lunedì 12 dicembre 2016

E siamo a quattro!


Escludendo il povero Bersani che durò poche ore, siamo a quattro: Monti, Letta, Renzi e ora Gentiloni. Quarto governo consecutivo mai votato da nessuno.

Sì, lo so. Sento già le stridule e insopportabili voci di certe sciocche pattuglie antigrilline a ricordarmi che in Italia si vota per la composizione del Parlamento, non quella del Governo. Tuttavia, sono oltremodo stufo di leggere questi commenti da parte di questi fenomeni del diritto costituzionale (spesso gli stessi che volevano stravolgere il senso della Costituzione prima del 4 dicembre): se risento dire un’altra volta “Studia! Il governo non lo elegge il popolo!” giuro che mando a quel paese qualcuno.

Perché dicono queste cose ovvie? Lo sappiamo benissimo che non si elegge direttamente un governo né il Presidente del Consiglio. Ma come è noto, qualsiasi governo dovrebbe essere in qualche modo legittimato, “investito” da una certa spinta popolare. Altrimenti, come abbiamo ben visto, dura molto poco. È la democrazia, baby.

Sta di fatto che siamo a quattro. Nell’arco di ben 2 legislature, siamo al quarto Presidente del Consiglio, siamo al quarto governo che non è mai stato scelto da nessuno, che non ha ricevuto in alcun modo nessuna legittimazione popolare. Governi creati a tavolino, fregandosene della volontà e del chiaro sentimento degli elettori. Neanche nello Stato libero di Bananas.

Infatti, per quanto il referendum costituzionale non doveva per niente al mondo essere un voto su una persona (in questo caso Matteo Renzi) è stato il ducetto di Rignano stesso a trasformarlo in questo senso, in un Pro o Contro la sua persona. E ci siamo trovati dunque ad un risultato eclatante che ha certamente salvato la Costituzione da uno stupro selvaggio, ma soprattutto ha sancito il rifiuto degli italiani di proseguire nella direzione scelta da Renzi e Napolitano.

Ecco perché da Mattarella mi aspettavo una scelta diversa. Mi aspettavo una figura più “centrale”, più “trasversale” e, in definitiva, molto meno renziana di quella di Paolo Gentiloni. Intendiamoci, in qualche modo Mattarella doveva scegliere, e non era certo una scelta facile. Come si muoveva si muoveva male, il Presidente della Repubblica. Tuttavia, la scelta di Gentiloni e del probabile governo Renzi-bis che ci aspetta (se i ministri di cui si parla in queste ore verranno confermati) ci dà segnali molto contrari e discordanti.

Quello di cui avevamo bisogno è un governo provvisorio e con data di scadenza che ci traghetti fino alle prossime elezioni che, dopo la sentenza della Consulta, ci dia una legge elettorale concorde con le indicazioni della Corte Costituzionale. Insomma, sempre parlando in termini di data di scadenza, elezioni in primavera. Invece pare che questi si vogliano mettere, con la stessa maggioranza a cui gli italiani hanno dato un chiaro segnale di rifiuto, a discutere di una nuova legge elettorale!

Ma questi, forse ce ne siamo dimenticati, una legge elettorale l’hanno già fatta. E tutto quello che sono stati in grado di produrre è stato quel “capolavoro” dell’Italicum. Una legge elettorale incostituzionale per gli stessi motivi del Porcellum, monca (in quanto lascia il Senato privo di legge elettorale) e fortemente antidemocratica. Una legge elettorale che loro stessi definirono la migliore possibile, mentre ora che i 5 Stelle potrebbero seriamente vincere le elezioni e avere una larga maggioranza, pare non sia più tanto perfetta.

Ecco perché se c’è una cosa che mi spaventa più dell’Italicum è proprio immaginarmi questi soggetti che si mettono (di nuovo) a partorire una legge elettorale. Quello che sapevano fare lo hanno già fatto, ed è una schifezza. Non voglio neanche vedere che cosa potrebbero concepire adesso.

Dunque, per quanto la scelta di Mattarella di affidare il nuovo governo ad un renziano europeista ed ex-anello di congiunzione tra centro-sinistra e Berlusconi mi lasci perplesso, dico: va bene! Purché il Presidente della Repubblica rimanga vigile e cerchi di portare questo governo ad una legge elettorale che segua le indicazioni della Consulta del 24 gennaio 2017 e che ci porti a scegliere il nuovo Parlamento in primavera.

Che poi, vabbè che si cercherà in tutti i modi di prolungare questa legislatura sino al 2018 per poter portare a casa stipendi d’oro e vitalizi, ma la grande stupidità di questa maggioranza (per chi ne avesse ancora qualche dubbio, dopo l'arrogante e fallimentare campagna referendaria) si vede soprattutto in questo aspetto: più questo governo dura, più i sentimenti del popolo italiano nei confronti dei partiti dell’attuale governo si scalderanno e peggioreranno. Più questi vanno avanti, imperterriti e totalmente sconnessi dalla realtà del paese, più i voti si sposteranno verso Grillo, Salvini o la Meloni. Più cercano di guadagnare terreno (in modo scorretto) e più lo perdono.

In ogni caso, sembrano davvero alla canna del gas. O verranno spazzati via con nuove elezioni, oppure, presumibilmente, si spazzeranno via con le proprie mani.
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