lunedì 18 giugno 2018

Caro Francesco, lascia perdere il nazismo


La stragrande maggioranza dei mezzi d’informazione si sta concentrando su alcune delle parole pronunciate da Papa Francesco riguardo al tema della famiglia. Ci si sofferma, forse anche eccessivamente, sul mancato riconoscimento da parte del capo della Chiesa cattolica delle cosiddette “famiglie Arcobaleno”. Questo indubbiamente perché la Chiesa ha volutamente fatto eco alle parole del neo ministro della Famiglia, il leghista Fontana, il quale era stato punzecchiato dalla stampa per le sue posizioni “conservative” riguardo alla famiglia tradizionale.

Intendiamoci, su questo non c’è niente di strano. È assolutamente ovvio che la Chiesta mantenga una certa posizione riguardo all’allargamento della parola “famiglia” anche a coppie omosessuali. Chi si aspettava qualcosa di diverso, beh… a loro consiglio di ricordarsi che è dell’istituzione più conservatrice della storia dell’umanità che stiamo parlando. Chi parla di “Papa Francesco che mette in pausa la rivoluzione” non sa cosa dice: di quale rivoluzione poi stiamo parlando? Nella forma Francesco sta, , portando una certa novità, ma nella sostanza non potrà mai e poi mai, neanche volendo, discostarsi anche solo minimamente dalla “dottrina” ufficiale.

Inoltre, se proprio vogliamo dirla tutta, le opinioni di Fontana non sono neanche così sballate. È un punto di vista decisamente conservatore, questo sì, ma che comunque non arretra di un passo rispetto ai diritti già ottenuti in materia, almeno giudicando dalle sue intenzioni come ministro. Ma mi riservo il diritto di aggiungere due parole sul tema della famiglia a brevissimo su questo blog.

Dove casca l’asino nelle parole di Papa Francesco è qui:
“E’ di moda, abituale, quando in gravidanza, se si vede che forse il bambino non sta bene o viene con qualche cosa: la prima offerta è ‘lo mandiamo via?’ L’omicidio dei bambini. Per risolvere una vita tranquilla si fa fuori un innocente. Il secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi.”
Calma, Franceschino, stiamo molto calmi. Questa non è una presa di posizione né consona alla natura della Chiesta, né legittima da punto di vista etico.

Vogliamo parlare del fatto che sia giusto o meno poter ricorrere all’aborto nella fase iniziale della gravidanza? Facciamolo, per carità: il dibattito è più che aperto. Ma non tiriamo in ballo il nazismo. Il nazismo era un’altra cosa. Per di più, spinta da tutt’altre intenzioni rispetto a chi, magari pure in difficoltà economica, decide di interrompere una gravidanza semplicemente per non mettere al mondo un essere umano con gravissimi problemi di salute in serie difficoltà socio-economiche. Ripeto: può essere giusto o meno. Ma vedere dietro a questa decisione (una decisione peraltro cruciale e drammatica, che segna irrimediabilmente la vita di una coppia) l’intenzione di “preservare una razza” e farlo con i guanti bianchi è quantomeno follia. Follia completa. Perché Francesco non parla piuttosto delle enormi difficoltà che attraversano la società civile specialmente nel nostro Paese, e non fa qualcosa di concreto per aiutare le famiglie che hanno figli in simili difficoltà? È forse meglio tacciare di nazista chiunque non la veda come Mamma Chiesa?

E qui mi riallaccio al tema dei giornali e dei mezzi d’informazione in generale: perché mai dovrebbe far notizia un Papa contrario alle famiglie Arcobaleno, mentre invece un Papa che parla di aborto come del nazismo passa quasi in secondo luogo? Forse sto esagerando io, chissà, ma questa mi pare un’uscita tristemente infelice sulla quale l’opinione pubblica dovrebbe quantomeno interrogarsi. Anche forse per smettere di dipingere un Papa – per carità, moderno, umile e dai modi più pacati rispetto ai suoi predecessori – come una sorta di rivoluzionario quale non sarà mai, né lui, né i suoi successori.

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