mercoledì 6 giugno 2018

Il femminismo delle boiate o le boiate del femminismo?


Fa sorridere l’animosità con cui certe personalità, principalmente di area PD, stanno attaccando il fatto che nel nuovo governo siano presenti “solo” 5 donne su 18 elementi, così come la “sparizione” del ministero per le Pari Opportunità.

Lasciatemelo dire in modo chiaro e inequivocabile: le “pari opportunità” così come sono comunemente intese sono una boiata pazzesca. Una misera operazione di marketing alla moda, un’inetta uscita da “femministaiole militanti”. Le pari opportunità naturalmente indicano, contrariamente a ciò che il pensiero unico conformista cerca di spacciare, che le donne e gli uomini devono avere appunto pari livello di opportunità di mettere in mostra il proprio valore ed il proprio merito. Non è certo da intendere invece come fanno le buffe femministaiole boldriniane come un imbarazzante fifty-fifty! Ridurre le pari opportunità a questo è incredibilmente svilente non solo per l’idea di base, ma anche – e soprattutto! – per le stesse donne. Una donna dovrebbe andare fiera di valere o in questo caso di entrare in una squadra per il governo del Paese non certo perché la “consuetudine” obbliga un fifty-fifty con gli uomini ma perché si giudica il merito.

Marianna Aprile del settimanale Oggi, pochi giorni fa da Lilly Gruber mentre disquisiva dubbiamente sull’argomento come “controparte” di Marco Travaglio, arrivava a dire addirittura che i governi Renzi e Gentiloni avevano fatto meglio perché (tenetevi forte) avevano fatto sottosegretario alla presidenza del Consiglio la Boschi: la Boschi, perdio, vi rendete conto? Dovrebbe forse la Boschi rappresentare un vanto per il genere femminile? Qui siamo all’assurdità totale in cui si giudica una figura non in base al merito ma in base al sesso: non solo dunque un femminismo finto, ma addirittura un maschilismo al contrario.

Detto questo, affinché non mi si fraintenda e non mi si accusi di essere contro le cosiddette “pari opportunità”, lasciatemi aggiungere che io, al contrario, sogno un governo formato dal 50-80% da donne: che siano arrivate lassù non per una vile regola del fifty-fifty, ma per il loro grande valore e merito!

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