martedì 24 luglio 2018

Tutto per una carbonara senza pecorino


La storia del cameriere licenziato a causa dell’offesa omofoba riportata sullo scontrino del conto del ristorante dovrebbe far riflettere.

Una premessa: come faccio spesso, cerco di pensare “diversamente”, fuori dal coro. In questo caso il “coro” ha intonato una marcia funebre nei confronti del cameriere “omofobo”, per cui ho provato a vedere la faccenda da un punto di vista diverso, senza per questo prendere le parti di quella che è un’offesa bella e buona.

Detto questo, cerchiamo di capire bene cosa è successo: un cameriere, magari per farsi due risate con i cuochi in servizio o forse per sottolineare la stupidità di clienti che chiedono una carbonara senza pecorino, ha inviato la comanda con la dicitura incriminata “no pecorino… sì frocio”. Sventuratamente la burla si è estesa ai clienti avendo riportato erroneamente la dicitura sullo scontrino fiscale.

Senza voler giustificare il cameriere, vorrei precisare però che evidentemente “frocio” è un epiteto offensivo forse nella mentalità del cameriere. Ho conosciuto alcuni omosessuali che si dicevano “fieri del loro esser froci” e certo non lo intendevano come un’offesa: piuttosto come un modo di “disinnescare” una parola ritenuta offensiva disarmandola del proprio “potere”. Della serie: "Io sono frocio, se per te è un'offesa sono cazzi tuoi." È un po’ come quella faccenda dei tifosi laziali che stampavano le foto di Anna Frank con uniforme romanista: dov’è l’offesa? Essere romanista o essere ebreo? Come al solito il modo migliore di rispondere a offese generate da mentalità ottuse è uno solo: ignorare.

Cosa che non hanno fatto i due buongustai della carbonara senza pecorino: pretendere le scuse era giusto? Certo. Pretendere una compensazione, come ad esempio non pagare il conto, era giusto? Forse, ma non ne sono certo. Chiedere la testa del cameriere per quella che è una burla di cattivo gusto? Assolutamente no.

La realtà è che questo cameriere è stato licenziato perché questi due buongustai hanno letteralmente chiesto la sua testa su un piatto d’argento (ma senza pecorino) tramite l’associazione di difesa dei gay; il ristorante dunque, probabilmente per salvarsi da schiere di avvocati e cause che avrebbero compromesso l'intera attività, si è trovato costretto a mandare a casa il cameriere. Signori, queste “burle” sono all’ordine del giorno in ogni ristorante, in ogni banco del mercato, in ogni hotel e in generale in ogni ufficio al pubblico: io stesso lavoro in un albergo e posso garantire che epiteti “offensivi” vengono spesso annotati nelle consegne o nelle prenotazioni, associati a clienti non proprio educati: “attenzione, questi sono dei cagacazzi”; “attenzione, clienti indiani”; “attenzione, questi sono due israeliani rompicoglioni”; “chiede di cambiare camera perché non le piace il colore, clienti di merda!” e potrei andare avanti per ore. Chi fa un lavoro simile sa perfettamente che queste cose sono assolutamente frequenti. Chi lo nega è semplicemente un ipocrita.

Chi lavora al pubblico è abituato a fronteggiare ogni tipo di bizzarra richiesta da parte di clienti che non hanno di meglio da fare che rompere le palle a chi si sta facendo il culo per offrire un servizio quanto migliore possibile. Certo, la connotazione “omofoba” dell’insulto ai due clienti gay è un’aggravante. Ma se fosse venuto fuori che sullo scontrino c’era scritto “no pecorino…sì cretino, e la carbonara con che cazzo te la faccio” nessuno si sarebbe scomodato a chiedere la testa del cameriere, nessuno ci avrebbe scritto un pezzo sui quotidiani nazionali e la cosa sarebbe passata inosservata. Così come se ci avesse scritto altri epiteti altrettanto offensivi e discriminatori: se a ordinare la carbonara senza pecorino fossero stati due “terroni”, non se ne sarebbe parlato. Se fossero stati due “musi gialli”, idem. Se fossero stati due “zingari”, neanche. Tutte cose estremamente sbagliate, per carità, ma assolutamente sullo stesso livello del “frocio”.

Come al solito, il pensiero unico, il “coro”, il politicamente corretto, il sistema mediatico dominante, si scomodano solo se ad essere “colpite” sono certe categorie (che evidentemente fanno comodo al sistema): i gay, i neri, gli ebrei. Tutte le altre minoranze non godono della stessa considerazione né dello stesso “rispetto”: perché?

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