martedì 10 luglio 2018

Le magliette rosse… e le teste vuote


C’è da distinguere, a mio avviso, tra due categorie di persone che hanno partecipato a questa pagliacciata inverosimile. L’iniziativa ha visto partecipare da una parte associazioni che hanno sempre fatto del concetto di “accoglienza a porte aperte a chiunque” una sorta di mantra. È un mantra che non condivido, ma queste persone hanno tutto il diritto di esprimere questa opinione. Guardando questa parte dei partecipanti alla manifestazione, mi dispiace quasi che non siano stati i soliti quattro gatti: sarebbero stati pochi, d'accordo, ma almeno non strumentalizzati e insozzati dalla peggior pseudo-sinistra di cui si abbia ricordo.

Ed è questa infatti la seconda categoria di persone e personaggi pubblici che hanno vestito la maglietta rossa: da personaggi di spicco come Saviano, Boldrini, Lerner fino agli sciocchi e utili idioti a loro servizio. Tutta questa gentaglia che ha ignorato il sangue e le difficoltà dei lavoratori, mentre i governi filoeuropeisti e filocapitalisti smantellavano i diritti e il mondo del lavoro. Erano tutti in silenzio quando il governo faceva sparire i soldi destinati alle popolazioni colpite da terremoto. Guardavano altrove mentre il governo regalava miliardi a banche private.

Adesso invece si riuniscono, sotto la bandiera comune dell’ipocrisia, per contrastare le morti nel Mediterraneo (morti, peraltro, in netto calo rispetto al 2017) anziché tentare di risolvere il problema alla radice: chi è che fa partire questi nuovi schiavi su barconi della morte con la promessa di un lavoro e di una nuova vita?

Le magliette rosse, quest’ultima categoria almeno, rappresentano il peggio del peggio di ciò che – ahimè – ci ostiniamo a chiamare “sinistra”. Una sinistra di traditori e utili idioti. Una sinistra da seppellire e rifondare dai veri principi che questi ignobili personaggi hanno dimenticato e sostituito con i dettami del pensiero unico dominante.

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