domenica 3 giugno 2018

Buon lavoro Presidente!


L’avventura iniziata ormai più di 10 anni fa, nata dalla mente di Gianroberto Casaleggio e dal coraggio di Beppe Grillo, passata tramite piccoli gruppi locali di attivisti, consigli comunali, Parlamento, Parlamento europeo, etc… arriva adesso ad un nuovo inizio – non un punto di arrivo: una posizione da protagonista nel governo della Repubblica Italiana.

Parlo di nuovo inizio perché questo è una sorta di Anno Zero per il M5S. Non solo lo attende la prova dei fatti, ma si dovrà anche cimentare in una difficile alleanza di governo con un partito molto diverso che in passato ha anche contestato duramente. D’altronde si sa, dopo un risultato elettorale figlio di una legge creata appositamente per far vincere un’alleanza post-elettorale Renzi-Berlusconi oppure “nessuno” (infatti così è stato) il compromesso era un passaggio inevitabile.

Il compromesso, tuttavia, potrebbe giovare alla situazione attuale: i 5 Stelle dovranno confrontarsi con questa nuova realtà e “farsi furbi” politicamente con un alleato che, sempre politicamente, è più furbo di molti altri (Salvini); d’altro canto, la dominante componente parlamentare pentastellata di questa maggioranza obbliga la Lega a smussare gli aspetti più estremi e più spigolosi della propria visione politica, il che sicuramente è preferibile rispetto ad un ipotetico governo di “sola destra” che minacciava di vincere le future elezioni qualora fosse andato al governo Cottarelli. È infatti fuori discussione che il contratto di governo tra Lega e M5S presenti, questo sì, alcuni punti presenti nella campagna elettorale leghista, ma molti anche assenti o addirittura opposti grazie appunto alla forte presenza “mitigatrice” dei 5 Stelle.

Ora cosa dire? Ci attende un periodo di cambiamento, questo senz’altro. Di cambiamento, certo, ma si sbaglia a pensare che questa possa essere una rivoluzione. Come ha affermato giustamente Luigi Di Maio, “questo Paese per diventare rivoluzionario non deve far altro che diventare un Paese normale. Non a caso, il primo atto di questa “rivoluzione della normalità” è stata proprio la lista dei Ministri: neanche un condannato o un inquisito, era dai tempi pre-nanici che questo non avveniva. Una cosa perfettamente normale, ma rivoluzionaria in un Paese tutto al contrario come il nostro.

Spero che il Presidente Conte faccia pertanto quelle cose normali che descrive il contratto di governo, senza cambiarne una virgola, altrimenti il valore stesso del contratto e dunque dell’alleanza di governo verrebbe a crollare miseramente.

Spero anche che il Presidente Conte, persona altamente presentabile ed espressione di un accordo delle forze politiche che hanno avuto la fiducia dell’elettorato, si faccia aiutare dai suoi vice Di Maio e Salvini, molto più abituati di lui a stare sotto i riflettori, a sopportare la pressione e la responsabilità di “metterci la faccia” davanti a tutta la cosa pubblica. Spero che non si facciano altri errori, banali e macroscopici, come quando sono stati alzati i toni e ci siamo improvvisamente messi a parlare di impeachment: una cosa è un Presidente che ha sbagliato e sicuramente è uscito dalla sua figura istituzionale e non-politica, tutt’altra cosa è invece darsi la zappa sui piedi per una battaglia contro i mulini a vento che non avrebbe portato altro che danni (non a caso se abbiamo un governo lo dobbiamo al ripensamento di Mattarella ma soprattutto al notevole “ammorbidimento” di Di Maio riguardo a questa faccenda).

Conte e la sua squadra di governo devono pertanto evitare questi grossolani errori, anche perché si troveranno davanti ad un attacco mediatico senza precedenti che cercherà di buttare fango sopra ogni mezzo passo falso di questo esecutivo; ma vediamo il bicchiere mezzo pieno: se il Salvimaio riuscirà a non commettere errore dal punto di vista mediatico, questa (infima) classe di giornalisti sarà finalmente obbligata a fare il proprio lavoro parlando finalmente di temi, di politica, di tutto ciò che in definitiva dovrebbe occuparsi. E sono convinto che un esecutivo con i 5 Stelle migliorerà indirettamente anche la finora bassissima qualità della nostra informazione.

Mi auguro, e qui mi ripeto ma è davvero importante, che Conte e la sua squadra mantengano fede alla parola data nel contratto di governo, perché se è vero che è il programma che finalmente è andato al governo, e se è vero che da oggi parleremo di temi e non di persone, allora facciamolo questo contratto, e vediamo che tipo di paese sarà l’Italia. Evitare come la peste personalizzazioni politiche e crociate personale contro questo o quello: ne abbiamo viste fin troppe negli ultimi 7 anni.

Dunque, per concludere: buon lavoro Presidente! Abbia il coraggio di mettere le mani dove serve (sprechi della politica, corruzione, etc.) e ci dimostri che con determinazione e buonsenso possiamo avere quello che abbiamo sognato da ormai troppo tempo: un Paese normale.

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