martedì 3 luglio 2018

Tre storie sportive ai tempi di Saviano il razzista


Vi voglio raccontare tre storie, tre belle storie di sport.

La prima è quella che sicuramente ormai già conoscete. È sulla bocca di tutti e tutti quanti ne parlano: le 4 meravigliose e velocissime atlete italiane che hanno conquistato l’oro nella staffetta 4x400 ai Giochi del Mediterraneo. Non voglio aggiungere parole a quello che è già stato detto, dato che purtroppo sono state spese fin troppe parole a riguardo, ma solo riflettere sul perché questa storia ha avuto una tale risonanza al contrario delle altre due storie che sto per raccontare.

La seconda storia è quella dell’intera spedizione italiana che, sempre ai Giochi del Mediterraneo, è al primo posto nel medagliere. Una grande storia di costanza, impegno, serietà e mentalità vincente. Una grande storia che purtroppo non finisce sulla bocca di tutti, resta silenziata nel marasma dell’informazione pubblica nel nostro paese. Ogni motivo di (sano) orgoglio nazionale resta muto e soppresso dall’informazione del pensiero unico. Per loro nessun titolone, nessuna gloria, nessun manifesto: solo un assordante silenzio.

La terza storia è quella di una straordinaria squadra italiana che nel 2017 ha stravinto la finale degli europei di basket, stracciando col punteggio di 26-8 la nazionale portoghese che peraltro giocava in casa. Questi “eroi” sportivi che dovrebbero farci riempire di orgoglio sono questi giovani ragazzi affetti dalla sindrome di Down. Nessun TG, nessun titolone, nessun Saviano, nessuno ne parlò come si deve, relegando questa grande notizia nei trafiletti delle pagine sportive.

Ecco, di queste tre storie, vorrei sapere dai vari Sig. Saviano di turno: perché della prima si parla e le altre si ignorano? Chi sono i razzisti: quelli che esultano per la vittoria in una disciplina sportiva (compiuta da chiunque a prescindere dal colore della pelle) o quelli che strumentalizzano volgarmente un episodio per sostenere le proprie (insostenibili e criminogene) tesi?

Il razzismo di Saviano è un razzismo al contrario, persino più pericoloso e spregevole di quello da lui (ingiustificatamente) paventato.

Concludo con una domanda: secondo voi, quale di queste tre storie aveva un qualche motivo di essere giustamente raccontata dai titoloni dei giornali? Quale di queste vi riempie maggiormente di orgoglio? Ma soprattutto: chi di voi ancora sopporta le spregevoli uscite di questi buonisti razzisti al contrario come il “nostro” Saviano?

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