, sono due cose totalmente incompatibili e impossibili. Un conto è se si vota perché si ha un particolare interesse e/o una tessera di partito. Tutta un’altra storia invece se si legge la riforma e la si trova ben scritta, moderna, democratica, condivisibile. Se così fosse: tu che leggi, sei una persona intelligente e sveglia. Per favore, rileggila, magari la prima volta eri distratto.

Questa è una riforma scritta coi piedi (e per forza, è la riforma di Verdini e della Boschi, ne vogliamo parlare?) sin dal punto di partenza, ossia dal quesito che domani avremo la sfortuna di leggere in cabina elettorale: un quesito truffa. È un quesito truffa degno di una pura dittatura da Stato libero di Bananas in quanto non cita la riforma ma ne fa propaganda politica. Quello che c’è scritto sulla scheda non è il contenuto della riforma, ma le diciture “slogan” che ci rifila Renzi da ormai troppo tempo. Senza contare che Matteo Renzi stesso ha persino ammesso che leggendo il quesito in cabina elettorale, ci sarà un travaso di voti del 3% circa dal No al Sì. Ma dico io, come si fa ad essere così sfacciatamente sfacciato (scusate il gioco di parole)!

Senza contare che nello spirito stesso di una Costituzione, intesa come regola “suprema” del funzionamento di uno Stato e dell’attuazione dei diritti dei cittadini, un quesito così “vasto”, che stravolgerebbe il contenuto della Costituzione con il cambiamento radicale dell’assetto dello Stato contenuto in ben 47 articoli diversi, è un quesito assurdo, irreale ed irresponsabile. La Costituzione si cambia a piccoli passi e a larghe intese, non in questo modo. Perché ad esempio fare un quesito unico quando avremmo potuto esprimerci a favore o contro determinati aspetti di questa riforma? Un referendum suddiviso (una riforma suddivisa) in 4 o 5 quesiti indipendenti sarebbe stato un approccio più sensato e nello spirito della Costituzione.

Tuttavia, il voler chiamare ad esprimersi gli italiani su tutto un “blocco” di riforme, fa parte di una strategia ben precisa di questo governo: il terrorismo psicologico che ne deriva.

“Se vince il No, non si cambierà la Costituzione per 20 anni”: FALSO. Entro un paio di anni potremmo tranquillamente portare avanti riforme diverse (e migliori) senza alcun problema. La nostra storia è piena di piccole riforme costituzionali che mai hanno richiesto più di un paio di anni di discussione parlamentare.
“Se vince il No, crolla il governo e avremo un governo tecnico o, peggio, Grillo”: FALSO. A parte il fatto che se proprio vi piace Renzi (problema vostro, ma non voglio parlare di questo) fate una bella cosa: votatelo, nel caso si andasse alle elezioni. Lo votate e vi tenete il vostro bel Renzino. Ma il punto non è questo: questo non è un voto politico, mettiamocelo bene in testa. È un voto su una riforma costituzionale (dunque una regola trasversale ai partiti) e a seguito di un esito positivo o negativo del referendum, Renzi può (e secondo me deve) andare avanti fino al 2018. Intendiamoci, io non ho votato e non ho mai appoggiato Renzi, ma non è questo l’ambito né il contesto di giudicare la legittimità di questo governo o il suo operato. Se vince il No, Renzi non se ne va. A meno che non sia lui stesso a volersi dimettere, il che è qualcosa di totalmente slegato dall’esito del referendum. Non sta scritto da nessuna parte che se ne debba andare. Altra “trovata” per scaturire terrore, in poche parole.
“Se voti No, voti con Salvini”. Sì, certo. Ma come detto, questa è una riforma su un regolamento trasversale come la Costituzione. Votare assieme a gente con cui politicamente non ci prenderesti neanche un caffè, fa parte del gioco. La nostra Costituzione è stata scritta da forze politiche estremamente diverse tra loro. Embè? È normale. Senza contare che, sì, voterò come Salvini, ma voterò anche come innumerevoli personaggi validi e onesti che vanno dalla sinistra extraparlamentare, l’associazione Partigiani, magistrati onesti che credono nella legalità, e molte altre personalità di indubbio spessore politico e morale. Senza contare che lo stesso discorso potrebbe essere fatto alla famigerata “accozzaglia del Sì”: anche lì, chiaramente, si mischiano personaggi positivi e (soprattutto) personaggi molto, ma molto negativi.
“Se voti No, si torna indietro di vent’anni”: FALSO. Se vince il No, ci teniamo una delle Costituzioni migliori al mondo, scusate se è poco. L’approvazione delle leggi è troppo lenta: falso anche questo. In Europa siamo il secondo paese per velocità di approvazione delle leggi. Il Senato è un doppione della Camera? Beh, può darsi. Ma allora perché non eliminarlo del tutto?

Eh, già, perché non dimentichiamoci del “nuovo” Senato renziano: questa è probabilmente la maggiore criticità di questa pessima riforma, il Senato. Se Renzi lo avesse voluto cancellare del tutto, avrei pensato anche a votare a favore. Ma il Senato non scompare affatto. Viene solo svuotato di 215 Senatori. Un misero risparmio, considerando che ne rimangono 100 che andranno comunque a pesare sulle tasche dello Stato per spostamenti, rimborsi, etc… E per questo misero risparmio, in cambio cosa abbiamo? Fatemelo scrivere a caratteri cubitali, vi prego:

PERDIAMO IL DIRITTO DI ELEGGERE I SENATORI.

Ma come? In America, negli anni Trenta, sono passati dal Senato “nominato” al Senato “elettivo” e noi, nel 2016, passiamo al Senato non elettivo? Ma stiamo scherzando?

Con tutti i problemi che esso comporta. A parte l’ovvia antidemocraticità di questo aspetto della riforma (non poter eleggere i senatori), aspetto peraltro che Renzi ha goffamente cercato di mascherare presentando in diretta TV una scheda elettorale del Senato FALSA in quanto non potrà mai e poi mai esistere se passasse questa riforma, ci sono numerosi altri problemi legati a questo nuovo Senato. Il nuovo Senato avrà una maggioranza totalmente diversa da quella della Camera, in quanto la Camera risponde alle elezioni politiche, mentre la composizione del Senato segue quella dei consigli regionali. Immaginatevi questo scenario: il M5S vince le elezioni e, “grazie” all’Italicum, ottiene una larga maggioranza alla Camera. A quel punto avremmo una Camera al 54% pentastellata ed un Senato al 60% piddino. Ogni legge che esce dalla Camera verrà automaticamente rimbalzata dal Senato che può (cazzo, se può!) opporsi e così il ping pong comincia. Uno scenario assolutamente folle.

Vogliamo poi parlare di molte altre problematiche del nuovo Senato, come incompatibilità dei ruoli di Sindaco e Senatore? Mi pare oltremodo ovvio che il Sindaco è un lavoro a tempo pieno, e uno non avrà certo il tempo di fare sia il Sindaco che il Senatore, a meno che le giornate non diventino di 48 ore.

Ma poi, altra cosa gravissima: mi sapete dire che cazzo c’entra l’immunità parlamentare per Sindaci e consiglieri regionali? Renzi diceva che l’avrebbe tolta, ma così non è stato. Segno che c’è chiaramente la volontà di concedere l’immunità parlamentare a personaggi come De Luca. Alla peggior classe politica del paese: le amministrazioni locali. Pensateci un attimo: basta un solo consigliere regionale corrotto o corruttibile che viene investito di immunità grazie al Senato. A quel punto, secondo voi, se qualcuno ha da fare qualche “lavoretto” poco chiaro, che fa? Lo fa da sé, oppure paga il collega “immune” per farlo al posto suo? Questo aspetto è forse uno dei più gravi, in quanto lascia trasparire l’essenziale natura fuorilegge del Pd e di questa classe dirigente.

La sto tirando troppo per le lunghe? Lo so, mi dispiace. Ma le cose da dire sarebbero ancora tante. Come il fatto che questa nuova Costituzione spianerebbe la strada a grandi opere inutili richieste dall’Europa e dai poteri finanziari senza che Regioni ed enti locali possano difendersi in alcun modo. Come il fatto che l’articolo 70 della Costituzione farebbe appoggio su leggi ordinarie, il che è un obbrobrio giuridico: ma come, la Costituzione, dalla quale tutte le altre leggi dovrebbero dipendere, dipende a sua volta da leggi ordinarie? In pratica, basterà cambiare le leggi ordinarie per far saltare il funzionamento dell’articolo 70? Vi rendete conto?

No, no. Voglio chiuderla qui. Perché davvero, quello che ha detto Crozza resta la cosa più intelligente: o voti Sì, oppure l’hai capita. O voti Sì, oppure hai capito che questa riforma prevede un passaggio di poteri legislativi dal Parlamento al Governo che è quanto di più distante da una Costituzione che fu scritta con principi democratici e antifascisti. O voti Sì, oppure hai capito che solo votando No si potrà evitare una deriva catastrofica che farà danni immani al nostro ordinamento democratico repubblicano. E mentre Renzi andrà via, prima o poi, mi preoccupa ancora più di Renzi chi verrà dopo Renzi, quelli che avranno la possibilità di trasformare il Paese a proprio piacimento e senza vincoli democratici in un mostro che difficilmente riusciremmo a chiamare “casa”. Perché l’Italia non sarà più casa nostra, ma un posto da cui fuggire a gambe levate.

Dunque, amici, buon voto e (Dio non voglia) buona catastrofe.
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